Non esiste una società senza l’opinione. L’opinione è il collante degli individui. Fornisce ad essi ciò di cui parlare, e più importante ancora, fornisce loro dei nemici e amici comuni. Allarmanti giungono in Europa e America le notizie sui pestaggi e le rivolte in Iran, ma molto meno risalto prendono quelle, non certo dissimili (sempre di manganeli e sbirri si tratta) , in Europa. Quando la repressione di una manifestazione di belanti supporter dell’opposizione di Stato scende nelle strade, ecco che le pattuglie in massa s’assiepano in armi. Ma se il pestaggio avviene in Iran allora sono “atti illeciti”, “chiari segni di intolleranza”, “il male” ecc, mentre quando lo stesso avviene in Europa, sono dei tafferugli che hanno degenerato, i quali vengono paternalisticamente redarguiti dal ministro di turno che si premura, alla tv, di lanciare la sua costernazione e ricordare come lo Stato (che ora ormai diventa sempre più Il Governo) abbia sempre lavorato per il meglio (ed infatti i manganelli e i fumogeni in dotazione, hanno funzionato a perfezione).
download WOM | anno 1 | numero 4
++++ COMUNICATO ++++
Il problema, disse Alice, è se voi potete dare
alle parole così tanti significati.
Il problema, ribattè Humpty Dumpty,
è chi ha da essere il padrone… tutto qua.
(Lewis Carrol, Attraverso lo specchio)
Non esiste una società senza l’opinione. L’opinione è il collante degli individui. Fornisce ad essi ciò di cui parlare, e più importante ancora, fornisce loro dei nemici e amici comuni. Allarmanti giungono in Europa e America le notizie sui pestaggi e le rivolte in Iran, ma molto meno risalto prendono quelle, non certo dissimili (sempre di manganeli e sbirri si tratta) , in Europa. Quando la repressione di una manifestazione di belanti supporter dell’opposizione di Stato scende nelle strade, ecco che le pattuglie in massa s’assiepano in armi. Ma se il pestaggio avviene in Iran allora sono “atti illeciti”, “chiari segni di intolleranza”, “il male” ecc, mentre quando lo stesso avviene in Europa, sono dei tafferugli che hanno degenerato, i quali vengono paternalisticamente redarguiti dal ministro di turno che si premura, alla tv, di lanciare la sua costernazione e ricordare come lo Stato (che ora ormai diventa sempre più Il Governo) abbia sempre lavorato per il meglio (ed infatti i manganelli e i fumogeni in dotazione, hanno funzionato a perfezione). Ma perchè l’informazione si allarma come avesse visto il demonio se un tafferuglio si è svolto in Iran e non prende altrettanta cura a evidenziarne la violenza in Europa. La risposta è in sé semplice. Questione d’opinione. Un giornalista non si chiede mai cosa sia un “fatto” e quindi cosa succeda quand’egli scrive. Egli presume di riferire effettivamente gli avvenimenti. Crede fermamente che la notizia sia il “fatto” in sé. Quindi non si rende conto dell’analogia. L’opinone è a senso unico, l’analogia richiede invece che colui che ne fa “uso” abbia la netta certezza che il linguaggio non è che una metafora. Ecco che così al giornalista non interessa mettersi in un movimento di comprensione, ma gli basta confermare l’opinione che tutti hanno. Quindi se il pestaggio avviene in Europa, bé, lui in Europa se la spassa. È la sua terra. Lui si sente Europeo. Riconosce carte costituzionali. Si piace la domenica ad andare a votare ecc. In Iran invece, non c’è mai stato, ma ha sentito dire che laggiù vi è una dura dittatura. La gente scende in piazza per protestare? Bé laggiù li pestano a sangue. E se qualcuno gli fa notare quel che è successo proprio caldo caldo in Grecia. Lui dice, bé che c’entra, è uno stato di crisi. In fondo il povero giornalista dal canto suo non c’ha tutti i torti: che ne sarebbe dell’Europa, del sentirsi Europeo, del sentirsi di appartenere a qualcosa, se rispetto a questa appartenenenza non vi fosse un fuori? A che serve un confine, se oltre il confine non vi sono gli ‘altri’? Come riuscirebbero i cittadini a sentirsi uniti senza che tutti abbiano un nemico comune su cui ringhiare in coro?