1. Tu sì che capisci le donne
Quando posso ritardo di mezz’ora – bastano anche solo venti minuti – e sorrido perché c’è una signora coi capelli brizzolati e corti; sorride di riflesso e fa un cenno con la testa, tutte le volte, a quelli che entrano e si girano attorno per cercare un posto a sedere; ti guarda come se ti stesse aspettando. In metropolitana non incrocio lo sguardo di nessuno: al lunedì mattina ci sono i pendolari, quelli che vanno a lavorare, gli studenti del Politecnico e non c’è posto per nient’altro.
La prima volta il posto vicino a lei è libero, mi siedo lì, sono ingombrante, lei sta ferma. Mi guarda, mi sorride sempre e io pure continuo a sorriderle. Ha gli occhi color nocciola, piccoli, che si fanno sottili a ogni movimento della bocca, labbra levigate, da ragazza, gli occhi sembrano due noci, m’accompagna fino a Lambrate. La prossima volta, lo so, mi dirà un segreto. Continue reading
elena marinelli | caro osvaldo
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