opìfice | les réponses

“La politica è allo stesso tempo l’arte del possibile e l’arte di rendere possibile ciò che è necessario. Il realismo impone di prendere la società per quella che è, non certo per assecondarla, perché ogni progetto ha bisogno di basarsi sulla realtà, non sui fantasmi o sulla nostalgia. La tecnologia funziona «da sé» nel senso che il suo intrinseco principio dice che tutto ciò che è tecnicamente possibile verrà effettivamente realizzato. Per rapportarsi ad essa, ritengo che ci siano tre semplici regole da rispettare. La prima consiste nell’effettuare delle scelte riguardo alle nuove tecnologie, chiedendosi quali siano quelle di cui abbiamo realmente bisogno. Il computer mi è molto utile, la televisione decisamente meno. Riguardo al telefono cellulare, personalmente non lo possiedo – e non vedo per cosa potrebbe servirmi. Essere «raggiungibile in ogni momento» per me non è un vantaggio, quanto piuttosto un incubo.”
Alain de Benoist. Risposte al Gruppo Opìfice
Casa  Lettrice Malicuvata

I N D I C E
Il dubbio della metapolitica
Per una società della decrescita
Destra-Sinistra, una dicotomia stanca
Coscienze in letargo
Cina, Iran e 11 settembre
Dio è americano
Non volere è potere
L’inquieta assenza di limite

*

martedì 14 maggio 2013
21H
ampurias
via savoia, 4
cagliari

con Simone Olla, Giovanni Curreli, Carlo Corsale, Aurelio Cocco
introduce Andrea Curreli

carlo palizzi | orfani di padre

gabbanelliAutore: Michele Gabbanelli
Titolo: Orfani di padre
Edizioni: PeQuod, Ancona 2007
Pagine: 154

Gli orfani di padre del libro di Gabbanelli sono coscienti della loro condizione; e non sono disperati. Ognuno di questi orfani ha una storia, ogni storia ha i suo personaggi e la loro funzione è quella di escludersi, diventare elementi di scena, non-protagonisti. Capita di perdersi nei salti temporali e nella costruzione del narrato, l’autore esige attenzione – e tornare indietro per recuperare un nome qualunque fa parte del gioco, è una regola non scritta. Continue reading

alain de benoist | risposte al gruppo opìfice

cover_debenoist_fronte2

copertina: stella little points venturo
formato: 13×19
pagine: 88 + 8 di apparato iconografico a colori
euro: 14
CC BY–NC–ND 3.0 [IT]
libro stampato in 100 esemplari numerati

malicuvata – collana viola limited edition
info e ordini: redazione@malicuvata.it

Su Ultima Books, Bookrepublic e nelle migliori librerie online è possibile acquistare il volume nei formati Epub e Mobi a soli 4,99 euro.

Viviamo in un sistema politico-mediatico globale, dove è completamente vano sperare di acquistare una qualche influenza a partire dall’alto. Agire sulle scelte della società, modificare le mentalità, decolonizzare un immaginario collettivo oggi dominato da soli valori commerciali non si può fare che a partire dalla base, per mezzo di esperienze locali di vario tipo. L’attuale rinascita delle comunità offre a tale riguardo delle interessanti prospettive, allo stesso titolo della moltiplicazione delle “reti”.

 

Alain de Benoist

Alain de Benoist nello studio della sua abitazione a Parigi.

Alain de Benoist | Scrittore, giornalista, saggista, conferenziere, filosofo, ha pubblicato più di 70 libri, oggi tradotti in una quindicina di lingue differenti.
Tra le sue ultime pubblicazioni in lingua italiana, ricordiamo Comunità e decrescita (Arianna editrice, 2005), Identità e comunità (Guida, 2005), Terrorismo e guerre giuste (Guida, 2007), Come si può essere pagani (Roma, 2011), Sull’orlo del baratro (Arianna editrice, 2012).

