decimo cirenaica | la sconfitta

suonano alla porta, proprio alla porta dell’appartamento e non al citofono. ed è strano perché il portone che dà sulla strada è sempre chiuso, c’è la signora grassa che controlla: sta affacciata tutto il giorno e se non chiudono il portone che dà sulla strada, esce dal suo appartamento e lo chiude lei brontolando. comunque, ho guardato dallo spioncino e c’era una femmina bionda che trafficava con una cartella: hera, enel, wind, tele2, sky. che ne so: amnesty, emergency, wwf, greenpeace. che ne so. ho aperto e lei mi ha guardato dalla testa fino ai piedi scalzi: indosso avevo i pantaloncini bianchi e la maglietta a righe orizzontali. mancava il gelato in una mano e nell’altra il palloncino.
ciao mi ha detto.
ciao ho risposto.
leggi? mi ha chiesto.
sì, leggo. perché?
lotta comunista, un euro per autofinanziarci.
ahpperò.
e tu? le ho chiesto. leggi?
sì, leggo mi ha risposto. perché?
non volere è potere, sei euro per autofinanziarci.

finale a) non ho soldi, ciao – senza nemmeno prendere in mano il libro.
finale b) acchebbello, posso? ha preso il libro in mano e poi è scappata.
finale c) sei un fascista di merda – che ci sta sempre bene.

e niente, non se n’è fatto niente. mi ha detto che ero simpatico intanto che chiudevo la porta.
ho pensato a quella scena del cortometraggio la sconfitta – scena poi ripresa in palombella rossa – in cui nanni moretti è un militante che distribuisce porta a porta il giornale Rilanciamo la lotta contro l’imperialismo.

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