Leggende e grandi verit

Internet è un luogo pericoloso, sarebbe bene non andarci mai soli, meglio accompagnati. Internet è stato un incredibile fertilizzante che ha fatto fiorire una marea di leggende metropolitane, quelle storie urbane che prima si tramandavano di bimbo in bimbo tra una partita di calcio e una gara di sputi, quelle storie che si raccontavano perché ce le aveva dette nostro cugino e ci aveva assicurato che erano vere.

Continue reading

Le onde

“Le onde” è il il primo “tentativo letterario” di Cèline, per dirla con le parole della curatrice. Composto durante il suo ritorno in Francia dopo l’esperienza africana, è ambientato a bordo di una nave, nel 1917. Argomento, la varia umanità europea presente a bordo e la loro visione della prima guerra mondiale.

Continue reading

Le identit

Storicamente, la filosofia dei Lumi ha soprattutto attaccato le comunità organiche, denunciandone il modo di vita come intriso di «superstizioni» e «pregiudizi», per sostituirvi la società degli individui. L’idea centrale era che l’individuo non esiste sulla base delle appartenenze, ma indipendentemente da loro, visione astratta d’un soggetto «disimpegnato», anteriore ai fini, che è anche la base dell’ideologia dei diritti dell’uomo. Portata da una versione profana dell’ideologia dello Stesso, s’è così formata la teoria moderna che definisce l’umanità come sradicamento o strappo da ogni tradizione.

Continue reading

Il suicidio secondo Camus

Se mi domando da che cosa si possa giudicare che un problema sia più urgente di un altro, rispondo che lo si può fare dalle azioni che implica. Io non ho veduto alcuno morire per l'argomento ontologico. Galileo, che era in possesso di un'importante verità scientifica, la rinnegò con la più grande facilità, quando, per essa, si trovò in pericolo di vita.

Continue reading

Laboratori di crisi

L'arte pubblica di Az.Namusn.Art ha come paradigma la spietata onestà dello sguardo che inevitabilmente denuncia e quindi diviene problematica. L'apparente "illegalità" delle loro azioni diventa un estremo appello alla purezza: lungi dal messianismo dei predicatori ideologizzati, agiscono, ed alla fine il re viene sempre denudato. E lasciano un segno, aprono questioni in un territorio periferico spodestato dalla propria identità originaria, ricattato dallo spettro della disoccupazione e angosciato dal fallimento di un colpevole e drammaticamente folle progetto di sviluppo.

Continue reading

Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente

Barbagli si propone soprattutto, se ci si passa l’espressione, di fare le bucce a quella che da oltre un secolo è la “Bibbia Sociologica” in argomento: Le suicide: étude de sociologie di Emile Durkheim.
In particolare Barbagli si propone di dimostrare l’infondatezza delle due principali tesi durkhemiane. Quali? Quella che con “l’avanzare della storia” il divieto di togliersi la vita sarebbe divenuto “sempre più rigido”. E quella che la riprovazione del suicidio sarebbe cresciuta grazie all’affermazione di una sacralità laica della persona umana, protetta dai poteri pubblici.

Continue reading

La civilt

Ai giorni nostri, in un’epoca nella quale lo Stato sociale pare in crisi irreversibile, la dimensione d’appartenenza è anche, in molti casi, un potente fattore d’aiuto reciproco e solidarietà. In un’ottica giacobina, come quella francese, la dimensione d’appartenenza esclude altre dimensioni d’appartenenza (l’ossessione della «doppia lealtà»). In un’ottica non giacobina, compito del politico è articolare insieme più dimensioni d’appartenenza.

Continue reading

Pulsazione dolore-gioia… Simone Weil

Raccolta di pensieri nudi, illuminazioni, riflessioni in tono talvolta poetico, La pesanteur et la grâce abbonda di riflessioni sul rapporto tra uomo e sovrannaturale. Ma anche sulla natura della nostra realtà, sull’immaginazione, sul tempo, sulla necessità di superare la gabbia dell’io. La pesanteur del titolo è ciò che ci chiama verso il basso, nello spazio chiuso e limitato della nostra umanità. Ma esiste anche una forza contraria.

Continue reading

Friedrich Georg J

Jünger rintraccia il filo conduttore della diagnosi critica dello svolgimento progressivo della civilizzazione industriale nel dualismo nominalista e razionalistico che scinde di fatto, in drammatica dicotomia, la natura "naturata" dalla natura "naturante". Il paradigma scientifico moderno svolge con metodo empirico-strumentale una speculazione intellettuale in cui la natura è una proiezione causalistica dell'intelletto e non un processo in sé.

Continue reading

Passaggi al bosco

Di fronte al nichilismo della modernità, che Jünger giudica come un processo di riduzione (Reduktion) e svanimento (Schwund) di ogni sostanza, che agisce attraverso il tecnicismo e sistemi d’ordine di grandi dimensioni, l’autore tedesco guadagna ora una prospettiva nuova che gli consente di mutare l’atteggiamento nei confronti della tecnica. Quest’ultima, lungi dall’indebolire il “borghese”, appare ora agli occhi di Jünger come lo strumento di diffusione all’intero globo del suo potere dissacrato e dissacrante. La forma del Lavoro, di cui Jünger aveva subito il fascino, manifesta in maniera sempre più evidente il suo volto terrificante, distruttivo ed omologante.

Continue reading