Pur seguendo con una certa attenzione la questione, ammettiamo di non avere compreso se i cosiddetti colloqui di pace israelo-palestinesi siano, attualmente, in corso, se attraversino una delle tante fasi di “sospensione” o se abbiano subito un’interruzione “definitiva”. Laddove con tale definizione si intende un’apparente rottura, fino a che Washington convince le parti a riprendere la commedia. L’ultimo negoziato di pace di cui ci ricordiamo, in era Obama, era quello annunciato dal segretario di Stato Usa con grande sicurezza. “Risolveremo entro un anno la questione palestinese”, aveva detto la Clinton. Dopo le strette di mano di rito, non c’è stato invece alcun progresso, al punto che è difficile rintracciare notizie sulla “trattativa”.
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Hu Jintao a Washington
Prima di arrivare a Washington per incontrare Obama, Hu Jintao si era fatto precedere da una dichiarazione poco conciliante: “il sistema valutario internazionale dominato dal dollaro è un prodotto del passato”. Il presidente cinese ha così ribadito che la volontà del suo Paese è quella di creare, nel medio periodo, una “valuta sintetica” basata sulle principali monete, compreso lo yuan. Togliendo agli Stati Uniti l’“esorbitante privilegio” che il dollaro mantiene come valuta di riserva mondiale e strumento di pagamento delle materie prime. Un gesto non certo amichevole, inoltre, era stata la decisione dell’esercito di testare il primo bombardiere invisibile cinese l’11 gennaio scorso, proprio mentre era in visita a Pechino il segretario della Difesa Usa Gates.