Ecco, sono decisamente breve.
Siamo in tempi di Salone del libro e allora mi andava di condividere con voi una riflessione che da molto tempo alimenta la mia arrendevolezza sullo stato di salute, e intorno a eventuali ipotesi di guarigione, del nostro odiosamato paese.
Come sapete (o immaginate) ci sono in Cina molti libri sottoposti a censura.
Oggi sarò breve.
Per esserlo in maniera ancora più convincente mi sono rimpicciolito di un metro e mezzo e per scrivere questa mail sto saltellando sopra la tastiera.
Ecco, sono decisamente breve.
Siamo in tempi di Salone del libro e allora mi andava di condividere con voi una riflessione che da molto tempo alimenta la mia arrendevolezza sullo stato di salute, e intorno a eventuali ipotesi di guarigione, del nostro odiosamato paese.
Come sapete (o immaginate) ci sono in Cina molti libri sottoposti a censura.
Parlando con alcuni studenti sono venuto a conoscenza di un mercato "abusivo" che permette la diffusione dei testi proibiti.
Tutto questo mi consegna il quadro di un potere forte che teme profondamente la forza coercitiva del pensiero e di chi lo interpreta e di una società di riferimento che è sensibile a tale sollecitazione intellettuale.
Le domande sono queste: in Italia, esiste uno scrittore o un libro in grado di "spaventare" attraverso carisma e contenuti l'ordine costituito? E, soprattutto, (ammesso che esista) c'è ancora un non trascurabile numero di persone a cui suddetti carisma e contenuti animino istanze d'indignata riscossa?
Personalmente, ho una risposta ma è davvero insostenibilmente pessimista.
Spero che qualcuno tra voi sappia (e abbia voglia di) rincuorarmi.