Preambolo T: perch

E insomma, avevo poche ferie e dovevo scegliere tra andare per l’undicesimo anno a Borca o per la prima volta in Sardegna. A un festival di letteratura. In mezzo a un bosco. Organizzato da un amico che si chiama Simone pure lui, però con la maiuscola, tra l’altro io e Simone ci siamo conosciuti a Bologna parlando di una radio, pensa te le coincidenze, e allora ho deciso di venire a Passaggi per il Bosco, con l’Enrica, invece di andare a Borca. Vediamo come va.

Sante Plachesi detto Über fa il pompiere e ha l'hobby della scherma medievale.
“Tranquillo”, mi dice. “Quest’anno lo tengo io Simoncino. Ci mancherai”.
Über ha una chiave di basso tatuata sulla spalla sinistra, ascolta un sacco di fusion e pensa che di Jaco Pastorious non ce ne sia mai abbastanza.
Anche voi mi mancherete, gli dico.
In verità, in verità vi dico: mi mancherà soprattutto Simoncino.

Salve, mi chiamo simone, scrivo il mio nome con la minuscola, ogni tanto mi sento gesucristo e questa è la noiosissima storia della mia vita: facciamo finta che sia un racconto, così posso inventarmi le cose. Il nome del pompiere bassista era inventato, per dire. Simoncino è vero.
Simoncino è un ragazzo down, nel senso di Sindrome di Down. Ha quasi 21 anni, è biondo e gli piace Gianni Morandi. Da dieci anni io e Simoncino e altre cento persone e un prete andiamo a fare un campo di condivisione a Borca di Cadore, un posto vicino a Cortina in cui l'altro giorno una frana ha sventrato una casa con una famiglia dentro. E' una cosa molto parrocchiale, il campo di Borca.
Magari il mio rapporto con Dio, la religione, i preti, la parrocchia, il coro della parrocchia, le feste della parrocchia, gli amici della parrocchia, i genitori, le figlie, le figlie dei catechisti, le suore, la maestra, Edipo e tutti gli angeli in colonna, magari la mia infanzia la svisceriamo un'altra volta. I primi dieci giorni di agosto, ogni anno da dieci anni, io vado dieci giorni in vacanza con un gruppo di disabili. A Borca.

A Borca ho limonato con:
- Tatiana. Io avevo sedici anni, lei diciannove. Si era appena diplomata al classico con sessanta sessantesimi. Io ascoltavo i Korn e avevo i capelli a spazzola tirati su anche di dietro. La sera del 9 agosto 1998 io e la Tatiana ci chiudiamo in bagno. Io la guardo e riesco a dirle senza balbettare: Non pentirti di una cosa che hai fatto, se mentre la facevi eri felice. Lei mi dice che la devo smettere di dire 'ste cazzate, poi mi prende la testa tra le mani e mi mette la lingua in bocca. Mi mangia il labbro di sotto. E' stato il bacio più bello della mia vita (era il secondo. Giada, l'anno prima, aveva i baffi). Oggi Tatiana ha un marito e probabilmente una figlia, o un maschio, boh, non la sento più.
- Due cameriere di cui non ricordo il nome, in due sere distinte, in dieci giorni. Era un anno che facevamo i falò in riva al fiume con le cameriere dell’albergo, io suonavo la chitarra, figurarsi.
- Giulia.
- Michela: l'edizione 2006 ci ha visti addirittura fidanzati. Ora io non è che io possa parlare della mia ex, tra l'altro ogni tanto penso a una canzone e due giorni dopo lei me la mette su Facebook, tutto è molto telepatico e facilmente banalizzabile a leggerlo da fuori (sì, ho appena detto la parola Facebook), e poi sicuramente queste righe finiranno sotto i suoi occhi e lei è lì che legge, ah ah! ciao Miky! Come stai? Sei lì che ti chiedi: chissà cosa scriverà, chissà come sta, chissà se tu ci vai a Borca, Michela, nemmeno a te ti sento più, forse è questo il motivo per cui non vado a Borca quest'anno: cosa ci vado a fare se non riesco più a stare bene in un posto che ha rappresentato così tanto per la mia – come dire – formazione?
“Forse è proprio perché si è chiusa una fase, stellina. Oltre tutto, ti ha appena lasciato la morosa”.

Questa sì che è difficile da scrivere. Enrica e io siamo quelli che fanno Angolo T, salve. Abbiamo vissuto (siamo vissuti?) insieme per un anno e mezzo, abbiamo avuto un gatto e ci siamo detti Ti Amo guardandoci negli occhi, poi lei è andata a Venezia e io no, e dalla settimana scorsa non stiamo più insieme, è un po' difficile da spiegare, però siamo qua e facciamo Angolo T, salve.
Lei legge, io scrivo.
Io suono, lei recita.
Oh, ma che carini.
Già.
E state insieme?
Stavamo.
Ah.

Angolo T: ho scritto un racconto e lei l'ha letto e io ho suonato e lei ha recitato, e adesso è un piccolo spettacolo teatrale, oh, ma che carini. Già, l'avevi già detto. Adesso ti facciamo vedere Angolo T, che la vita di simone rossi dopo un po’ è una noia mortale.
Angolo T, tra l'altro, se lo leggi al contrario diventa Tologna, come Bologna con la B.
Infatti in una radio di Bologna c'è un programma che si chiama Angolo B.
Però non c'entra niente.

E insomma, avevo poche ferie e dovevo scegliere tra andare per l’undicesimo anno a Borca o per la prima volta in Sardegna. A un festival di letteratura. In mezzo a un bosco. Organizzato da un amico che si chiama Simone pure lui, però con la maiuscola, tra l’altro io e Simone ci siamo conosciuti a Bologna parlando di una radio, pensa te le coincidenze, e allora ho deciso di venire a Passaggi per il Bosco, con ’Enrica, invece di andare a Borca. Vediamo come va.

L’ultima volta che sono andato in un posto per vedere come andava sono finito ad Addis Abeba. Poi sono tornato a casa e ho scritto un libro, si chiama La luna è girata strana, ma Neil Armstrong non c’entra niente.

Adesso, però, facciamo Angolo T.
Davvero.

No, un’ultima cosa: volevo salutare la redazione di Finzioni (finzionimagazine.it), il nonno Tonino, e ricordarvi che Bob Dylan è morto quella volta lì dell’incidente in moto (era il 29 luglio 1966, fanno 43 anni mercoledì prossimo). Dopo Blonde on Blonde, semplicemente, non è più lui. Basta saperlo.

Ecco, cominciamo, benvenuti.

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