alain de benoist | non volere è potere?

Gruppo Opìfice :: Non crediamo di affermare il falso se affermiamo che il p(i)attume televisivo, con il suo qualunquismo/populismo sistematico, sia uno strumento di ammorbamento di massa che contribuisce a sopire spiriti creativi. Tuttavia è frequente sentir dire che la TV trasmetta semplicemente ciò che la gente vuole; questo pare un ennesimo ribaltamento tra vittima e carnefice con l’imputazione in capo ai teleascoltatori della volontà di guardare solo TV spazzatura. Crede sia possibile un’educazione alla complessità con la proposta di programmi televisivi che non premano solo sulle tendenze voyeuristiche?
Alain de Benoist :: Il sociologo Jean Baudrillard diceva che non siamo noi a guardare la televisione, ma è la televisione a guardare noi. Questa espressione era utile per sottolineare il carattere passivo del telespettatore. Recentemente, tuttavia, si è vista apparire in televisione l’interattività, così come interviene già su Internet, nei videogiochi ecc. Il problema non si riduce dunque unicamente a una questione di passività. La cosa più preoccupante è la straordinaria omogeneità dei programmi. Ormai si possono prendere centinaia di canali televisivi, ma vi si trovano sempre più o meno le stesse cose. La pluralità, dunque, non comporta necessariamente la diversità. In fondo, il messaggio sottostante a tutti questi programmi è che noi viviamo nella migliore (o nella meno peggiore) delle società possibili. Non è mai stata suggerita la minima alternativa globale. D’altra parte, è evidente che le trasmissioni servono solo a fare da cornice ai messaggi pubblicitari, che sono la vera ragion d’essere di tutte le emittenti private. Anche la pubblicità ci impone un messaggio unico, all’occorrenza che la felicità risiede solo nel consumo, cioè nell’acquisto sempre più frenetico di una maggiore quantità di merci. Questo non significa, ovviamente, che non possa esistere alcuna emittente interessante. Possono essercene, di interessanti, e si possono anche vedere dei film di qualità, in televisione, ma questo uso selettivo della televisione implica uno spirito critico, che il suo uso intensivo tende a fare sparire nella maggior parte delle persone. Per questo il voyeurismo e l’esibizionismo prendono così spesso il sopravvento. Continue reading

Passaggi per il bosco 010 :: il programma

non volere è potere
(ri)conoscersi nell'altro da sé, nel luogo e financo nel ruolo
ipotizzare una volontà negativa e farne impero interiore
[cagliari | dal 28 luglio al 1 agosto]

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Passaggi per il bosco010 :: studio grafico

Da mercoledì 28 luglio a domenica 1 agosto, tra Cagliari e Quartucciu, si terrà la seconda edizione del festival di letteratura in musica Passaggi per il bosco a cura di Gruppo Opìfice.
[all'interno lo studio grafico di Mattia Piano - Dogon]

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Prologo di Savena :: il programma

Passaggi per il bosco :: Prologo di Savena giugno010 | a cura di Gruppo Opìfice
non volere è potere
(ri)conoscersi nell'altro da sé, nel luogo e financo nel ruolo
ipotizzare una volontà negativa e farne impero interiore

[all'interno i dettagli del programma]

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simone belfiori | manuale per oscurantisti e vecchi bacucchi

Ed è tempo finalmente di sostituire alla domanda kantiana
“come sono possibili giudizi sintetici a priori?”
un’altra domanda: perché è necessaria la fede in tali giudizi?
è tempo, cioè, di comprendere,che tali giudizi
debbono essere creduti veri allo scopo
di conservare gli esseri della nostra specie;
per cui naturalmente potrebbero essere anche falsi giudizi!
O, detto più chiaramente, duramente e definitivamente:
giudizi sintetici a priori non dovrebbero affatto “essere possibili”;
non ne abbiamo alcun diritto

Friedrich W. Nietzsche

A fare i ribelli non ci si guadagna, dicono. O si è esotici, o bastian-contrario, oppure oscurantisti, reazionari, retrogradi e – perché no? – anche vecchi bacucchi. Come in ogni epoca, la nuova generazione critica la precedente; man mano che si cresce si critica il mondo in cui si vive e i suoi modelli: era meglio quando si stava peggio, i treni arrivavano in orario e magari potevi anche lasciare la porta aperta di notte. Poi passa il tempo, e tutto si risolve, si “rinnova”, il ciclo si compie e come dicevano i Beatles in “Revolution”, non sai che andrà tutto a posto? Continue reading