ettore malacarne | un ricordo di me

Sono un bambino e piango. Il pianto è così improvviso  e disperato che la madre del mio amico di giochi si affaccia al balcone di casa e poi scende, per verificare che non mi sia capitato qualcosa di brutto. Domanda a suo figlio cos’è successo e questo le dice che non sa. Si avvicina a me che resto seduto al bordo della strada chiara per la sabbia di tufo. Mi chiede cos’ho e non riesco a risponderle per i singulti che mi opprimono la gola. Continue reading

[la ristampa di] Racconti di periferie

In tutte le edicole di Fratta Terme la ristampa di Racconti di periferie, il primo libro di casa lettrice malicuvata.

Racconti di periferie è il progetto letterario di Gruppo Opìfice legato al festival di lettere Passaggi per il bosco, svoltosi a Cagliari nel 2009. Abbandono, Oblio, Deserto. Tutto da farsi per poi ritornare, passare al bosco attraverso racconti di periferie (abbandonate e desertiche).

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introduzione grafica a Racconti di periferie


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Le cose che accadono nella televisione

La televisione è in quasi tutte le case e a pensarci è la principale fonte di stimoli i che i nostri cittadini hanno, per presenza e costanza. Quindi, per quanto possa sforzarmi di impegnarmi in altre faccende, finisce che con essa devo confrontarmi. Tutte le volte in cui mi capita di essere ospite, a casa di parenti o conoscenti, la cortesia, generalmente, basta ad impormi la sopportazione; ugualmente le visite si trasformano in sofferenza, se un televisore è acceso.

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ettore malacarne | londra a casa mia

A Londra io non ci sono mai stato, però c’è stato un periodo nella mia vita in cui  tutte le cose buone venivano da lì, quindi se volevo essere buono a qualcosa, almeno negli ambienti che frequentavo, dovevo andare a Londra. Il viaggio a Londra era un obbligo sociale. Questa cosa era tanto diffusa che tutti la riconoscevano valida. Funzionava circa che tu cominciavi qualche mese prima a dire che andavi a Londra, allora gli amici ti chiedevano come ti stavi organizzando, se conoscevi qualcuno, se avevi una casa dove andare e ti suggerivano possibilità, si dicevano disposti a lasciarti un numero utile. Tutti avevano un’ idea, avevano informazioni, consigli, raccomandazioni e aneddoti. Molti avevano addirittura un amico fraterno che di certo poteva darti una mano. Questi amici fraterni meriterebbero un discorso a parte perché poi risultava che erano semplici conoscenti, mai attendibili e sempre disposti a farti spendere per loro qualche soldo. La città era piena di scrocconi di professione che si mantenevano alle spalle degli amici degli amici. Penso che questo accadeva perché anche dire che conoscevi qualcuno a Londra ti dava un prestigio, ti rendeva più interessante e frequentabile. Ascoltando i discorsi di chi ci era stato almeno una volta era possibile farsi un’ idea così: gli amici inglesi erano tanti, ma talmente tanti, che uno non aveva dubbi che per farsi un amico bastava fare un viaggio nella capitale del regno unito. Continue reading

simone olla | la conquista dello spazio e altri racconti

Autore: Ettore Malacarne
Titolo: La conquista dello spazio e altri racconti
Edizioni: Eumeswil, Broni – Pavia 2008
Pagine: 185

Potevano essere le dolci colline imolesi dominate da una torre o gli sterrati e le sterpaglie della piana che circonda Cagliari, poteva essere il Nord così come il Sud. Un luogo non definito – ecco il titolo del libro, La conquista dello spazio, inteso come conquista di un luogo non fisico, una specie di stato mentale a cui rifarsi – e poi un tempo vuoto, gli anni ottanta, riempiti di storie laterali che odorano di smarrimento e promesse. Non v’è, nelle trame di Ettore Malacarne, l’edonismo bignamesco in versione italiana, permanenti da copertina o feste umide d’estate; le voci che muovono i racconti sono troppo giovani, quasi protette da quella pasta socio-amicale che in provincia ancora oggi fatica ad essere inquinata. I palazzoni e la sua gente muovono alla conquista dello spazio: la provincia della provincia anni ottanta si svela nella contrapposizione fra speranza di autosufficienza e promessa televisiva di essere parte di un tutto: Londra e Vienna come punti di partenza e di arrivo immaginari, luoghi da osservare con distacco e da cui osservarsi con disincanto, metro per misurare la dimensione umana dell’esistenza. In mezzo ci sono storie di vita, animazioni di un vissuto rintracciabile, terre di confine. Continue reading

Gente dei palazzoni

Erano tre scatoloni uguali, colorati con un giallo sbiadito, alle finestre avevano tapparelle di plastica nocciola, anche loro sbiadite. I portoni degli ingressi alle scale erano di ferro ed avevano i vetri rotti. Ogni tanto c'era chi chiudeva i buchi con delle pagine di giornale accartocciate ma duravano poco e finiva che le pallottole restavano nell'atrio fino a quando qualche ragazzino, giocandoci a calci, non le buttava fuori.

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