Ridi compiaciuto quando dici alla tipa degli accrediti il nome del giornale per cui scrivi.
Lamentati per parecchie frasi sugli inconvenienti che ti hanno fatto perdere il concerto del gruppo spalla.
Cerca di catturare lo Spirito del Tempo facendo continui paragoni con la situazione sociale, economica o metereologica.
Devi capire l’importanza dello Spirito del Tempo se sei un critico musicale.
Ridi compiaciuto quando dici alla tipa degli accrediti il nome del giornale per cui scrivi.
Lamentati per parecchie frasi sugli inconvenienti che ti hanno fatto perdere il concerto del gruppo spalla.
Cerca di catturare lo Spirito del Tempo facendo continui paragoni con la situazione sociale, economica o metereologica.
Devi capire l’importanza dello Spirito del Tempo se sei un critico musicale.
Parla dell’abbigliamento dei componenti della band o di quello che dicono tra una canzone e l’altra se non sei in grado di descrivere la musica come si deve.
Parla dei prezzi delle birre e della (non) gentilezza delle bariste solo se hai ancora dello spazio da riempire e hai già parlato dell’abbigliamento dei componenti della band e di quello che dicono tra una canzone e l’altra.
Non usare più della metà dello spazio che ti è concesso per descrivere la musica, è uno spreco di parole. Parole che possono essere usate meglio descrivendo l’abbigliamento dei componenti della band, quello che dicono tra una canzone e l’altra, i prezzi delle birre e la (non) gentilezza delle bariste.
Fai in continuazione dei paragoni con la musica di altri gruppi, perché i paragoni sono la linfa vitale della critica musicale.
Usa espressioni come “venato di (genere musicale a caso)”, “robusto”, “affilato” o “spigoloso”, anche se sai che si tratta di riempitivi senza senso.
Non andare ad ascoltare il gruppo spalla su MySpace prima del concerto.
Scrivi che non sei andato ad ascoltare il gruppo spalla su MySpace prima del concerto perché volevi “essere sorpreso”.
Scrivi che non sei andato ad ascoltare il gruppo spalla su MySpace prima del concerto perché volevi “un approccio senza pregiudizi”.
Non devi mai e poi mai ammettere che non sei andato ad ascoltare il gruppo spalla su MySpace prima del concerto perché sei pigro.
Sbronzati, scarabocchia appunti senza senso che domattina non riuscirai a decifrare, dimentica la maggior parte di quello che è successo sul palco e affidati ai racconti dei tuoi amici il giorno dopo per mettere insieme il tuo pietoso ammasso di paroline.
Renditi conto che la descrizione che hai appena letto è in effetti piuttosto accurata nel raccontare il comportamento della maggior parte dei critici musicali.
Puoi non bere e stare attentissimo al concerto e prendere appunti ragionati, ma poi devi mescolarti alla folla ubriaca per fomentare lo stereotipo del giornalista musicale alcolizzato.
Non si è mai sentito dire un giornalista musicale che prende “giusto un paio di birre”.
Annuisci leggermente a tempo con la cassa della batteria.
Puoi scegliere tra annuire a tempo o battere il piedino al ritmo della cassa della batteria, o puoi fare entrambi.
Non devi mai, per nessun motivo, agitarti o muovere le braccia a tempo con la musica.
Gli unici motivi per cui puoi muovere le braccia sono bere la tua birra o trascrivere sul tuo quadernino le tue brillanti illuminazioni.
Devi sempre avere una penna e un quadernino per catturare le tue brillanti intuizioni nell’esatto momento in cui ti appaiono.
Puoi usare il gesto di scrivere sul quadernino come segnale sociale per avvertire il pubblico del fatto che tu sei un critico musicale.
Puoi dire ai membri dell’altro sesso che sei un Critico Musicale quando ti chiederanno (e te lo chiederanno) “perché scrivi su quel quadernino?”.
Faresti meglio a passarti la lingua sulle labbra prima di rispondere alla domanda, perché la tipa vorrà sicuramente venire a letto con te dopo aver scoperto che sei un critico musicale.
Devi affrontare ogni concerto che vedi con la massima sincerità, perché guardare tre gruppi che suonano di fronte alla gente per un paio d’ore è la cosa più importante del mondo.
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l’ha rifatto, lo rifaccio.
(l’altra volta è andata piuttosto bene)