Libertà = Libertà di espressione + Libertà di pensiero
Esprimersi liberamente non è = Pensare liberamente
Aforisme di corte, Beijing, 20-09-2010
Libertà = Libertà di espressione + Libertà di pensiero
Esprimersi liberamente non è = Pensare liberamente
Libertà di pensiero senza libertà di espressione = Liberticidio
Libertà di espressione senza libertà di pensiero = Liberticidio
La privazione della libertà di espressione genera un liberticidio consapevole.
La privazione della libertà di pensiero può generare un liberticidio inconsapevole.
La libertà di espressione non implica un’evoluzione. Risponde all’istinto naturale che contraddistingue la razza umana.
La vessazione di tale libertà è evidente.
L’uomo coglie istintivamente questa prevaricazione.
La libertà di pensiero implica un’evoluzione (o emancipazione).
Non risponde alle priorità degli istinti umani.
La vessazione di tale libertà non è evidente.
L’uomo non coglie istintivamente questa prevaricazione.
Privare della libertà di espressione comporta risoluzioni fisiche (censura, operazioni di polizia, reclusione, assassinio). Si tratta di un esercizio tangibile.
Privare della libertà di pensiero comporta risoluzioni metafisiche (educazione, formazione, promozione d’un pensiero forte, dominante, che, ipso facto, induce all’omologazione e, quindi, alla mortificazione del libero pensiero). Si tratta di un esercizio intangibile.
La libertà di pensiero può esistere senza libertà di espressione.
La libertà di espressione può esistere senza libertà di pensiero.
In uno stato liberticida la privazione della libertà di pensiero sottintende sempre la privazione della libertà di espressione. Al momento non paiono privazioni scindibili.
Se sono libero di pensiero il mio esprimermi liberamente è pericoloso.
Un uomo libero di pensiero che non può esprimersi liberamente è innocuo.
Un uomo che può esprimersi liberamente ma non è libero di pensiero è innocuo.
Essere innocui è nocivo perché assolve l’intangibilità dell’omologazione. La conclama nel medesimo istante in cui non la ravvisa.
L’aspirazione ambiziosa di uno Stato liberticida è quella di una società di riferimento che aneli all’omologazione del pensiero.
Arrivare, quindi, alla privazione collettiva della libertà di pensiero senza ricorrere alla privazione della libertà di espressione.
[questo testo è stato utilizzato per la mostra C'era una volta Pasolini organizzata dalla Galleria d'arte Terre Rare, Bologna]