decimo cirenaica | monteverde

Autore: Gianfranco Franchi
Titolo: Monteverde
Edizioni: Castelvecchi, Roma 2009
Pagine: 313

Aveva già occupato i miei giorni Guido Orsini, con Disorder (Il Foglio Letterario, 2006) – primo volume di quella che Gianfranco Franchi ha definito trilogia dell’identità;  a Disorder è seguito Pagano (Il Foglio Letterario, 2007) – nel quale l’autore ha discusso alcuni nodi della postmodernità – ed infine Monteverde, uno sguardo conclusivo, una prospettiva, un ponte. Continue reading

Nora Daren. Il corpo, il suo supplizio

Libro, dunque, ermetico e persino sinistro, nondimeno mistico ed intriso del sangue del martirio, del vivere versato nella coppa dell’oblio, quella del pittore Vincent Daren, dove “la realtà plasma, devia, cambia” la ricerca della “Vera Arte”. L’“idioma cromatico” che ritorna al caos, alla sua origine. Lui è un artista divenuto cieco che non indugia ad evocare Baudelaire esortando ad “ubriacare l’anima” per tornare alla “Vera Forma”, ma resta ossessionato dai ricordi, imbrigliato in una lotta col sentimentalismo per affermare un’ostinata volontà di annichilimento del reale.

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Utopsia

È solo sul finale che le nubi si diradano e arriva uno spiraglio. Tutto questo turbinio si placa e si addolcisce un poco. E anche l’autore qui sembra fermarsi a riflettere. Sembriamo tutti di fronte al compromesso per eccellenza dell’uomo. E anche colui che qualche pagina prima ha scritto “Respiro, fuori dall’acqua, perché il cielo è troppo grande e il mare, no, il mare no: non mi basta” viene intaccato dal dubbio.

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L’identit

Qual è l’identità dell’Europa? La risposta dei laici – tanto degli atei devoti quanto dei laici tout court (dei “laicisti”, come sono soliti dire i cattolici, con un termine che ha una sfumatura negativa) – è univoca ed al tempo stesso alquanto paradossale, come cercheremo di mostrare: l’universalismo. Ciò che caratterizzerebbe l’Europa, rispetto alle altre configurazioni storiche, è il fatto che i suoi valori (diversamente declinati a seconda della sensibilità culturale di ciascuno), essendo universali, recherebbero in sé una incomprimibile forza espansiva, tenderebbero naturalmente a impregnare le altre culture.

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Quale ruolo per la Letteratura di Fantascienza?

Considerare la SF come letteratura politica mi ha incuriosito. Ho pensato all’accezione aristotelica di politica, cioè come insieme delle dinamiche socialmente strutturate (alleanze, gerarchie, ordinamenti), e subito ho pensato che tu avessi voluto riferirti alla fantascienza come spirito critico di tali dinamiche. In effetti, molti capolavori della SF di possono ascrivere a questo ruolo o missione: criticare il presente attraverso lo specchio del futuro. Esempio chiarissimo di tutto ciò è il capolavoro di Frederick Pohl e Cyril Kornbluth, Gladiatore in Legge.

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Alle sett’albe

Centamore è un autore che possiede colpi in canna; ha idee da tenere in considerazione e propone una raccolta di racconti godibili, talvolta leggeri talvolta più impegnativi, scritti con linguaggio scorrevole e non privi di humour. Dimostra di conoscere i maestri del genere e si serve intelligentemente del patrimonio da loro messo a disposizione.

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Miseria dell

La scienza non pensa, ma canalizza il pensiero: si può pensare al di là di essa, non si può pensare contro di essa. "I prossimi lunghi periodi", afferma Peter Sloterdijk, "saranno per l’umanità decisioni politiche riguardanti la specie". Già adesso, la questione "biopolitica" si colloca al centro della riflessione filosofica. L’evoluzione culturale che, nella specie umana, aveva raccolto il testimone dell’evoluzione biologica, sta oggi esercitando su di essa degli effetti di ritorno.

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Piccolo manuale del perfetto avventuriero

“Con la sfacchinata degli uomini d’azione – ci rammenta Mac Orlan – i sedentari si procacciano un’infinità di piccole gioie, varie e delicate, che scaldano deliziosamente il banchetto della vita”. L’eroe della storia è il cavaliere di ventura, un individuo che influenzerà la fantasia del lettore tanto più la sua vita sarà misteriosa. Il suo gergo – forza della parola – dal  jobelin di F. Villon, al soudardant del capitano Lasphrise, ai neologismi dell’argot moderno contribuiranno ad accrescerne il mistero.

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Il libro nero del mondo

Questo primo romanzo di Gabriele Dadati è un romanzo di movimento: il lettore è chiamato a rallentare il corso degli eventi perché solo all'apparenza tutto fila liscio lungo la distesa di una pianura: «Per voi il significato è solo questo, e la mia funzione è di essere voce. Nessuno ha amore più grande, ripete nell'aria un santo che è morto cinque secoli fa.»

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