simone olla | appunti su identità, indipendenza, indipendentismo

La Sardegna come laboratorio di sperimentazione politica italiana e mediterranea – perfino atlantica! O una pentola che sbuffa fratture: elettorali, civiche, partecipative, democratiche. Il blocco destra/sinistra – dati alla mano – si spartisce l’intera rappresentatività politica in Sardegna: fanno il pieno di rappresentanza e di stabilità – ci dicono – lasciando inespressi più di centomila voti, quindi di votanti, quindi di teste, quindi di cittadini che hanno votato per l’indipendenza! Una legge elettorale banditesca “consente la non rappresentanza” a più di centomila sardi. (E centomila sono tantissimi se pensi che alle ultime elezioni regionali hanno votato solo il 52% degli aventi diritto, settecentomila votanti su un totale di un milione e quattrocentomila iscritti. Allargando laicamente il campo a tutti quei voti/votanti che alle scorse regionali si ponevano come alternativa indipendentista al blocco destra/sinistra ci rendiamo conto che tutti – nessuno escluso – sono fuori dalla rappresentanza.) Continue reading

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marco tarchi | la rabbia e la menzogna

Corsi e ricorsi storici. Sembrava una teoria ingenua e abbandonata, per quanto illustri fossero coloro che, in epoche diverse, le avevano dato forma e vigore. In epoca di corsa continua al progresso e di tempo lineare dalle propaggini senza confini, era scontato che finisse fuori moda. Eppure, la convinzione che gli eventi umani ripropongano periodicamente scenari già osservati – magari nella versione un po’ ironica di Marx, che alla tragedia vedeva succedere la farsa – sembra conservare un buon numero di adepti. Ce lo dimostra oggi l’Europa, che attende per l’ennesima volta la calata dei barbari sul suo stesso territorio e agita lo spauracchio di un potente nemico pronto a minacciarne le frontiere.

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alain de benoist | l’operaio fra gli dei e i titani

[Pubblichiamo di seguito una parte del primo capitolo del libro di Alain de Benoist L'operaio fra gli Dei e i Titani, Milano 2000. Traduzione di Marco Tarchi.]

Menzionando L’Operaio assieme alla prima versione de Il cuore avventuroso, Armin Mohler, autore di un ormai classico manuale sulla Rivoluzione Conservatrice tedesca [1], scrive: «Ancora oggi, la mia mano non può afferrare queste opere senza mettersi a tremare». In un altro contesto, definendo L’Operaio «un blocco erratico» all’interno dell’opera di Ernst Jünger, egli afferma: «Der Arbeiter è più che una filosofia: è una creazione poetica»[2]. La parola è giusta, soprattutto se si concede che ogni autentica poesia è creativa e che è, nel contempo, impossessamento del mondo e disvelamento degli dei. Libro “metallico” si sarebbe tentati di utilizzare nel suo caso l’espressione «tempesta d’acciaio», L’Operaio possiede infatti una portata metafisica in senso proprio, che va ben al di là del contesto storico e soprattutto politico entro cui è nato. Non solo la sua pubblicazione ha segnato una data capitale nella storia delle idee, ma esso rappresenta anche, in Jünger, un tema di riflessione che per tutto il corso della vita dell’autore non ha mai cessato di scorrere dentro la sua mente come una vena nascosta.
Nato il 29 marzo 1895 a Heidelberg [3], Jünger compie i suoi studi dapprima al liceo di Hannover e a Schwarzenberg, negli Erzgebirge, poi a Braunschweig e di nuovo ad Hannover, oltre che alla Scharnhorst-Realschule di Wunstorf. Nel 1911 si iscrive alla sezione di Wunstorf del Wandervogel [4]. Lo stesso anno, pubblica la prima composizione poetica (Unser Leben) sul giornale locale del Wandervogel. Nel 1913, all’età di diciotto anni, scappa dalla casa paterna. Scopo della fuga: arruolarsi nella Legione Straniera, a Verdun! Alcuni mesi dopo, quando ha già brevemente soggiornato ad Algeri e cominciato a seguire corsi di istruzione a Sidi-bel-Abbès, il padre riesce a convincerlo a rientrare in Germania. Riprende quindi gli studi al Gildemeister Institut di Hannover, dove si familiarizza in particolare con l’opera di Nietzsche. Continue reading

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fabrizio bolognesi | zeder

zeder-locandinaRegia: Pupi Avati
Interpreti: Gabriele Lavia, Anna Canovas, Cesare Barbetti, Marcello Tusco
Produzione: Italia, 1983
Durata: 100 minuti Continue reading

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alain de benoist | europa-mercato o europa-potenza?

