daniele barbieri | ammazzarsi per sopravvivere

Autore: Iain Levison
Titolo: Ammazzarsi per sopravvivere
Edizioni: Socrates, Roma 2009
Pagine: 156

«Un moderno Tom Joad» come il protagonista di Furore (libro e film) che anche Bruce Springsteen ha cantato. Così si vede Iain Levison, con molte somiglianze e qualche dissonanza. Il suo Ammazzarsi per sopravvivere (edizioni Socrates: 156 pagine per 10 euri) mantiene fede al sottotitolo ovvero «le infinite fatiche di un precario americano». La scrittura piacevolissima ma anche la varietà delle esperienze lo collocano un gradino sopra la media di libri del genere (italiani e non). La consapevolezza politica invece è nebbia, un casino totale. “Americano”, nel bene e nel male. Continue reading

david foster wallace | della vita e del lavoro

[Adattato da un discorso introduttivo tenuto da David Foster Wallace alla classe dei laureandi 2005 del Kenyon College]

Ci sono due giovani pesci che nuotano insieme, e gli capita di incontrare un vecchio pesce che viene in senso contrario che gli fa un cenno col capo e gli dice: “Buongiorno ragazzi, com’è l’acqua?” ; i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, poi alla fine, uno dei due guarda l’altro e gli dice “Ma che diavolo è l’ACQUA!?”
Se in questo momento vi state preoccupando che io voglia presentarmi qui come il vecchio pesce saggio che spiega cos’è l’acqua ai giovani pesci, per favore non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il punto che salta subito agli occhi della storia dei pesci è che le più ovvie, onnipresenti, importanti realtà sono spesso le più difficili da vedere e di cui parlare. Continue reading

Milano non esiste

Un lungo monologo di rabbia e nostalgia,  Milano non esiste è incrostato di disadattamento urbano e sudore. Tra la nebbia di Milano e l’onda lenta dello Jonio c’è un operaio ancora arrabbiato e soprattutto c’è l’orgoglio, o una sorta di ossessione, delle proprie radici.
Una nevrosi che fa contare i giorni che mancano alla pensione, che fa sognare la casa da finire di fronte al mare, là, al paese in Calabria,  e che non sente ragioni, ma solo passioni.

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decimo cirenaica | monteverde

Autore: Gianfranco Franchi
Titolo: Monteverde
Edizioni: Castelvecchi, Roma 2009
Pagine: 313

Aveva già occupato i miei giorni Guido Orsini, con Disorder (Il Foglio Letterario, 2006) – primo volume di quella che Gianfranco Franchi ha definito trilogia dell’identità;  a Disorder è seguito Pagano (Il Foglio Letterario, 2007) – nel quale l’autore ha discusso alcuni nodi della postmodernità – ed infine Monteverde, uno sguardo conclusivo, una prospettiva, un ponte. Continue reading

Monteverde

Attraverso l' alter ego, Guido Orsini – protagonista del romanzo – Franchi seziona il combattuto mondo, interiore ed esteriore, di un giovane aspirante scrittore, attraverso i topoi minimalisti (non è una critica) dei liceali e universitari anni Novanta: casa (quel gusto autodifensivo per i torpori della vita privata); lavoro (le solitarie disperazioni di giovani “biagizzati” e con il vizio delle "belle lettere"); donne (la complicata ricerca di sempre fragili ponti tra Apollo e Dioniso); musica (il fascino del rock, come presa decaffeinata del Palazzo d'Inverno); lo sport ( quella strabordante passione per il calcio e in particolare per “La Roma”, o altrimenti “La Magica”).

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Peril resto chiedete a Pennac

Dal vendemmiatore allo scaricatore, dal commesso in libreria al segretario didattico per finire coll’immancabile avventura dal “pollo d’allevamento” in un call center. È qui che il racconto tocca i temi più importanti. Per il resto poi, chiedete a Pennac.

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L’ideologia del lavoro

L’uomo ha la vocazione al lavoro, e il lavoro ha la vocazione a trasformare il mondo; esso rappresenta pertanto una rottura con l'essere, un dominio su un mondo fatto oggetto della signoria umana. Come l'uomo è l'oggetto di Dio, così la terra diventa l'oggetto dell'uomo, che la trasforma assoggettandola alla ragione tecnica.

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La Gabbia del Disonore#2

Ogni Mercoledì alle 16.05 su radioalzozero.net oppure a tutte le ore su myspace.com/braningabbia

Per l'occasione abbiamo deciso di mettere alla gogna il capro espiatorio dei Call Center che saranno giudicati preventivamente colpevoli fino al terzo grado di giudizio. Perchè ricordate, nella Gabbia Del Disonore vige il principio di colpevolezza. Buon Ascolto.

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Riduzione del lavoro flessibile? Non

Lavoro flessibile significa alcune cose: una ridotta o assente copertura previdenziale; una mancanza di ammortizzatori sociali per la copertura dei periodi di vacanza contrattuale; una scarsa probabilità di transitare verso contratti stabili; una maggiore frammentazione dei percorso lavorativo; una brevità di contratti.

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