Alain de Benoist | Réponses

Cos’è la metapolitica? Perché si è spezzato il legame sociale? Come rispondere alla logica del pensiero unico? E ancora: individualismo, sovranità popolare, indipendenza, democrazia liberale, decrescita, forma-capitale, ecologia tra modernità e postmodernità. Questi sono alcuni dei temi trattati in questo viaggio filmico alla scoperta del pensiero del filosofo francese Alain de Benoist.
Il progetto si divide in tre volumi, ciascuno dei quali costituisce un documentario autonomo.

volume 1 (FRA/ITA, 52min, 2017)
politica e metapolitica, identità, pensiero unico

volume 2 (FRA/ITA, 52 min, 2018)
democrazia, sovranità, indipendenza

volume 3 (in produzione)
ecologia, decrescita, forma-capitale

 

Alain de Benoist | Réponses

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ALAIN DE BENOIST – Réponses VOL. 1
(Fra/Ita, 52min, 2017)

–sommaire–

CHAPITRE 1 Politique et métapolitique

 

CHAPITRE 2 Lien social, hyperréalité, pensée unique

 

CHAPITRE 3 Identité

 

CHAPITRE 4 Individualisme

Fiorenza Licitra | L’estinzione della buona tavola: bande di inappetenti all’arrembaggio

Il divampare della polemica sulla nocività della carne – trattata o meno – è solo la punta d’iceberg del “vivere politicamente corretto”, i cui dettami stanno ammorbando ogni versante dello scibile umano. Il ventre della nostra cultura, la gastronomia, non fa eccezione. Così, a destra e a manca, si va diffondendo una sorta di “crociata in tavola”, che fa razzia delle beatitudini tutte: fritti e soffritti, pane e pasta, pesce e uova, carne e formaggi, dolci e alcolici.

Persino la Chiesa, un tempo, aveva trovato il modo di raggirare certi veti, approvando il consumo delle folaghe nei giorni di magro: erano, sì, uccelli, ma, bazzicando sulle acque aperte, potevano benissimo essere considerate alla stregua di “pesci volanti”. Più che un di peccato di gola, si trattò di una finezza per rendere onore alle creature.

Lo smantellamento della tradizione culinaria non è affatto iniziato con i vegani, i fruttariani, i sedicenti brethariani o i seguaci della paleodieta – queste bande di inappetenti sembrano esserlo più per sazietà che per fini spirituali – ma è cominciata la volta in cui un signore, o più verosimilmente una signora, pretese che nel suo piatto non vi fosse presenza alcuna né di aglio né di cipolla a guastarle il fiato. Ecco com’è stato servito l’inizio della fine. Continua a leggere

Fabio Secchi Frau | Le sedie di Dio

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Questo eccentrico lungometraggio sulle sedie, che segna il debutto sul grande schermo di un nuovo e innovativo regista francese, è in realtà una pellicola sulle rocambolesche avventure di un’equipe cinematografica alle prese con la propria vita e lo sviluppo del loro progetto audiovisivo. Con entusiasmo creativo, a tratti debordante, Jérôme Walter Gueguen crea comunque un’opera originale giocata sul contrasto fra il genere documentaristico, i film a soggetto, i mockumentary, le videoinstallazioni, una filosofia morettiana del lavoro del regista e i temi della filmografia di 
Elio Petri, in un continuo altalenarsi fra modernità e classicità. Il nucleo della storia è infatti puro metacinema: come il regista Fernand di Effetto notte (1973), anche Walter Gueguen tenta di realizzare un film – il suo ha come protagonista un ex operaio di una fallita fabbrica di sedie che vive l’angoscia della precarietà e della disoccupazione – facendo però fronte a tutti i problemi e le questioni riguardanti la definizione del soggetto, la sua messa in script, la produzione, il casting e la scelta di uno stile da seguire.

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Alain de Benoist | Heidegger critico di Nietzsche. Volontà di potenza e metafisica della soggettività

A partire dal 1936, Martin Heidegger si impegna nella lettura intensiva dell’opera di Nietzsche, opera alla quale, lo stesso anno, consacra un corso universitario di primaria importanza. Seguiranno altri scritti.[1] Il modo in cui Heidegger analizza e interpreta la filosofia di Nietzsche rappresenta una tappa determinante del proprio pensiero. Ma queste conclusioni appaiono a prima vista sconcertanti. Heidegger vede nel sommovimento nietzschiano la conseguenza remota del sommovimento platonico, poi cartesiano. Di Nietzsche afferma che è «tanto vicino a Descartes quanto all’essenziale», e arriva fino a definirlo come «il più sfrenato dei platonici». Come può arrivare a una simile diagnosi? È quello che cercheremo di esporre qui di seguito. Continua a leggere

Simone Olla | Elegia per la musa

Un film sans parole,
Un film en train de se faire.

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Camera : Xavier Tesson

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Camera : Xavier Tesson

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Camera : Xavier Tesson

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Camera : Xavier Tesson

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Camera : Dorian Hays

 

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Camera : Xavier Tesson

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Camera : Dorian Hays

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Camera : Jérôme Walter Gueguen

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Camera : Adrien Latapie

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Camera : Baquis Sulis

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Camera: Sébastien Dubor