Sono un bambino e piango. Il pianto è così improvviso e disperato che la madre del mio amico di giochi si affaccia al balcone di casa e poi scende, per verificare che non mi sia capitato qualcosa di brutto. Domanda a suo figlio cos’è successo e questo le dice che non sa. Si avvicina a me che resto seduto al bordo della strada chiara per la sabbia di tufo. Mi chiede cos’ho e non riesco a risponderle per i singulti che mi opprimono la gola. Continue reading
Category Archives: Archivio 2008
simone belfiori | frank zappa
Autore: Barry Miles
Titolo: Frank Zappa
Edizioni: Kowalski Editore, Milano 2006
Pagine: 592
Frank Zappa era davvero un uomo absolutely free, come Barry Miles del New York Times lascia intendere dal titolo della sua biografia? A leggere le righe di questo libro, viene fuori un Ni. Che era un genio l’ho dapprima sospettato, quando il suo nome evocava in me soltanto l’immagine di un uomo baffuto che suonava la chitarra, e come lo facesse per me era tutto da scoprire. E poi l’ho scoperto. E dire che mi stava anche un po’antipatico, perché mi dissero che aveva parlato male dei Beatles. Continue reading
Ritorno al mondo perduto
Un filone fantastico e avventuroso caratterizzante un’epoca in cui il mondo smise di preservare misteri nella sua totale compenetrazione. Un’enclave come la foresta amazzonica, nell’ambientazione, sembrerebbe già essere l’ultima frontiera per carpirne l’estremo segreto.
Il linguaggio contemporaneo e il totalitarismo dolce
La standardizzazione del linguaggio precede la massificazione dei gusti, delle opinioni, delle scelte.
Già nel 1928 Charles K. Ogden tentò di manipolare e semplificare il linguaggio – nel suo caso inventando il cosiddetto “Basic English” – teorizzando la soppressione dei verbi dal vocabolario, il ricorso sistematico alle abbreviazioni e la riduzione dei termini più complessi in termini più semplici, onde pervenire a concetti base indefiniti e veri.
Eivind Aarset – Light Extracts
Ho conosciuto Eivind Aarset all'European Jazz Expo tenutosi alla fiera campionaria di Cagliari nel novembre 2004. Nella rassegna internazionale, il nome di questo sconosciuto chitarrista norvegese spiccava come novità, assieme agli altri musicisti della scena scandinava.
Volk
Volk è fatto di materia organica, è un fiume vischioso difficile da guadare, di quella resina malinconica e mitteleuropea, senza un’estetica codificata, né manierismo post-moderno già confezionato: qui il garbuglio è di pancia, emotivo, ruvido. Come la storia fuori dal manuale, come suonare fuori dal palco…
NO TAV. L
Ben vengano le marce e le commemorazioni, ma non bastano. Non stiamo combattendo contro un treno, non soltanto. Parole come ecologia, decrescita e glocalismo, democrazia partecipata, comunitarismo (aperto e pluralista, all’interno di contesti multiculturali) dovrebbero sorreggere un’idea di “mondo possibile” che si oppone ad ogni uniformità, compresa quella dei numeri in tv.
Alluminio
Dani, Manuel e Luz hanno giocato nella stessa Periferia del ritorno, hanno vissuto al limite, consapevoli e stanchi, generosi e misteriosi. C’è un prima e un dopo nelle loro vite che si svela prepotente sul finire degli anni settanta, tra il Cile e l'Argentina.
Le masse (di internet e non solo)
La massa è comandata, guidata, necessita di una dipendenza per farsi massa; la massa sono le folle della modernità, ma anche gli individui della postmodernità, e in mezzo una serie di medium ad indicare la rotta; la massa è una vacanza del pensiero, adesione, fede, per sua natura non-naturale, indotta.
Terrorista
È l’America in cui adolescenti “impregnati di disperazione” trovano sfogo in guerre per bande (è il caso di Tylenol) e nella droga e considerano del tutto normale vendere il proprio corpo, come capita a Joryleen, la ragazza di cui Ahmad è innamorato. Privi di prospettive, questi giovani “credono che la mente umana sia eternamente in vacanza e che da oggi in poi non avrà altro da fare che assimilare divertimento”.
