Il sogno della Nocilla

Minuscole storie che hanno come comune denominatore la strada statale US50 e un singolare albero adornato da decine e decine di paia di scarpe.
Per ogni chilometro di strada, una storia.
Per ogni paio di scarpe, una o più esistenze.

Autore: Luis Fernandez Mallo
Titolo: Il sogno della Nocilla
Edizioni: Neri pozza, 2007
Pagine:

Il sogno della Nocilla è un romanzo strano, a suo modo fuori da quanto l’editoria solitamente propone.
Il suo autore, Agustin Fernàndez Mallo (1967) spagnolo di La Coruna, ha confezionato un road movie sui generis. Composto da capitoli brevissimi – una, due o tre pagine al massimo – Il sogno della Nocilla quasi non potrebbe definirsi un romanzo. Piuttosto un insieme di minuscoli racconti: che non recano una morale, quanto piuttosto un’impressione sulla vita, come un retrogusto che non si riesce a definire ma della cui consistenza ed esistenza si è sicuri.
Minuscole storie che hanno come comune denominatore la strada statale US50 e un singolare albero adornato da decine e decine di paia di scarpe.
Per ogni chilometro di strada, una storia.
Per ogni paio di scarpe, una o più esistenze.
Fernandez Mallo non si fa mancare nulla, quasi dovesse compilare una sorta di bestiario medievale. Una prostituta, una micronazione sotterranea, surfisti e surfiste… il tutto condito da numerose citazioni, non si sa sempre se autentiche o inventate.
Un surreale catalogo che, dicevamo, quasi non potrebbe essere considerato un romanzo.
Quel quasi marca tuttavia una bella differenza.
Perchè i personaggi del libro scompaiono, ritornano, si incontrano capitolo dopo capitolo, all’interno di un meccanismo narrativo che assomiglia a quello di recenti  e validi film come Syriana, Traffic o Crash, contatto fisico.
Te li ritrovi davanti quando pensi di averli abbandonati molte pagine addietro, i personaggi; magari senza che le loro storie ci incrocino, tenute insieme solamente dalla  US50 e dall’albero. Tanto basta a dare al lettore la sensazione che vi sia un disegno di fondo degno di essere compreso.
Forse il disegno non c’è, alla fine.
Mai come in questo caso, però, la destinazione non è importante.
Molto banalmente, è importante il viaggio che si compie.
A Fernandez Mallo il merito di averlo detto, anzi scritto in maniera originale.

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