il pensiero ribelle di alain de benoist | intervista

[Quella che segue è la traduzione integrale dell’intervista al filosofo francese Alain de Benoist pubblicata sul numero di settembre-ottobre 2007 della rivista “Rébellion”.]

Rébellion: L’identità è al centro di un notevole saggio che Lei ha pubblicato nel numero di Krisis intitolato Nous et les utres (2006). Perché questo argomento si è fatto così scottante oggigiorno? Come si può concepire un nuovo modello comunitario che non sia un ritorno all’arcaismo?
Alain de Benoist: Il vasto movimento della modernità è stato sorretto dall’ideologia dell’Identico, cioè dall’idea, espressa in diverse forme, che le differenze tra gli uomini siano solo contingenti e transitorie. Il risultato è stato la progressiva crescita di un fenomeno di indistinzione che si è tradotto in una forte erosione delle identità, sia individuali che collettive, fenomeno che oggi trova il suo culmine, dato che adesso si sente dire un po’ ovunque che “non ci sono più punti di riferimento”. Le rivendicazioni identitarie che vediamo fiorire attualmente, anch’esse un po’ ovunque, sono un’evidente reazione contro questa cancellazione dei punti di riferimento. Qualunque sia la forma attorno alla quale si ordinano – identità oggettive o soggettive, reali o fantasmatiche –, esse costituiscono uno dei tratti più significativi del nostro tempo (prima si è rivendicata la libertà, poi l’eguaglianza, poi l’identità), e nel contempo confermano una realtà paradossale: si comincia a porsi domande sull’identità solo nel momento in cui questa minaccia di scomparire o è già scomparsa. Continue reading

daniele barbieri | ammazzarsi per sopravvivere

Autore: Iain Levison
Titolo: Ammazzarsi per sopravvivere
Edizioni: Socrates, Roma 2009
Pagine: 156

«Un moderno Tom Joad» come il protagonista di Furore (libro e film) che anche Bruce Springsteen ha cantato. Così si vede Iain Levison, con molte somiglianze e qualche dissonanza. Il suo Ammazzarsi per sopravvivere (edizioni Socrates: 156 pagine per 10 euri) mantiene fede al sottotitolo ovvero «le infinite fatiche di un precario americano». La scrittura piacevolissima ma anche la varietà delle esperienze lo collocano un gradino sopra la media di libri del genere (italiani e non). La consapevolezza politica invece è nebbia, un casino totale. “Americano”, nel bene e nel male. Continue reading

Peril resto chiedete a Pennac

Dal vendemmiatore allo scaricatore, dal commesso in libreria al segretario didattico per finire coll’immancabile avventura dal “pollo d’allevamento” in un call center. È qui che il racconto tocca i temi più importanti. Per il resto poi, chiedete a Pennac.

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L’ideologia del lavoro

L’uomo ha la vocazione al lavoro, e il lavoro ha la vocazione a trasformare il mondo; esso rappresenta pertanto una rottura con l'essere, un dominio su un mondo fatto oggetto della signoria umana. Come l'uomo è l'oggetto di Dio, così la terra diventa l'oggetto dell'uomo, che la trasforma assoggettandola alla ragione tecnica.

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festa di un’ideologia

oggi celebriamo la festa di un’ideologia, l’ideologia del lavoro, non lavoriamo oggi, ci gurdiamo di sole oggi, lavoratori, il sole che ci ha concesso l’impero, grazie impero, grazie di concederci il sole oggi che non lavoriamo, che non stiamo dentro riscaldamenti centralizzati e computer e caffè e buongiorno buonasera arrivederci tutto bene…

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