marialuisa fascì spurio | quando verrai

Autrice: Laura Pugno
Titolo: Quando verrai
Edizione: Minimum Fax, Roma 2009
Pagine: 123

Tra letteratura fantastica e romanzo di formazione, Laura Pugno trova uno modo tutto particolare per raccontare l’età di passaggio e i suoi riti universali. In un’Italia in cui sono accentuati tutti gli elementi di marginalizzazione sociale e di degrado anche ecologico,  in un particolare Delta che sembra a sua volta un territorio già fantastico, straniante  e sfuggente,  si svolge la vicenda di Eva, una ragazzina con poteri soprannaturali, affetta da una strana malattia della pelle a cui pare non esserci rimedio. Tutto il romanzo è pervaso da una oscura sospensione magica e a volte crudele che con una lingua ipnotica mischia con estrema naturalezza fantastico e reale, inquietudine e candore. Continue reading

Grotta della maga Circe

Se fossi un uomo mi innamorerei di lei. La guardo, guardo ogni piccolo dettaglio e me ne convinco.
Se fossi un uomo mi innamorerei di lei. Piccola, debole, le mani dolci, gli occhi chiare lune, la stanchezza dei movimenti, la cassiera del supermercato con i capelli mossi.
È bella, è vuota.
È bella perché assolutamente vuota.
È questo che la rende più bella: non esiste.
Ride, una smorfietta, quella vocina stridula e fastidiosa.
Sì, sei una donna.

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Milano non esiste

Un lungo monologo di rabbia e nostalgia,  Milano non esiste è incrostato di disadattamento urbano e sudore. Tra la nebbia di Milano e l’onda lenta dello Jonio c’è un operaio ancora arrabbiato e soprattutto c’è l’orgoglio, o una sorta di ossessione, delle proprie radici.
Una nevrosi che fa contare i giorni che mancano alla pensione, che fa sognare la casa da finire di fronte al mare, là, al paese in Calabria,  e che non sente ragioni, ma solo passioni.

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Jack

La riservatissima A. M. Homes (praticamente nessuno conosce il suo vero nome) allontana qualsiasi etichetta quale autrice postmoderna o femminista e trova in questa accattivante storia il modo di raccontarci un’adolescenza della provincia americana che ancora non si scontra del tutto con il surreale cinismo dei suoi personaggi successivi, ma che ridefinisce comunque, con quel suo sguardo dissacrante e malinconico, il significato di famiglia.

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Gesti indelebili

Gesti indelebili è un’esperienza sensibile, non si muove solo il pensiero, accanto all’inchiostro scorrono sensazioni ruvide, in bilico ai bordi dell’ansia. Dodici storie dove la scrittrice scozzese cerca il suo personale linguaggio dell’amore, l’amore che non comunica, l’amore disperato, l’amore ossessivo, l’amore del rifiuto e quello dell’equilibrio.

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Ero purissima

Eleonora Danco ha la lingua arrabbiata della periferia dell’anima, di quei luoghi fatti di grumi di sogni scaduti, precipitati, impotenti ormai. Una lingua irruenta e caustica, proscenio della stessa scena, su cui camminano lenti i personaggi; un materiale mai avvitato su se stesso, ma piuttosto aperto e sensuale che ti si attacca di angoscia e malinconia e poi brucia: il vuoto e l’incomunicabilità.

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La famiglia Montalbano

Ad Ardore i natali del romanzo organico sulla mafia: La famiglia Montalbano, 400 pagine di ‘ndrangheta del primo dopo guerra, un breviario di picciotteria, battesimi, bravacci di paese e onorata società, scopre per la prima volta la parte infetta della provincia meridionale.

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Una solitudine troppo rumorosa

Una solitudine troppo rumorosa, fitta di vociare, chè i libri non smettono mai parole, poi suggestioni di un ubriaco, ubriaco di classici dimenticati, alcool, e bottoni da pigiare, zingari e Kant, surmolotti, fogne, carta putrescente o insanguinata, resti di macellerie.

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