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Laboratorio di metapolitica
Zeno, il grande seduttore che si fece passare per inetto
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Fabio Stassi   
giovedì 26 gennaio 2012

Per anni mi sono imbattuto nella Coscienza come in un vecchio amico che si incontra per strada: poche parole, un rapido mulinellare di pagine sulle dita, e l’affetto e il disagio che sempre danno i ricordi dell’adolescenza. Più spesso ho fatto finta di non vederla: correvo avanti sugli stessi scaffali in cerca di un altro volume, la evitavo. Certo che non valeva la pena sapere che ne era stato, se poi ne avevo davvero intuito qualcosa, da ragazzo.

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Appunti su indipendentismo e altro, oltre
Osservatorio - Novità
Scritto da decimo cirenaica   
martedì 24 gennaio 2012

La politica sarda, oggi, è italiana nel momento in cui risponde alle indicazioni politiche – puntualmente eseguite – che arrivano da partiti italiani; quindi sempre. E questo può bastare a farci indipendentisti? Certo che sì: chiedere sovranità è immaginarla per prima cosa: una comunità, un popolo, altri popoli, altre comunità che dal basso cedono sovranità verso l’alto a un potere politico che riconoscono sovraordinato; e decidono loro – i popoli, le comunità – sia il come sia il quando sia eventualmente il perché di questa cessione di sovranità. Il pluriverso accoglie narrazioni di comunità di popoli, non di masse di individui.

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Diario di Bardo - Preludio
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Dario Falconi   
giovedì 19 gennaio 2012

Contraffazione cerebrale, mistificante parodia di se stessi, attitudine all’adulazione, asociale ricatto del riscatto sociale, presa d’incoscienza, scienza della preda. Languivo in una cieca penombra, intravedevo cieli da segrete feritoie e, inconsapevolmente, aspiravo alla detenzione affinché il mistero dell’infinito non invadesse quell’eterea grazia, adombrandola attraverso la fatale incognita dell’essere. Essere reo o non essere reo?
Questo è il problema.
Amletilico vagheggiamento.
Io sono nato.
È quanto basta per essere colpevole.
Per colpevolizzare l’Essere.

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La postmodernità liquida e le categorie politiche
Osservatorio - Novità
Scritto da Marco Tarchi e Michele de Feudis   
martedì 17 gennaio 2012

La censura delle idee sgradite attraverso il silenzio ha raggiunto quasi lo stadio della perfezione, e internet non è un rimedio efficace, perché nel suo oceano sterminato tutto si disperde, se non ha il traino dei giornali, delle radio e delle televisioni che ne rilanciano i messaggi. Il controllo sull’immaginario collettivo che i governanti totalitari si sforzavano di ottenere mediante l’irreggimentazione e la repressione, oggi viene garantito dal potere seduttivo del consumismo e degli apparati comunicativi. Lo spirito del tempo detta i suoi modelli, che le classi dirigenti - intellettuali mediatizzati in testa - si incaricano di portare ad affermazione.

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L'Ordine Economico Naturale
Café Librario - Novità
Scritto da Redazione   
giovedì 12 gennaio 2012

Chi ha letto Gesell assiste oggi, impotente, all’epilogo di una storia di errori, economici e politici, che avrebbe preso tutt’altra svolta ad aver dato retta al Nostro. E contempla, attonito, il putiferio attorno all’Euro tra 17 paesi che o non sanno, o non vogliono, applicare la soluzione dell’Unione Monetaria Latina tra Francia, Italia, Belgio, Svizzera e Grecia tra il 1865 e il 1915, e che la guerra cosiddetta “Grande” mandò a gambe all’aria.

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Bolero costretto
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Carlo Palizzi e Cugino Lubitch   
martedì 10 gennaio 2012

Palizzi è in piedi davanti a un leggìo di ferro nero. Sul leggìo c'è un quaderno illuminato da un abat-jour pieghevole, uno di quegli oggettini di plastica a pile che si usano per leggere a letto. Seduto per terra, alla sua destra, praticamente ai suoi piedi, Lubitch sta a gambe incrociate dietro la chitarra. Davanti ha lo xylofono e l'ukulele e i cartelli tutto il resto, una candela enorme e chissà che altro.

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Solstizio d'inverno
Osservatorio - Novità
Scritto da Arianna editrice   
mercoledì 21 dicembre 2011

Ogni anno il 21 dicembre le popolazioni pagane - custodi di una visione cosmoteandrica ed emanazionistica della natura - celebravano, ognuna seguendo le proprie particolari tradizioni, il solstizio d'inverno, simbolo di morte e resurrezione. Questa ricorrenza rituale ha da sempre avuto una importanza determinante per le culture sacrali perché rappresenta la fine e l'inizio di un nuovo ciclo in cui il Sole impersonifica la forza invitta, cioè la forza che vince l'oscurità. Infatti, durante questo periodo dell'anno, il Sole dà l'impressione di morire gettando l'umanità nelle tenebre per poi invece rinascere e così facendo donando agli uomini energie rigeneranti.

