andrea lavagnini | le sedie di dio

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Jérôme è un regista che vuole fare un film importante, che incarni i nostri tempi e la sempiterna crisi del presente. Vuole fare un film che possa unire denuncia sociale e commedia, intimismo e surrealtà. Jérôme vuole fare un film sulle sedie. Oggetti simbolo di ogni ragionamento semiologico, strumenti quotidiani di utile semplicità, le sedie sono l’incarnazione perfetta di ogni processo produttivo, icona semplice per parlare di economia e di produzione. Ma, come una pila di seggiole accatastate, anche il film è una pellicola su più strati e più livelli. Nanni Moretti, Elio Petri, i mockumentary, le videoinstallazioni; Jérôme e il suo film sulle sedie attraverseranno ogni fase cinematografica, ogni genere, per diventare un film de-genere, de-strutturato, de-localizzato. Le sedie di Dio spinge lo spettatore a uno scarto: chi sono i personaggi? È reale quello che accade? Mentre le riprese del film di Jérôme avanzano, anche i confini stessi della pellicola che lo spettatore sta guardando iniziano a confondersi. Enrico produttore scettico, Simone scrittore spiantato, la Francia, l’Italia, la Cina. Appassionanti, impegnati, indecisi, irritanti o accattivanti, i personaggi sono ogni possibile declinazione del prodotto (artistico) cinematografico, e forse, come ogni buon prodotto che si rispetti, rischieranno di finire fuori produzione.

PROIEZIONI
07-09-2014 h17:00 / Spazio Oberdan
09-09-2014 h20:30 / Teatro Strehler
12-09-2014 h15:00 / Spazio Oberdan

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leggi la scheda del film Le sedie di dio in concorso al Milano Film Festival 2014

net : http://leschaisesdedieu.com/it/

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aleksandr dugin | il mondo multipolare e l’idea di postmodernità

1. La concezione multipolare come visione del futuro e la Terra nell’Era Postmoderna

Il Multipolarismo come nuova categoria concettuale

La teoria multipolare rappresenta un unicum che non può essere qualificato in termini di contrapposizione “progresso vs. conservazione”, “vecchio vs. nuovo”, “sviluppo vs. stagnazione”. La visione globalista ed unipolare della storia immagina il processo storico come un movimento lineare “dal peggio al meglio”, dal sottosviluppo al progresso e così via. In questo caso la globalizzazione è vista come un naturale punto di approdo, e tutto ciò che lo impedisce rappresenta il vecchio, il retaggio del passato, ciò che ciecamente cerca di preservare a tutti i costi lo status quo. In virtù di tale rappresentazione, il globalismo ed il potere marittimo stanno cercando di interpretare il Multipolarismo come una posizione conservatrice che cerca di opporsi all’ineluttabile cambiamento. Se la globalizzazione è il post moderno (la società globale), il Multipolarismo è solo pura resistenza che contiene ancora residui di Modernità e addirittura di Pre Modernità. Continue reading

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FSP /// ritorno a laforgue

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emile olivadi | il cinema del disincanto

Le sedie, la sedia. È un soggetto l’industria, dice il produttore del film di JWG.
E potrei continuare a memoria – quindi il film è sempre e solo nella mia testa.
Il regista JWG afferma di lavorare alla sceneggiatura da tre anni. Ma è un altro trucco.
Parliamo di un film di parole che non è stato necessario scrivere, quindi di un film che si è scritto da solo e continua a farlo. Ci diamo appuntamento per l’ennesimo riascolto, sediamo in tre attorno allo schermo e agli strumenti del nostro suono. Siamo a un soffio dal cimitero di Père Lachaise, e ascoltiamo quest’orazione. Poi torneremo sull’immagine.
La mia smodata religiosità dev’essere curata, ma non avrò problemi lì dentro: l’erba da fumare mi verrà allungata sottobanco dal Professor Bernard, padre di quella che chiameremo Vergine Maria Numero 1. L’uomo rendeva visita a sua figlia tutte le mattine, verso le dieci; veniva fatto sedere in corridoio, e in attesa di sua figlia si esercitava a Sudoku. Bernard è in pensione da quasi dieci anni, insegnava statistica alla Facoltà di Matematica di Marsiglia. Continue reading

