Leonardo Colombati, l’amico di Piperno

D’Orrico, che notoriamente non sopporta Kafka né Joyce né David Foster Wallace né qualsiasi scrittore sia troppo difficile, troppo rivoluzionario, e faccia troppo pensare. Non sopportava neppure Colombati ma Rio è bello perché non è pynchonista, non è postmodernista. Piuttosto è “postpipernista”.

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Come fa D’Orrico a scrivere certe cazzate?

Il pennivendolo del Corriere Della Sera, da molti ritenuto un critico letterario e per il quale ogni libro facile è un capolavoro, Piperno è il Proust del 2000 e Giorgio Faletti il più grande scrittore italiano degli ultimi anni, ha recentemente dedicato un lungo articolo celebrativo a Leonardo Colombati.

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