Autore: Richard Powers
Titolo: Il fabbricante di eco
Edizioni: Mondadori, Milano 2008
Pagine: 573
Che strano Paese, l’Italia. Muore David Foster Wallace, forse il più importante scrittore americano contemporaneo, e i nostri telegiornali in sostanza non ne parlano. Ci hanno pensato i quotidiani, è vero, ma è sempre sconfortante accorgersi che viviamo in un paese in cui i media trascurano completamente la letteratura, e lo sforzo di leggere qualcosa che non sia un thriller o un noir è accuratamente evitato. In Italia sembra ritenersi per forza noioso qualsiasi prodotto che ci costringe a pensare, anche quando lo fa in modo piacevole. Forse bisognerebbe riflettere su tale promozione della pigrizia, associata a una vergognosa produzione di immondizia televisiva che troppi showman strapagati conducono in nome della demenza, scambiata per gusto nazional-popolare. Inoltre, bisognerebbe riflettere su un critico del Corriere della Sera che ogni settimana occupa due pagine del Magazine per promuovere libri di cassetta e improvvisare inutili classifiche con in cima Andrea Vitali e Giorgio Faletti e in fondo Antonio Moresco, ignorando chi è Alcide Pierantozzi, liquidando in due righe denigratorie le opere di Foster Wallace e infischiandosene che pochi mesi fa è uscito Il fabbricante di eco, splendido romanzo di Richard Powers. Troppo “difficile” per lui, probabilmente, e poco evasivo, e credo che servirebbe a poco spiegargli che potrebbe anche essere una lettura appassionante. Continue reading





