claudio ughetto | la fortezza della solitudine

Autore: Jonathan Lethem
Titolo: La fortezza della solitudine
Edizioni: Marco Tropea Editore, Milano 2004
Pagine: 552

Jonathan Lethem è un postmoderno che si muove tra i generi per stupire con una visionarietà ora infantile, ora apocalittica. Questo romanzo di quasi 600 pagine è il suo capolavoro: narra di Dylan, ragazzino bianco figlio di due “alternativi” degli anni ’70 (il padre, pittore, dipinge fotogrammi di un film tutto inventato) che come Lethem cresce a Brooklyn, in un quartiere abitato solo da neri. Continue reading

giuseppe giaccio | per una sinistra reazionaria

Autore: Bruno Arpaia
Titolo: Per una sinistra reazionaria
Edizioni: Guanda, Parma 2007
Pagine: 182

La celebre definizione marx-engelsiana della moderna democrazia parlamentare come di un comitato che amministra gli affari della borghesia è andata, col tempo, sempre più perdendo il suo originario carattere polemico per assumere, a poco a poco, i contorni di una sintetica, folgorante descrizione scientifica. Questa natura della democrazia borghese poteva essere meno facilmente percepibile fintantoché la destra, il centro e la sinistra scendevano nell’arena politica presentandosi come portatrici di diverse e contrapposte visioni del mondo, ma da quando, con la fine dell’Urss, l’ideologia liberale è rimasta padrona del campo, questi contenitori si sono in fretta svuotati di ogni istanza e pretesa politico-culturale forte, per connotarsi come agenzie interne al campo del vincitore le cui differenze non si situano nell’ambito strategico, che è lo stesso per tutte le formazioni politiche (l’incremento del pil e quindi dello sviluppo, l’estensione della logica del mercato ad ogni sfera della vita, l’alleggerimento/smantellamento del welfare, la flessibilità, l’esportazione della democrazia), ma in quello tattico, relativo cioè alle diverse dosi di individuo, stato e mercato somministrate ai cittadini, che risulta sempre più arduo distinguere dai clienti e dai consumatori, per raggiungere i medesimi obiettivi. Continue reading

Quando torna

Fernando e Rossana, così diversi culturalmente e prossimi nel sentire, probabilmente non avrebbero avuto altro da eternare se non quanto lo stesso destino aveva loro riservato. Destino che ricorre nel romanzo, tanto da assumere il ruolo portante di un invisibile demiurgo a cui nulla serve opporre resistenza. Un fato che, alla soglia della terza età, continua a riservare sorprese lasciando impresse le sue orme nella comune necessità di dare un senso alla vita.

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Ero purissima

Eleonora Danco ha la lingua arrabbiata della periferia dell’anima, di quei luoghi fatti di grumi di sogni scaduti, precipitati, impotenti ormai. Una lingua irruenta e caustica, proscenio della stessa scena, su cui camminano lenti i personaggi; un materiale mai avvitato su se stesso, ma piuttosto aperto e sensuale che ti si attacca di angoscia e malinconia e poi brucia: il vuoto e l’incomunicabilità.

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La versione di Barney

Tre donne nella vita dissipata di Barney Panofsky, tre donne oltre la sua versione, ma dentro le storie che quella versione dei fatti hanno abitato, nei personaggi, oltre i finali ipotizzati, che non fanno una storia, semplicemente la concludono, oltre i sigari e whisky, oltre gli scrittori e i loro libri, i figli e la famiglia, Parigi, Toronto e Montreal.

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Ritorno al mondo perduto

Un filone fantastico e avventuroso caratterizzante un’epoca in cui il mondo smise di preservare misteri nella sua totale compenetrazione. Un’enclave come la foresta amazzonica, nell’ambientazione, sembrerebbe già essere l’ultima frontiera per carpirne l’estremo segreto.

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Dio di illusioni

Tra giornate di studio e svacco, scazzi e litigi, amori etero ed omo, il gruppo accetta il nuovo arrivato fino a confidargli un segreto shoccante. Una notte i ragazzi hanno vissuto un rito dionisiaco, e come fiere nelle campagne, hanno terrorizzato l'intera contrada per poi fare letteralmente a pezzi un contadino della zona.

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Nel buio che precede l’alba

Joseph Boyden è in parte canadese e in parte Ojibwe e insegna scrittura creativa all'università di New Orleans. Il fascino di questo suo esordio narrativo sta nella coniugazione di due tematiche che prese a sé risulterebbero abusate ma che insieme diventano un mix di suggestioni inedite: le cronache della Grande Guerra e le tradizioni dei pellerossa.

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