Di che cosa parliamo se parliamo di felicità. La differenza sostanziale tra il ben-avere e il ben-essere e i passaggi necessari per raggiungerlo.
Bisogna risalire alla seconda metà del ’700 per trovare le origini del pensiero economico che fa coincidere il «benessere» statistico con il «ben avere», sebbene nello stesso periodo l’illuminista napoletano Antonio Genovesi avesse sottolineato la necessità di una economia fondata sulla ricerca del bene comune. Temi che si ripropongono oggi con grande urgenza e che richiedono l’elaborazione di nuovi codici e regole. Continue reading
Monthly Archives: giugno 2012
dario falconi | io sono ancora vivo
Beijing, 23, 04, 2011 | 00:50
Riprendo.
Mi riprendo.
Questo luogo di parola muta.
Cambia, si rinnova.
Parola muta e visione sorda, frastornante come muta di cani, cieca, abba(gl)iante come questo cielo di pietra pechinese attraverso il quale s’intravede una impenetrabilità che disegna abissi oceanici e una muta, appunto,
per sprofondarvicisi. Continue reading
Passaggi per il bosco 2012 | prologo
Si apre con la luna piena di luglio la quarta edizione di Passaggi per il bosco – festival di letteratura musica cinema teatro.
Lo scenario naturale sarà quello della Tomba dei giganti Is Concias, a Quartucciu; dalle 18 fino alla luna l’esprimersi abitativo scherzerà il sociale e le sue commedie attraverso il gioco del reale.
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nuove sintesi di espressione
o del condividere le arti Continue reading
claudio ughetto | la fortezza della solitudine
Autore: Jonathan Lethem
Titolo: La fortezza della solitudine
Edizioni: Marco Tropea Editore, Milano 2004
Pagine: 552
Jonathan Lethem è un postmoderno che si muove tra i generi per stupire con una visionarietà ora infantile, ora apocalittica. Questo romanzo di quasi 600 pagine è il suo capolavoro: narra di Dylan, ragazzino bianco figlio di due “alternativi” degli anni ’70 (il padre, pittore, dipinge fotogrammi di un film tutto inventato) che come Lethem cresce a Brooklyn, in un quartiere abitato solo da neri. Continue reading
Passaggi OFF | abitarli senza rappresentazione né rappresentanti
claudio ughetto | la casa in collina
Non avevo dei grossi strumenti letterari, 20 anni fa, quando m’appassionai di Pavese. Il più delle volte forzavo le mie interpretazioni servendomi di scarse conoscenze, disordinate letture e ossessive passioni. Di Pavese mi piaceva ciò che credevo d’intravedere in Joyce: la capacità di universalizzare le piccole vicende umane attraverso temi esistenziali riconoscibili, filtrati attraverso la quotidianità, l’archetipo e il mito. In realtà del mito sapevo poco, però partivo dalla convinzione che un romanzo regge quando lo scrittore riesce a far sì che alcuni dei temi in esso trattati, pur riguardando il suo tempo, si allarghino agli uomini di ogni tempo. Joyce, nell’Ulisse, narra il giorno di uomo, ma quel giorno è il giorno di tutti gli uomini. (Volendo restringere il campo, è il giorno dell’uomo della modernità, con tutti i suoi dubbi). Continue reading
alain de benoist | un’epoca di acque basse
Cornelius Castoriadis soleva dire che viviamo in una «epoca di acque basse». L’espressione era ben trovata. L’Europa oggi sembra non avere alcun contenuto sostanziale. Non mira a nessun progetto comune, non vuol più avere nessun ruolo storico. Addirittura, nessuno è d’accordo nell’individuare ciò che la potrebbe definire. L’Europa si trasforma lentamente in un vasto caravanserraglio, senza storia, senza memoria e senza frontiere. Costituisce una sorta di massa inerte, ma agitata da tutte le parti. Vi si esiste senza viverci. Vi ci si muove incessantemente, ma per non andare da nessuna parte. Vi si osservano mille forme, che però non hanno contorni. Vi abbondano i poteri, ma non ha potenza. Tutti pretendono di essere differenti, ma l’indistinzione è la regola. Continue reading
giuseppe giaccio | psicologia della decrescita
La decrescita è in genere associata alla sfera economica. Si parla, cioè, di decrescita del prodotto interno lordo (pil) da ottenere attraverso il programma delle otto “r” (rivalutare, ristrutturare, rilocalizzare, riciclare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riconcettualizzare/reinquadrare), grazie al quale sarebbe possibile avviare «un circolo virtuoso di decrescita serena, conviviale e sostenibile»[1]. Continue reading
dialoghi opificisti sul tema (del voto)
[Seurat] Ti sembra questo il momento? Si vota!
[Palizzi] Si vota? Continue reading
eduardo zarelli | la via del bosco e l’epifania del bello tra natura e cultura
Elemento fondamentale della questione ecologica è il brutto. La superficialità e l’utilitarismo dominanti vincolano le categorie estetiche all’uso individuale dello spazio, così che l’uniformità anonima segna la mancata soluzione tra condizione urbana ed extra urbana, tra cultura e natura. Le considerazioni politiche e storiche insistono legittimamente sulle contraddizioni socio-economiche e la corruzione che hanno fatto strame negli scorsi decenni della bellezza naturale e artistico-architettonica del nostro Paese, ma la questione della frattura tra la modernità e la natura sul piano simbolico del bello, è problema profondamente filosofico e, quindi, culturale. Continue reading