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il teatro è deserto
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Dario Falconi   
mercoledì 21 dicembre 2011

Oh tepore d'infinito
scuoti
il valico di nebbia
che abbranca questo tempo
vile

Dammi
ti prego
apogei di grandezza

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Massmediale e spirale dell'odio
Osservatorio - Novità
Scritto da Franco Cardini   
lunedì 19 dicembre 2011

Ho buoni rapporti con al redazione fiorentina de “La Repubblica”: sono sempre molto gentili, m'intervistano spesso. È vero che nemo propheta in patria, ma in fondo l'aver scritto, parlato e insegnato per lunghi decenni nella mia città ha pur voluto dir qualcosa.
Ma lassù, nei quartieri alti della Direzione Megagalattica del Quotidiano dei Cittadini Laici, Democratici & Intelligenti, ci dev'essere qualcuno che non mi ama. È vero: anche da lì, talvolta, partono al mio indirizzo segnali benevoli; qualche amico ce l'ho. Ma in genere non si sprecano. Di recente, la Laterza ha pubblicato un mio libro di quasi ottocento pagine, Il Turco a Vienna, dedicato all'assedio ottomano del 1683 alla capitale del Sacro Romano Impero e che mi è costato almeno cinque anni di duro lavoro e di ricerche in mezza Europa.

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Questo modello politico non tollera l'intelligenza
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Alberto Masala e Laura Fois   
giovedì 15 dicembre 2011

Se Serge Pey l’ha definito “uno fra i maggiori testimoni della poesia contemporanea”, perJack Hirschman è “un poeta dell’esortazione, un anarchico con coscienza di livello culturalmente internazionale, ed una produzione di tale ispirazione e tanto catalisticamente avanti da essere progenitrice come lo sono stati Antonin Artaud in Francia e Julian Beck con il Living Theater negli U.S.A”. Alberto Masala non ha certo bisogno di presentazioni se non fosse tanto acclamato internazionalmente quanto sconosciuto in patria. Restio a pubblicare libri (anche se alla fine l’hanno convinto), testardo cultore e difensore della poesia orale in quanto sardo.

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Tempo e denaro
Osservatorio - Novità
Scritto da Franco Berardi Bifo   
lunedì 12 dicembre 2011

L'accelerazione della produttività nell'ambito della produzione industriale equivale a intensificare il ritmo della macchina, in modo che i lavoratori si vedono obbligati ad agire con più rapidità durante la manipolazione dei materiali e durante la produzione di oggetti fisici. Quando l'attrezzo principale della produzione incomincia a essere la macchina linguistica e la principale forza produttiva è il lavoro cognitivo, allora l'accelerazione entra in un'altra fase, in un'altra dimensione.

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Buenos Aires troppo tardi
Café Librario - Novità
Scritto da Simone Belfiori   
lunedì 05 dicembre 2011

Che non ci fosse solo l'Argentina del tango e di tutto ciò che di esotico ci ammalia mediaticamente da decenni lo sapevo già, per fortuna. Però c'è anche quella, come mi ha ricordato Paolo Maccioni durante la presentazione del suo “Buenos Aires troppo tardi”. Perché esiste sicuramente una bella Argentina, la cui capitale ne è paradigma, fatta di musica e passione, non solo quella della carne e non solo per modo di dire.

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italia: colpo di stato euroamericano
Scriptorium - BorderLine
Scritto da decimo cirenaica   
venerdì 02 dicembre 2011

andate, italiani, a riprendervi la sovranità. andate a rovesciare un governo che nessun cittadino ha votato. fatelo disubbidendo, sognando un destino comune, spegnendo il televisore; fatelo in pace o in armi, fatelo con la parola e con il forcone, ogni giorno fino a quando questo scempio politico euroamericano nei confronti dello stato nazione italia non smetterà di esistere.

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diecimila foglie
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Giuseppe Gorlani   
mercoledì 30 novembre 2011

Diecimila foglie d’amore non sono semplici parole, comprensibili suoni, concetti armoniosi, ghirlande, ornamenti... sono altro. Se non capisci non importa. Non si può capire; si può solo essere. E lo si può perché si È, ora e sempre.

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Invidia. La passione triste
Café Librario - Novità
Scritto da Alessandra Pigliaru   
lunedì 28 novembre 2011

Esiste uno sguardo obliquo che, nell’ombra, non può confessare la propria malevola invidia. L’occhio dell’invidioso si cela e si avvita sul desiderio frustrato di chi si sente inferiore. Non si può scendere a patti con il proprio vuoto, quel gorgo che lento ci domanda dell’inadempienza alla quale siamo stati predestinati; ecco che invidiare significa vivere il desiderio mimetico così da spiare la vita altrui attendendone il rovesciamento.

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antiguida di un bar
Scriptorium - BorderLine
Scritto da Alfio Génitron   
giovedì 24 novembre 2011

Il Bar di Gerra è affrescato sui muri da visi deformati in lunghezza, picassi coi nasi di colore all'insù indossano calici di vino enormi sui quali è scritto il menù; scale di cartapesta scendono dal soffitto fino a toccare il pavimento, e dall'ingresso fino al bancone, per tutta la lunghezza del bar, sopra le teste dei clienti, sopra i tavolini del bar, i due bocchettoni del sistema di areazione sono diventati due linee di produzione o di montaggio o di controllo qualità, due linee di lavoro con pupazzi di operai senza occhi, senza bocca, senza espressione, con le mani piccole incollate su scatole vuote, alcuni suonano strumenti musicali, senza occhi senza dita senza espressione, altri non arrivano nemmeno a toccarla la macchina da scrivere che hanno davanti; ogni giorno nuovo c'è un oggetto di più dentro alla catena di produzione, opera di operai posata in occasione dell'apertura al pubblico del Bar di Gerra.

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