maria luisa ardizzone | il “traditore” pound

Il giorno dopo la caduta del fascismo e quel 25 luglio che decise le sorti del nostro paese, si avviava in America una vicenda laterale alla nostra e tuttavia a questa strettamente legata. Il 26 luglio 1943 il governo degli Stati Uniti, in guerra con l’Italia, proclamava traditore della patria un poeta nato nell’Idaho (il 30 ottobre del 1885), ma consegnato all’Europa dal 1909. Già celebre negli ambienti letterari europei ed americani, il poeta, che si chiamava Ezra Pound, viveva sin dagli anni Venti a Rapallo. Di lì a due anni l’accusa di tradimento avrebbe condotto l’autore dei Cantos alla detenzione nella gabbia di Pisa e più tardi alla dichiarazione di infermità mentale, emessa dalla corte di Washington dopo un processo non celebrato. Continue reading

alain de benoist | il gremlin dell’elisèo

Mal preparate, male impiegate, condotte in una totale approssimazione per loro obiettivi strategici a lungo termine, le operazioni militari in Libia hanno suscitato fin dall’inizio implicite reticenze o aperte critiche del tutto giustificate. La Germania non è favorevole, la Cina e la Russia sono contrarie, e la grande maggioranza dei Paesi arabi pure. E tuttavia le operazioni militari proseguono. Continuano perché l’ha voluto Nicolas Sarkozy: questa è diventata la sua piccola crociata personale. Ma perché? Continue reading

decimo cirenaica | l’italia è un segno linguistico

Che orgia patriottarda per le celebrazioni dell’unità d’Italia: da Jovanotti che canta in piazza l’inno di Mameli alle sedi leghiste assaltate di italianità, dagli autobus con il tricolore sul davanti ai concerti per strada dove i più distanti dal sentimento nazionale si accordano su Gaber e sul suo “io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”, la destra e la sinistra che quando c’è da distrarre festosamente il popolo che governano, mettono in moto una macchina mediatica/organizzativa che poi, alla fine, come fai a non sentirti anche tu un po’ italiano… Continue reading

m. badiale – m. bontempelli | un tramonto pericoloso

Il decennio segnato in Italia dall’egemonia politica di Berlusconi sta per concludersi con il tramonto del grottesco cesarismo berlusconiano. Eventuali successi di qualche iniziativa dello stesso Berlusconi volta a ricostituire la sua maggioranza di governo, non potranno impedire il suo tramonto, di cui, al massimo, saranno rallentati i tempi.
Una forza politica antisistemica come Alternativa deve ovviamente interrogarsi sulle prospettive che così si aprono. Questa riflessione è iniziata con gli interventi di Giulietto Chiesa e Fabrizio Tringali, che questo nostro intervento intende proseguire ed approfondire. Continue reading

L’individuo e la comunit

Le comunità non associano più le persone solo per l’origine comune e le caratteristiche dei componenti: nel moltiplicarsi di tribù, flussi e reti, esse ormai raggruppano tipi diversissimi. Imponendosi come possibile forma di superamento della modernità, le comunità perdono lo status «arcaico», a lungo attribuito loro dalla sociologia. Più che stadio della storia, abolito dalla modernità, appaiono come forma permanente dell’umano associarsi.

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L

Le considerazioni di Feyerabend ci riportano d’altronde a ciò che le stesse democrazie moderne fissano come limite invalicabile della libertà che esse pur dicono di riconoscere a tutti i propri cittadini: si può essere liberi fintantoché si è… democratici; quindi i sostenitori di visioni e credenze che non si riconoscono nei presupposti e nei meccanismi della moderna democrazia non possono avere diritto di cittadinanza. La storia, nonché la cronaca recente, ci insegna dove conduce una simile e paradossale visione della democrazia: alle guerre ed ai bombardamenti “umanitari” fatti nel nome della libertà.

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alain de benoist | quale democrazia

In Francia, alla vigilia del voto, s’attende un’ondata d’astensioni senza precedenti: fino al 50 per cento. Tenuto conto dell’eliminazione delle listarelle che non avranno il 5 per cento dei suffragi, sebbene fra tutte rappresentino circa il 20 per cento dell’elettorato, gli eletti al Parlamento di Strasburgo rappresenterebbero un quarto della popolazione. Brutto segno per la democrazia. Ma per quale democrazia? Democrazia d’opinione, televisiva, di mercato? Studiate nella dimensione della crisi o valutate nella dinamica postmoderna, le patologie delle democrazie contemporanee attraggono vieppiù l’attenzione degli osservatori. È opinione generale che esse non ineriscano alla democrazia come tale, ma derivino dalla corruzione dei suoi principi. Gli osservatori più superficiali l’attribuiscono a fattori e fenomeni esterni (rituali le denunce del fondamentalismo, del populismo, del comunitarismo, della globalizzazione, ecc.), che riguardano solo evoluzione dei costumi e mutamenti sociali. Spesso, insomma, si scambia la causa per l’effetto, mentre gli osservatori più seri vanno oltre le osservazioni immediate e s’interrogano sull’evoluzione della democrazia, parlando allora di distacco più o meno netto fra ciò che la democrazia è e ciò che dovrebbe essere secondo i suoi principi fondatori. Continue reading

Ritorno al materialismo

Ciò che ci deve far riflettere è la dimensione fisica di questa crisi: milioni di persone nel mondo sono vittime di una crisi che non ha dimensione, non ha forma né un volto. Non è tangibile, è sfuggente.
Si tratta pur sempre di denaro, potrebbe obiettare qualcuno. Ma di quale denaro stiamo parlando?

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S

Nessun parlamentare italiano ha ritenuto fosse necessaria una consultazione referendaria per ottenere il consenso del popolo (dopo averlo debitamente informato riguardo al contenuto di ciò che s’intendeva ratificare) in merito ad una nuova Costituzione europea che andrà a sovrapporsi a quella del nostro Paese.

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