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simone olla | appunti su identità, indipendenza, indipendentismo

La Sardegna come laboratorio di sperimentazione politica italiana e mediterranea – perfino atlantica! O una pentola che sbuffa fratture: elettorali, civiche, partecipative, democratiche. Il blocco destra/sinistra – dati alla mano – si spartisce l’intera rappresentatività politica in Sardegna: fanno il pieno di rappresentanza e di stabilità – ci dicono – lasciando inespressi più di centomila voti, quindi di votanti, quindi di teste, quindi di cittadini che hanno votato per l’indipendenza! Una legge elettorale banditesca “consente la non rappresentanza” a più di centomila sardi. (E centomila sono tantissimi se pensi che alle ultime elezioni regionali hanno votato solo il 52% degli aventi diritto, settecentomila votanti su un totale di un milione e quattrocentomila iscritti. Allargando laicamente il campo a tutti quei voti/votanti che alle scorse regionali si ponevano come alternativa indipendentista al blocco destra/sinistra ci rendiamo conto che tutti – nessuno escluso – sono fuori dalla rappresentanza.) Continue reading

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marco tarchi | la rabbia e la menzogna

Corsi e ricorsi storici. Sembrava una teoria ingenua e abbandonata, per quanto illustri fossero coloro che, in epoche diverse, le avevano dato forma e vigore. In epoca di corsa continua al progresso e di tempo lineare dalle propaggini senza confini, era scontato che finisse fuori moda. Eppure, la convinzione che gli eventi umani ripropongano periodicamente scenari già osservati – magari nella versione un po’ ironica di Marx, che alla tragedia vedeva succedere la farsa – sembra conservare un buon numero di adepti. Ce lo dimostra oggi l’Europa, che attende per l’ennesima volta la calata dei barbari sul suo stesso territorio e agita lo spauracchio di un potente nemico pronto a minacciarne le frontiere.

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alain de benoist | l’operaio fra gli dei e i titani

[Pubblichiamo di seguito una parte del primo capitolo del libro di Alain de Benoist L'operaio fra gli Dei e i Titani, Milano 2000. Traduzione di Marco Tarchi.]

Menzionando L’Operaio assieme alla prima versione de Il cuore avventuroso, Armin Mohler, autore di un ormai classico manuale sulla Rivoluzione Conservatrice tedesca [1], scrive: «Ancora oggi, la mia mano non può afferrare queste opere senza mettersi a tremare». In un altro contesto, definendo L’Operaio «un blocco erratico» all’interno dell’opera di Ernst Jünger, egli afferma: «Der Arbeiter è più che una filosofia: è una creazione poetica»[2]. La parola è giusta, soprattutto se si concede che ogni autentica poesia è creativa e che è, nel contempo, impossessamento del mondo e disvelamento degli dei. Libro “metallico” si sarebbe tentati di utilizzare nel suo caso l’espressione «tempesta d’acciaio», L’Operaio possiede infatti una portata metafisica in senso proprio, che va ben al di là del contesto storico e soprattutto politico entro cui è nato. Non solo la sua pubblicazione ha segnato una data capitale nella storia delle idee, ma esso rappresenta anche, in Jünger, un tema di riflessione che per tutto il corso della vita dell’autore non ha mai cessato di scorrere dentro la sua mente come una vena nascosta.
Nato il 29 marzo 1895 a Heidelberg [3], Jünger compie i suoi studi dapprima al liceo di Hannover e a Schwarzenberg, negli Erzgebirge, poi a Braunschweig e di nuovo ad Hannover, oltre che alla Scharnhorst-Realschule di Wunstorf. Nel 1911 si iscrive alla sezione di Wunstorf del Wandervogel [4]. Lo stesso anno, pubblica la prima composizione poetica (Unser Leben) sul giornale locale del Wandervogel. Nel 1913, all’età di diciotto anni, scappa dalla casa paterna. Scopo della fuga: arruolarsi nella Legione Straniera, a Verdun! Alcuni mesi dopo, quando ha già brevemente soggiornato ad Algeri e cominciato a seguire corsi di istruzione a Sidi-bel-Abbès, il padre riesce a convincerlo a rientrare in Germania. Riprende quindi gli studi al Gildemeister Institut di Hannover, dove si familiarizza in particolare con l’opera di Nietzsche. Continue reading

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fabrizio bolognesi | zeder

zeder-locandinaRegia: Pupi Avati
Interpreti: Gabriele Lavia, Anna Canovas, Cesare Barbetti, Marcello Tusco
Produzione: Italia, 1983
Durata: 100 minuti Continue reading

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alain de benoist | europa-mercato o europa-potenza?

