Di recente, nelle mie disorganizzate scorribande fra gli scaffali delle librerie, sono stato catturato dalla copertina dell’ultimo romanzo di Richard Mason, ventiseienne scrittore sudafricano: una foto inquadra da vicino le gambe di quelli che sembrano due adolescenti seduti sopra un divano.
Autore: Richard Mason
Titolo: Noi
Editore: Einaudi 2004
Pagine: 351
Di recente, nelle mie disorganizzate scorribande fra gli scaffali delle librerie, sono stato catturato dalla copertina dell’ultimo romanzo di Richard Mason, ventiseienne scrittore sudafricano: una foto inquadra da vicino le gambe di quelli che sembrano due adolescenti seduti sopra un divano. La mano di lui indugia sul ginocchio di lei, desiderosa e al tempo stesso timorosa del contatto. Metafora dei miei dubbi se acquistare o no un libro che, appena uscito, è presente solo in edizione rilegata, e, devo ammettere, non costa pochissimo (mi si conceda l’eufemismo). Da un lato la colorata immagine, condita dal marchio dell’Einaudi, casa editrice attenta alla qualità delle sue pubblicazioni (o quanto meno da me apprezzata), dall’altro una quarta di copertina che sbandiera il successo di “Anime alla deriva”, precedente fatica del giovane autore. Anche se capisco la necessità di incrementare le vendite, continuo a pensare di non aver bisogno che mi si ricordi in continuazione che Tizio ha scritto anche questo grande successo o che dal suddetto romanzo è stato tratto il superbo film omonimo (come in genere sottolinea un fluorescente e terribilmente appiccicoso maxi-adesivo). Lo trovo un insulto alla mia intelligenza (di lettore, per carità) e alle capacità del libro di vendersi per quello è: una bella trama pensata e creata da un bravo scrittore.
Alla fine non compro, ma il libro lo leggo, che Dio benedica le biblioteche pubbliche!
Le vite di Julian, Maggie, Adrienne e Jake, dopo percorsi estremamente diversi, vengono ad incrociarsi nella comune frequentazione ad Oxford. I primi due, fratello e sorella, appartengono ad una ricca famiglia inglese, ma se lui è ordinario ai limiti della noia nella sua prevedibilità da bravo ragazzo, serio e studioso, lei è un vulcano in eruzione, un fiume in piena alimentato dalle questioni di principio che la fanno ergere costantemente a difesa dei deboli, contro ogni forma di sopruso. Adrienne, bella e ricca, americana, ha una madre ossessiva, la cui unica preoccupazione sembra ridursi all’apparenza e al successo. Jake non ha né nobili natali, né genitori benestanti, ma frequenta il college grazie ad uno strano e fortuito episodio della sua adolescenza.
In condizioni normali Adrienne non si sarebbe mai interessata a Julian, ed altrettanto improbabile sembrerebbe la storia fra Maggie e Jake. Ma non è dato sapere in anticipo cosa può accadere quando persone differenti, con il loro differente bagaglio di ansie, frustrazioni, idee e speranze, si incontrano, cominciando ad influenzarsi reciprocamente in un vortice di incontrastabile attrazione gravitazionale. In un sistema planetario anche la minima variabile, apparentemente insignificante, può mutare le traiettorie dei corpi celesti, alterando definitivamente il pre-esistente equilibrio, e i grandi progetti dell’adolescenza si scontrano con il caso. Forse ci si illude soltanto di scegliere, forse non esiste autodeterminazione ma solo rigidi binari da cui è impossibile deragliare. Comunque poco importa, perché le coscienze sono segnate indelebilmente dai sensi di colpa e non danno alle ferite alcuna possibilità di rimarginarsi.
La morte, che attende uno dei quattro, sconcerta per la sua banalità, per la semplicità e imprevedibilità del suo irrompere, nel bel mezzo di quello che doveva essere un’innocente goliardia. E chi credeva che la vita è una commedia, in cui tutto è concesso , dove si può essere irresponsabili perché alla fine tutto si sistema, scopre che non si tratta affatto di una recita, e che prima o poi qualcuno deve pagare il conto.
La scelta di procedere attraverso i punti di vista dei quattro protagonisti, che presentano i loro resoconti sui medesimi fatti che li riguardano, consente un’osservazione della vicenda da diverse angolazioni e sottolinea la relatività di ogni avvenimento, strettamente correlato alla soggettività degli individui. Un fatto che qualcuno trascura e presto dimentica, può condizionare per sempre l’esistenza di qualcun altro. Capita che anche così ci si faccia del male, senza volerlo, senza esserne davvero consapevoli.
Amaro e cinico, “Noi” non offre inutili gratificazioni, non propone realtà di plastica fatte di amori patinati, ottimismo a profusione e finali consolatori. La vita è dura, a volte ingiusta, quasi sempre incomprensibile. E non esistono appelli. Mason recapita così il suo messaggio, con discrezione, senza calcare mai la mano, lasciando parlare il racconto, senza ingerenze o interferenze. Non c’è spazio per orpelli, concessioni o abbellimenti.
E’ semplicemente quello che è accaduto, l’agghiacciante e sconcertante normalità della tragedia.
Confesso di avere già comprato “Anime alla deriva”, forse per espiare la colpa per la mia diffidenza, o forse, probabilmente, perché sono quasi certo che varrà la pena leggerlo.