emilia musumeci | la folie baudelaire

LA FOLIE BAUDELAIREAutore: Roberto Calasso
Titolo: La Folie Baudelaire
Edizioni: Adelphi, Milano 2008
Pagine: 425

Erudito testo ricco di citazioni. Né saggio né romanzo né testo di critica d’arte, La Folie Baudelaire, è l’ultima fatica di Roberto Calasso in cui quest’ultimo cerca il punto di incontro tra arte e letteratura nella Parigi maudit del suo massimo cantore: Charles Baudelaire.
Come espressamente indicato nel risvolto di copertina tale libro costituisce uno dei “pannelli” (come il precendente Rosa Tiepolo del 2006), di una più vasta opera, ancora in fieri, in cui il ricco corredo iconografico accompagna il testo e interagisce con esso “in una sorta di osmosi fra parola e figura”. A partire da tali premesse, Calasso intraprende un percorso volutamente non lineare e costellato di digressioni, quasi a voler riprendere lo stile stesso di Baudelaire i cui versi «fluivano irregolarmente, sgorgando da un congegno cigolante, spesso inceppato, in parte rugginoso» (p. 35). Continue reading

ugo coppari | custodi

In questo momento chi vuole occuparsi di letteratura deve considerarsi il custode volontario di  un’oscura riserva di  immaginazione e linguaggio da salvare dal turismo di massa. Il turismo di massa esige un appagamento istantaneo della curiosità, preferisce la comprensione all’esperienza. Continue reading

davide gianetti | estensione del dominio della lotta

Houellebecq2Autore: Michel Houellebecq
Titolo: Estensione del dominio della lotta
Edizioni: Bompiani, Milano 2007
Traduzione: Sergio Claudio Perroni
Pagine: 152

Viaggio al termine della lotta. Si potrebbe intitolare così il romanzo d’esordio di Michel Houellebecq, quell’Estensione del dominio della lotta che ha lanciato lo scrittore transalpino nell’olimpo della letteratura novecentesca. E proprio come il grande Céline, Houellebecq allestisce la sua personale galleria dell’insensato, del laido quotidiano, ancorché borghese, delle piccole meschinità elevate a regole di vita. “Siate abietti e sarete veri” ama ripetere Houellebecq. E c’è da credergli. Se ne Le particelle elementari e in Piattaforma la tragica banalità del quotidiano assume i contorni di un’epopea che dall’universale si riduce al particolare, in questo suo romanzo breve Houellebecq, da formidabile diagnosta delle ossessioni che flagellano il crepuscolare Occidente, mette in scena la gelida solitudine esistenziale del protagonista quale depositario e simbolo delle nevrosi, della follia e del delirio di questo nostro modello sociale. Continue reading

giuseppe giaccio | niente da fare – vietato uscire

Quando, nel 1934, pubblicò Journal d’un homme trompé, Pierre Drieu La Rochelle aveva da poco superato la fatidica soglia degli “anta”. Aveva, infatti, quarantuno anni, un’età in cui si può anche provare a fare un primo, provvisorio bilancio della propria vita – una vita che aveva, del resto, imboccato la dirittura finale: gli restavano solo undici anni prima di “aderire, finalmente, alle cose”. Continue reading

simone rossi | 28 grammi dopo

Autore: Iacopo Barison
Titolo: 28 grammi dopo
Edizioni: Voras, Alfonsine (RA) 2010
Pagine: 144

“Ho finito le sigarette. Nel senso… questa che ho fumato era l’ultima. Non è che ne avreste una da darmi?”.
Le passo una Camel con nove milligrammi di catrame, otto di condensato e mezzo di nicotina.
“Grazie”.
“Non mi devi ringraziare”.
“Perché?”.
“Ho appena incrementato la possibilità che ti venga un tumore ai polmoni”. Continue reading

Passaggi per il bosco 2012 | prologo

Si apre con la luna piena di luglio la quarta edizione di Passaggi per il bosco – festival di letteratura musica cinema teatro.
Lo scenario naturale sarà quello della Tomba dei giganti Is Concias, a Quartucciu; dalle 18 fino alla luna l’esprimersi abitativo scherzerà il sociale e le sue commedie attraverso il gioco del reale.

nuove sintesi di espressione
o del condividere le arti Continue reading

Passaggi OFF | abitarli senza rappresentazione né rappresentanti

adesioni : redazioneopifice@gmail.com

claudio ughetto | la casa in collina

Non avevo dei grossi strumenti letterari, 20 anni fa, quando m’appassionai di Pavese. Il più delle volte forzavo le mie interpretazioni servendomi di scarse conoscenze, disordinate letture e ossessive passioni. Di Pavese mi piaceva ciò che credevo d’intravedere in Joyce: la capacità di universalizzare le piccole vicende umane attraverso temi esistenziali riconoscibili, filtrati attraverso la quotidianità, l’archetipo e il mito. In realtà del mito sapevo poco, però partivo dalla convinzione che un romanzo regge quando lo scrittore riesce a far sì che alcuni dei temi in esso trattati, pur riguardando il suo tempo, si allarghino agli uomini di ogni tempo. Joyce, nell’Ulisse, narra il giorno di uomo, ma quel giorno è il giorno di tutti gli uomini. (Volendo restringere il campo, è il giorno dell’uomo della modernità, con tutti i suoi dubbi). Continue reading

claudio ughetto | duecento metri più in là

A mio padre

Dovevo avere meno di dieci anni quando mio padre mi regalò la slitta, ma di preciso non ricordo quanti. Intorno a quell’età il passaggio da un anno all’altro si riduce a un giorno di regali e festeggiamenti, molto atteso, nel quale diventiamo oggetto d’attenzione come non mai. Un’unica cifra (sette, otto, nove?), meno di dieci candeline su cui soffiare, ma in noi c’è ancora ben poco di quei cambiamenti che ci coglieranno dopo che uno zero si sarà aggiunto all’uno che ha segnato il primo anno della nostra vita. Continue reading