La mia Waterloo ventricolare

seguimi
seguimi a bordo di questo autobus
e siediti
siediti al mio fianco
e stringimi la mano
chiudi gli occhi
non guardare
perché non siamo noi
non siamo noi che ci muoviamo

Shampoo

galleggia
nella vasca da bagno
in direzione della parte emersa
delle mie ginocchia
ribattezzate per l'occasione
scilla e cariddi
il flacone quasi vuoto dello shampoo
ma il moto ondoso
che ne accelera l'incedere
non è provocato dai miei
peraltro impercettibili movimenti
quanto dal fenomeno sismico
che da circa trenta secondi
interessa buona parte del centro sud della penisola
mia madre mi implora
da dietro la porta
di ripararmi sotto lo stipite
prevenendo così le conseguenze
di un imminente crollo
ma io
nemmeno le rispondo
preso come sono
dalle sorti di questo eroico naviglio di plastica
prossimo ormai al baratro
che si apre tra i due mostri

Piattaforma carnica

seguimi
seguimi a bordo di questo autobus
e siediti
siediti al mio fianco
e stringimi la mano
chiudi gli occhi
non guardare
perché non siamo noi
non siamo noi che ci muoviamo
è il mondo fuori
che ora si allontana
cambia marcia
aumenta di giri
provoca oscillazioni
sulle nostre spine dorsali
che ci rendono simili a quelle bamboline
che dondolano la testa ammiccando
dai cruscotti delle macchine
ci schiaccia ad ogni accelerazione
attaccandoci alla pelle di questi sedili
dai quali però
in vista del prossimo posto di blocco
d'un tratto ci alzeremo
per porci in piedi
nel corridoio centrale
e baciandoci per un'ultima volta
ci faremo esplodere
comprimendo le grida degli uomini
coi comandi meccanici
la plastica
la lana di vetro
e altri residui
compattati in un'unica piattaforma carnica
che percorreremo tutta
fino a spiccare il volo
verso le grandi altezze
e poi
torneremo giù
in picchiata
fin nel buio più profondo della terra
e allora
sarà come quella notte
sopra ustica
quando i passeggeri
d'un tratto
si vollero improvvisare tuffatori
e si espressero tutti
all'unisono
in un meraviglioso decuplo salto mortale con avvitamento da trampolino aereo
che pochi videro
e vollero subito dimenticare

[poesie tratte da La mia Waterloo ventricolare di Roberto Di Egidio, Neo edizioni 2010]

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