Signore e signori, amici cari,

ancora un quarto di secolo fa, l’Europa appariva come la soluzione a tutti i problemi. Oggi viene invece percepita come un problema che va ad aggiungersi agli altri. Per effetto della disillusione piovono critiche da ogni dove, e alla commissione europea si rimprovera di tutto e di più: di moltiplicare i contrasti, d’ingerire in questioni che non le competono, di voler punire chiunque, di paralizzare le istituzioni, di essere organizzata in maniera incomprensibile, di mancare di legittimità democratica, di annientare la sovranità dei popoli e delle nazioni, e di non essere più nient’altro che una macchina per non governare. Nella maggior parte dei paesi, le opinioni positive sull’Unione Europea sono in caduta libera da almeno dieci anni. La proporzione di coloro che, in Francia, ritengono che “l’appartenenza all’Unione sia un male” è perfino salita dal 25 % nel 2004 al 41 % nel 2013. Ancor più di recente, un sondaggio Ipsos rivelava che il 70 % dei francesi desidera “limitare i poteri dell’Europa”.
È un fatto assodato che oggi l’UE attraversi una crisi di legittimità senza precedenti. Ed è un ulteriore fatto che lo spettacolo da essa offerto non abbia nulla di entusiasmante. Ma come siamo arrivati a tutto questo? Continue reading

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carlo palizzi | la versione del protagonista

LibroN3CarloPalizzi
[Pubblichiamo di seguito alcuni brani tratti dal Libro n. 3 di Carlo Palizzi (Malicuvata E-book 2014), parti di Antiguida in cui Il Protagonista perde il lavoro di organizzatore sociale a causa di cattive frequentazioni filosofiche. I mandanti dell'operazione di nettuaiaggio culturale sono un collettivo di scrittori bolognesi che, tra una rivoluzione e l'altra, pubblica romanzi impegnati per Einaudi. NdR: CP e EP sono rispettivamente Carlo Palizzi e Elica Pentedattilo, due personaggi dell'Antiguida.]

EP – Ti devo raccontare una storia.
CP – …
EP – Una storia che mi è capitata. Ho stampato tutto.
CP – …
EP – A un certo punto il Protagonista non si ritrova più delle e-mails importanti. Possiamo definirlo un carteggio. Nel suo account di posta elettronica tutto quel materiale è sparito chirurgicamente. Un blocco di parole inopportune sono state rimosse, ma non dal Protagonista.
CP – Ah, bon?
EP – Lui dice di no, che non è stato lui.
CP – E chi può essere stato a intrufolarsi tra gli affari del Protagonista?
EP – Un amico, da vicino. O un nemico, da lontano.

*

Salotto Post Litteram ESTATE [segni in forme diverse]
Rassegna letteraria di Arterìa
in collaborazione con la Libreria Atlantide di Castel San Pietro (BO)
Cassero di Castel San Pietro Terme, Via Matteotti, 3
1 luglio 2008 – 4 settembre 2008

Salotto Post Litteram ESTATE potrà contare sulla presenza e i libri di Stefano Tassinari, Grazia Verasani, Michele Vaccari, Compagnia Fantasma, Francesca Mazzucato, Caterina Cavina, Wu Ming 4, Decimo Cirenaica, Gianluca Morozzi, Kai Zen, Yzu, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Cristiano Ferrarese, Barbara Baraldi, Elisabetta Pasquali, Cristiano Armati, Eliselle, Francesca Genti, Alessandro Berselli, Vanni Santoni, Giuseppe Signorin, Alcide Pierantozzi, Angelo Zabaglio, Gianluca Liguori, Andrea Coffami e tanti altri.
Ampio spazio sarà riservato alla piccola editoria, al fumetto, alle riviste indipendenti e all’editoria per ragazzi. Continue reading

