D’Orrico, che notoriamente non sopporta Kafka né Joyce né David Foster Wallace né qualsiasi scrittore sia troppo difficile, troppo rivoluzionario, e faccia troppo pensare. Non sopportava neppure Colombati ma Rio è bello perché non è pynchonista, non è postmodernista. Piuttosto è “postpipernista”.
Leonardo Colombati, l’amico di Piperno
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