Gruppo Opìfice | Si è costituito a Cagliari nel 2002 con l’obiettivo di coniugare pensiero e azione nella pratica metapolitica. L’attività dei 6 opificisti (Simone Olla, Simone Belfiori, Giovanni Curreli, Carlo Corsale, Fabrizio Bolognesi, Alberto Cordeddu) attraversa la filosofia e l’arte in ogni sua forma.

Simone Olla | Nato a Cagliari nel 1977, laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio, nel 2002 ha contribuito a fondare il Centro Studi Opìfice. Il suo primo romanzo ha per titolo A loro il tentativo di chiudermi ametà (Cagliari, 2011).

alessandro ansuini | rosso, rosso, rosso

1
Ballerine gambe di cacciavite affondano nella terra
Durante le loro piroette e restano inchiodate -
Spirito rasato – sedute a tavola con le posate verticali
Dietro teste divise da righe che le attraversano. Continue reading

alessandra pigliaru | il ladrocinio dell’io, a margine di un libro

A loro il tentativo di chiudermi ametà è un resoconto, per stessa ammissione del suo protagonista Decimo Cirenaica, resoconto di cui si stabilisce un tempo preciso. Ad una prima lettura potrebbe sembrare un diario, io invece suggerirei un censimento puntuale di tutto ciò che il giovane Decimo decide di offrire all’occhio del lettore. L’esercizio di sottrazione che Simone Olla attua nei confronti della scrittura – asciutta  raffinata e tagliente – è lo stesso che viene messo in scena nei riguardi della relazione. Liberato fin da subito di orpelli e noiose romanticherie, dichiara l’intento (già chiaro dal titolo a dire il vero): il tentativo di chiudere a metà che è lo scacco del linguaggio, innanzitutto. Continue reading

Passaggi OFF 2012

a cura di centro studi opìfice (cagliari) – casa lettrice malicuvata (bologna) – circolo dei lettori mieleamaro (cagliari)

il programma (in divenire fino all’estate)

giovedì 19 gennaio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
Carlo Porcedda e Maddalena Brunetti
Lo sa il vento. Il male invisibile della Sardegna (edizioni ambiente – verdenero)


 

 

giovedì 26 gennaio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
simone olla, attraverso ricordi di domani
rivisitazioni a chiudersi, pezzi di romanzi ametà, poesie, lettere,
scritti metapolitici. Un discorso
senza capo né coda musicato da chopin,
django reinhardt,
coro bachis sulis;
un libro, anche.

الوقت لمن لا يعرف
a loro il tentativo di chiudermi ametà (2011)


venerdì 10 febbraio, ore 19.30

manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
alberto masala, geometrie di libertà – terza scrittura: 1992, 2002, 2012 – edizioni maestrale
introduce: alessandra pigliaru

 


 

giovedì 17 maggio, ore 19.30
manàmanà, piazzetta savoia, cagliari
filippo tuena, stranieri alla terra, nutrimenti edizioni

Fidarsi

Il sabato pomeriggio nell'area del centro polifunzionale Le Vele sistemato nella prima cintura di Cagliari, nei territori di Quartu Sant’Elena e Quartucciu, le mamme spingono carrozzine, i papà carrelli pienissimi, i ragazzini mangiano gelati al pistacchio e quando hanno finito si rincorrono in galleria, quelli più grandi si baciano davanti alle vetrine dei negozi, poi ci sono i giochi coi gettoni per i più piccoli, esposizioni di quadri e ceramiche e legno lavorato a mano, a volte concerti e presentazioni di libri, balli di gruppo, spettacoli, tornei di Risiko e corsi di cucito.

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Un diamante senza luce

Credevano di essere degli dei, loro. Credevano che tutto gli fosse concesso. E non facevano altro che atteggiarsi. Mossettine e pettinature da idioti. Questo riuscivano a mettere insieme e null'altro. Eppure inchiostri a palate su quel gruppo, sulle rinnovate, sperimentali e ardite rivoluzioni sonore e cazzate d'altro tipo, questo scrivevano. Senza nessuno che fosse in grado di rendersi conto della verità.
Sono i giornali che costruiscono i fenomeni.
Ve lo dico io.

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