michele ferraro | il coltivatore del maryland

Autore: John Barth
Titolo: Il coltivatore del Maryland
Edizioni: Rizzoli, Milano 1968
Traduzione: Luciano Bianciardi
Pagine: 513 Vol.1 – 512 vol.2

“Negli ultimi anni del diciassettesimo secolo si poteva incontrare, fra i tonti e i matti dei caffè di Londra, uno stangone allampanato di nome Ebenezer Cooke, fornito più d’ambizione che di talento, eppure più di talento che di prudenza, il quale, come i suoi compagni di follia, che avrebbero dovuto frequentare Oxford e Cambridge, aveva ritenuto più divertente giocare col suono della lingua madre che faticare sul suo significato, e perciò anziché applicarsi ai travagli del sapere, aveva imparato l’estro del verseggiare e macinava quinterni di distici alla moda del giorno, spumeggianti di Giovi e di Juppiteri, clamorosi di rime stridenti, incordati di similitudini tese fino al punto di rottura.” Continue reading

Diario della scarpa nera#3

Le norme della Cucina affermano (sebbene in modo leggermente meno eloquente): quando qualcuno rimuove una bottiglia di acqua fredda dal frigorifero, deve immediatamente rimpiazzarla con una a temperatura ambiente dall’armadio delle provviste, in modo da assicurare un ampio inventario di freddo e tonificante rinfresco per tutti.

[traduzione di Michele Ferraro dalla rivista McSweeney's]

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In memoria di David Foster Wallace

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui mi imbattei in Infinite Jest. Ero entrato senza particolari mire consumistiche in una nuova libreria del centro, e sugli scaffali del locale deserto giaceva un gigantesco tomo che attirò subito la mia attenzione.

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Diario della scarpa nera#2

Il lavoro delle vendite è spesso gravoso. Da quanto ho constatato finora, la giornata standard di un venditore consiste nell’arrivare al lavoro con quindici minuti di ritardo, parlare con i clienti di “golf”, concedersi strategicamente lunghe e numerose pause, e in generale essere un sicofante.

[traduzione di Michele Ferraro dalla rivista McSweeney's]

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simone olla | introduzione a Tutti esplosi

Ogni settimana, di mercoledì, gli opificisti siedono attorno a un tavolo tondo, di quelli di legno, e con boccali colmi di birra pianificano l’attività del Centro Studi Opìfice, e discutono fino a quando le serrande di Michele non si chiudono alle loro spalle. Sempre così, che sia inverno o che sia estate, che ci sia da lavorare o da studiare. Continue reading

carlo miccio | calcio e potere

Autore: Simon Kuper
Titolo: Calcio e Potere
Edizioni: ISBN, Milano 2008
Pagine: 328

Finalmente tradotto in Italiano, questo libro pubblicato a metà degli anni ’90 in Inghilterra (Football against the enemy,ed. Phoenix) rappresenta oramai nei paesi di lingua anglosassone un classico per comprendere gli stretti rapporti tra calcio e politica in quest’epoca di calcio globale.
Se un difetto possiamo trovare nell’edizione italiana è quello di aver atteso dodici anni per pubblicarlo, così che oggi il volume può apparire un po’ datato. Per rimediare, ISBN ha incluso in questa edizione due nuovi capitoli, uno dedicato a Jihad e calcio globale, e l’altro esplicitamente intitolato Berlusconi. Continue reading

Diario della scarpa nera#1

Ho cominciato oggi il nuovo lavoro come venditore junior all’agenzia di intermediazione. Ci sono volute due ore perché qualcuno notasse che ero arrivato in ufficio. La receptionist, Fran, ha fatto un commento spiritoso quando sono andato in bagno. “E’ molto tranquillo, signor Umezawa”. Niente stronzate, Sherlock. Sono un ninja.

[traduzione di Michele Ferraro dalla rivista McSweeney's]

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saluto ante litteram a cagliari

In attesa del salotto post litteram che si terrà a Bologna dal 27 Gennaio al 9 Giugno 2008, ecco a voi il saluto ante litteram, praticamente un NON spettacolo messo in piedi in due giorni da quel genio incompreso che porta il nome di Joaquime De La Insegna.

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Il calcio è un epicentro di questo bel romanzo, che ripercorre i campionati del mondo dal 1930 al 1970. E’ un calcio d’altri tempi; un calcio impastato d’ironia, di rabbia, di umanità; un calcio che è ancora un lavoro umile e delicato come quello dei calzolai; un calcio che è un articolo di giornale, la voce di chi lo racconta, una geografia distante.

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