Il mito dell’istruzione

Stando alla vulgata modernista, l’attuale società, la società figlia dei lumi e del sapere positivo, è l’unica che ha saputo finalmente garantire un’“istruzione” a tutti, un’istruzione di massa, sradicando secoli e millenni di ignoranza e di analfabetismo generalizzati, quando l’istruzione era appannaggio di pochi fortunati privilegiati; tutto ciò grazie all’istituzione, innanzi tutto, della scuola detta per l’appunto di massa, ovvero della scuola aperta a tutti, pubblica o privata che sia, più o meno e fino a un certo punto addirittura obbligatoria per tutti i membri dell’umano consesso. Da qui la granitica convinzione, l’inossidabile certezza, secondo cui uno dei discrimini cardine tra il mondo moderno e quello del passato starebbe appunto nell’abissale dislivello di istruzione proprio dei suoi membri: un mondo di persone istruite – quindi civili ed educate – il primo, un mondo di poveri ignoranti –  quindi incivili e zotici, poco più che bestie da soma alla mercé dei pochi istruiti profittatori della loro ignoranza – il secondo.

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valerio zecchini | howl

Schermata 2013-06-03 a 16.44.49Regia: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Sceneggiatura: Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Interpreti: James Franco, Todd Rotondi, Jon Prescott, Aaron Tveit, David Strathairn, Jon Hamm, Bob Balaban, Mary-Louise Parker, Treat Williams, Alessandro Nivola, Jeff Daniels, Allen Ginsberg
Produzione: Usa 2010
Durata: 90 minuti

“Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, morir di fame isteriche nude strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia”. Sono questi i versi che Allen Ginsberg “urlava” per la prima volta nel 1955 nella Six gallery di San Francisco; sono questi i versi quelli che aprono l’opera che sarebbe poi divenuta il poema cardine della cosiddetta Beat Generation: Howl, appunto. Continue reading

Non lo so

Due autorevoli professori cinesi incominciano un'appassionante conversazione intorno al futuro del loro paese. Lu chiede a Wang la sua opinione in proposito e Wang gli risponde con piglio risoluto:
"Io credo che la Cina in questo momento sia come un paziente sottoposto ad una operazione chirurgica. Per curarlo è necessario fargli un'anestesia, sottoporlo a delle violenze fisiche. Ma mentre tutto questo avviene si possono osservare anche dei miglioramenti. E questo mi rende fiducioso."

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viaggio obliquo (poesie 1995-2009)

La recensione che si ferma alla prima pagina (o, come in questo caso, ancora prima) è generalmente considerata una cattiva recensione – la si reputa, anzi, la cattiva recensione per antonomasia…
Tuttavia, nel caso dell’antologia poetica di Ulrike Draesner viaggio obliquo (poesie 1995-2009), pubblicata ad inizio anno da Lavieri, con introduzione di Camilla Miglio e postfazione di Theresia Prammer, la tappa d’arresto è d’obbligo, in quanto già nel paratesto si delineano non soltanto le caratteristiche principali della raccolta, ma anche le linee dell’accorta operazione editoriale che ha presieduto alla pubblicazione italiana.

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Konrad Lorenz, uno scienziato antimoderno

I pregiudizi scientisti e progressisti di cui è impregnata la nostra cultura ci portano spesso a vedere in ogni visione alternativa rispetto al mondo moderno il portato di mentalità antiscientifiche ed arcaiche, sogno di visionari metafisici che ignorano i fondamenti e le regole più elementari del sapere positivo. Sembra quasi che la critica al mondo moderno sia prerogativa di culture inevitabilmente “altre” rispetto a quel sapere che di tale mondo si reputa a fondamento, e che la scienza sia necessariamente al servizio della modernità e della società a cui essa ha dato origine.

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Bisogna finire, bisogna cominciare

Questo saggio è diviso in due parti. Nella prima parte, riprendendo e aggiornando analisi da noi svolte in lavori precedenti, sosteniamo l’esaurimento di senso politico della coppia concettuale destra/sinistra. Con questo non intendiamo dire che non esistano più destra e sinistra, ma piuttosto che tali realtà non hanno più il significato che hanno avuto fino a trent’anni fa, e che, in particolare, la sinistra non è più il luogo sociale e politico degli ideali di emancipazione, eguaglianza, giustizia sociale. Nella seconda parte mostriamo come questa nuova situazione non implichi la fine della lotta per un mondo più umano, ma implichi piuttosto che questa lotta va svolta secondo nuove idee e nuove linee di demarcazione.
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