Signore e signori, amici cari,

ancora un quarto di secolo fa, l’Europa appariva come la soluzione a tutti i problemi. Oggi viene invece percepita come un problema che va ad aggiungersi agli altri. Per effetto della disillusione piovono critiche da ogni dove, e alla commissione europea si rimprovera di tutto e di più: di moltiplicare i contrasti, d’ingerire in questioni che non le competono, di voler punire chiunque, di paralizzare le istituzioni, di essere organizzata in maniera incomprensibile, di mancare di legittimità democratica, di annientare la sovranità dei popoli e delle nazioni, e di non essere più nient’altro che una macchina per non governare. Nella maggior parte dei paesi, le opinioni positive sull’Unione Europea sono in caduta libera da almeno dieci anni. La proporzione di coloro che, in Francia, ritengono che “l’appartenenza all’Unione sia un male” è perfino salita dal 25 % nel 2004 al 41 % nel 2013. Ancor più di recente, un sondaggio Ipsos rivelava che il 70 % dei francesi desidera “limitare i poteri dell’Europa”.
È un fatto assodato che oggi l’UE attraversi una crisi di legittimità senza precedenti. Ed è un ulteriore fatto che lo spettacolo da essa offerto non abbia nulla di entusiasmante. Ma come siamo arrivati a tutto questo? Continue reading

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carlo palizzi | la versione del protagonista

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[Pubblichiamo di seguito alcuni brani tratti dal Libro n. 3 di Carlo Palizzi (Malicuvata E-book 2014), parti di Antiguida in cui Il Protagonista perde il lavoro di organizzatore sociale a causa di cattive frequentazioni filosofiche. I mandanti dell'operazione di nettuaiaggio culturale sono un collettivo di scrittori bolognesi che, tra una rivoluzione e l'altra, pubblica romanzi impegnati per Einaudi. NdR: CP e EP sono rispettivamente Carlo Palizzi e Elica Pentedattilo, due personaggi dell'Antiguida.]

EP – Ti devo raccontare una storia.
CP – …
EP – Una storia che mi è capitata. Ho stampato tutto.
CP – …
EP – A un certo punto il Protagonista non si ritrova più delle e-mails importanti. Possiamo definirlo un carteggio. Nel suo account di posta elettronica tutto quel materiale è sparito chirurgicamente. Un blocco di parole inopportune sono state rimosse, ma non dal Protagonista.
CP – Ah, bon?
EP – Lui dice di no, che non è stato lui.
CP – E chi può essere stato a intrufolarsi tra gli affari del Protagonista?
EP – Un amico, da vicino. O un nemico, da lontano.

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Salotto Post Litteram ESTATE [segni in forme diverse]
Rassegna letteraria di Arterìa
in collaborazione con la Libreria Atlantide di Castel San Pietro (BO)
Cassero di Castel San Pietro Terme, Via Matteotti, 3
1 luglio 2008 – 4 settembre 2008

Salotto Post Litteram ESTATE potrà contare sulla presenza e i libri di Stefano Tassinari, Grazia Verasani, Michele Vaccari, Compagnia Fantasma, Francesca Mazzucato, Caterina Cavina, Wu Ming 4, Decimo Cirenaica, Gianluca Morozzi, Kai Zen, Yzu, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Cristiano Ferrarese, Barbara Baraldi, Elisabetta Pasquali, Cristiano Armati, Eliselle, Francesca Genti, Alessandro Berselli, Vanni Santoni, Giuseppe Signorin, Alcide Pierantozzi, Angelo Zabaglio, Gianluca Liguori, Andrea Coffami e tanti altri.
Ampio spazio sarà riservato alla piccola editoria, al fumetto, alle riviste indipendenti e all’editoria per ragazzi. Continue reading

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