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carlo palizzi | antifascismo militante

caro signor signore,
solo oggi ho potuto leggere il vostro commento e quindi solo oggi mi è possibile rispondere. me ne scuso. e ringrazio per questo vostro messaggio. che m’invita a su ballu torrau con evola e con quell’altro, come si chiama?… ah, sciascia!… poi c’è il giornalista, voi che sottolineate l’antifascismo come una necessità… e infine io che in qualche maniera devo pur rispondere.
caro signor signore, avete scelto quando di essere antifascista ? e mi chiedo: perché ? lo stile è l’uomo!… partiamo da qui… e uno stile antifascista lo trovo così desueto… vetusto… non lo trovate un tantino impolverato lo stile antifascista ? io sì… come trovo pieno di polvere da studiare lo stile fascista e quello comunista… così come lo stile anticomunista… suvvia!… che uomo prevenuto quello che si maschera di uno stile antiqualcosa… antiutilitarista, direte voi canzonando il mauss… e sia!… se proprio volete iniziare per essere antiqualcosa, oggi, iniziamo per essere antiutilitaristi!… va bene, leggiamo marcel mauss, alain caillé e serge latouche, poi ci ritroviamo… anche domani… e ne parliamo… Continue reading

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carlo palizzi | essere antifascisti oggi è una specie di pesce d’aprile

[breve commento a un articolo di christian raimo dal titolo cosa vuol dire essere antifascisti oggi.]

essere antifascisti oggi non ha alcun senso. specie per uno che scrive. o che pensa. il fascismo è finito col suo capo appeso a milano, è finito con la guerra persa – o vinta, per dirla partigianamente. il fascismo è stato sconfitto, e noi ne abbiamo ereditato il risultato. se oggi, al bar del mio quartiere, un simpatico quarantenne continua a professarsi antifascista io gli offro da bere e ci scherziamo sopra. ma se questa professione di fede la fa, nel 2014, un quarantenne per brevità chiamato “scrittore”… io mi preoccupo per la mia curiosità intellettuale nei suoi confronti… e gli consiglierei di leggere di più e meglio sul fascismo e sul neofascismo del dopoguerra, di distinguerne i contorni più nitidamente, di inquadrarlo storicamente e abbandonarlo idealmente… i tempi che siamo condannati a vivere non hanno bisogno né di un fascismo romantico né di un antifascismo allo stesso modo romantico. hanno sempre più urgenza di mediterraneo, anche se non lo vediamo – schermati come siamo. il resto è un invito a discutere pubblicamente – e non qui – questi temi così… caldi (?) e così terribilmente antidemocratici… anche se poi è la democrazia rappresentativa liberale ad essere antidemocratica in quanto priva(ta) di sovranità popolare !

(se dovessi incontrare un anticomunista gli direi le stesse parole. la mia prospettiva è sarda. e supera così nettamente questo “discorso politico italiano”, lo eleva, o più semplicemente lo sposta sul campo della filosofia politica, o della metapolitica. parliamo di sovranità, per i sardi. gli italiani continuino a piangere sovranità in nome dell’antifascismo. o dell’anticomunismo.)

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alberto careri | geert

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marco tarchi | destra e sinistra senza europa

Fratelli d’Italia, capitanato da Giorgia Meloni, ha ricevuto in eredità il simbolo di Alleanza Nazionale. È la ripartenza giusta per la nuova destra italiana?

Può essere un elemento di richiamo per una parte dell’elettorato che a suo tempo aveva portato AN fino al 15,5% dei voti, ma bisogna tenere a mente alcuni importanti dati. Primo: da allora sono passati 18 anni, e con il tempo il peso di Alleanza Nazionale è andato diminuendo di un terzo. Secondo: la fusione nel PDL ha causato un rimescolamento d’immagine e legato una parte dell’elettorato originario a Berlusconi. Terzo: la diaspora di FLI prima, la non confluenza in Fratelli d’Italia di parecchi dirigenti post-missini di primo piano poi ed infine il passaggio di non pochi di costoro nel Nuova Centrodestra di Alfano hanno dato l’impressione di uno sgretolamento definitivo dell’ambiente “postfascista”, che sarà difficile dissipare. Quarto: sinora, far affidamento sul carattere calamitante di vecchi simboli si è dimostrato vano: scudi crociati e falci e martello profusi a piene mani sulle schede elettorali hanno procurato a chi li sbandierava poco più dello zero virgola. E già Rauti, con la sua fiamma tricolore stilizzata, ha mostrato i limiti di un’operazione di questo tipo. Continue reading

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