Siamo – noi lettori – di fronte a un’espressione dell’Uomo consapevole, matura, definitiva. L’Io narrante viaggia nelle molte dimensioni dell’Es, costruendo figure retoriche vissute attraverso il medium di una Parola fortemente simbolica. Il Poeta tende a cristallizzare le immagini nel tentativo ben riuscito di fermare nella Memoria i frammenti del quotidiano. Ecco: “talvolta / nella solitudine / davanti a me viene a sedere / una donna di sabbia / che le onde del tempo / non hanno / consumato”.
Autore: Emilio Paolo Taormina
Titolo: Lo sposalizio del tempo
Edizioni: Edizioni del Foglio Clandestino, Sesto San Giovanni (MI), 2009
Pagine: 103
La scrittura di Emilio Paolo Taormina – prolifico autore palermitano, classe 1938, tradotto in una decina di lingue – propone al lettore un cammino che attraversa e discute le dimensioni assolute dell’Essere. I temi trattati sono, infatti, quelli della vita e della morte, dell’Uomo e della natura, della terra e del mare, delle parole e del silenzio, del presente e del passato. Si badi bene, però, nella scrittura de Lo sposalizio del tempo non c’è contrapposizione né antinomia, né lotta. Siamo – noi lettori – di fronte a un’espressione dell’Uomo consapevole, matura, definitiva. L’Io narrante viaggia nelle molte dimensioni dell’Es, costruendo figure retoriche vissute attraverso il medium di una Parola fortemente simbolica. Il Poeta tende a cristallizzare le immagini nel tentativo ben riuscito di fermare nella Memoria i frammenti del quotidiano. Ecco: “talvolta / nella solitudine / davanti a me viene a sedere / una donna di sabbia / che le onde del tempo / non hanno / consumato”. In un’interpretazione cristologica, nel silenzio – intimo, sacrale, emozionale di questa poesia – la Parola si fa tutt’uno con l’Autore. In questo processo di reductio ad unitatem, emergono con forte e consapevole maturità sia l’idea germinativa del verso sia il gesto nel comporre la figura retorica. È il geroglifico: “sepolto nelle sabbie / del tuo deserto / …”. Alla fine di questa lettura avvincente e coinvolgente, tanto nell’Autore quanto nel Lettore, rimane la consapevolezza della dimensione consolatrice del verso. Il Poeta ha: “disposto sul pentagramma / del silenzio / i petali / della rosa / che ti voleva / regalare”, sta in questi versi chiave una delle possibili verità. Lo sposalizio del tempo, scritto nell’arco di qualche mese e rivolto a una lettrice ideale e idealizzata, ha un senso multidimensionale; a seconda dell’occasione, infatti, la parola si fa analitica, naturistica, sacra, umana, sensibile. È, ad ogni modo, la caducità della vita compresa nel suo stesso guscio a restituire al Lettore una Parola intesa più come significato che come significante. In questo processo sintetico di esposizione tra gesto della scrittura e parola scritta, l’Autore tende a fare emergere il significato profondo dell’atto. È l’atto stesso della scrittura che rende il significato di questa Poesia dal contenuto semiotico. Vive soprattutto in questo l’autenticità della poesia di Emilio Paolo Taormina. Tutto sommato, è la ricerca di una verità che va oltre la parola. È il confronto tra la parola, il gesto e il significato. Lo sposalizio del tempo – silloge che si compone di due tempi, Nidi e Maree – è la ricerca realizzata, l’equilibrio trovato tra la forma dell’Essere e la sua Sostanza.