Tag Archives: periferie
il tema sulla musica (ancora)
La funzione, gli scopi e gli usi della musica nella società contemporanea, davvero, peggio che gli UFO: rischierei di scriverle le solite scontatezze sulle suonerie dei cellulari nelle pubblicità di Mtv e le canzoni di sottofondo nei centri commerciali, la plastica alla radio e i vinili dei miei genitori, Brian Eno che cerca di dare dignità intellettuale alla musica-di-sottofondo, ma il concetto stesso di musica-di-sottofondo è spaventoso, mi creda: la musica non può essere un sottofondo, l’ambient è una faccenda troppo complicata per buttarlo nel pentolone dell’uso della musica nella società contemporanea, la musica nella società contemporanea fa vendere tanti di quei pantaloni che non ne abbiamo un’idea.
decimo cirenaica | aprendo quella porta
Aprendo quella porta chiusa da mesi ho ritrovato l’odore di vuoto del primo giorno: c’era Silvia con me, la luce staccata, le mattonelle troppo scure; dalla finestra che sarebbe diventata la mia finestra aperta sul cortile, abbiamo ascoltato il rumore di una pietra di fiume: il bambino si portava la pietra all’altezza del petto, con fatica, e poi la lasciava cadere con forza sulla bicicletta che stava sotto. Una due tre volte:
Perché?
Forse si sente tradito mi ha risposto lei.
Il bambino tradito dalla bicicletta avrebbe avuto un nome e una voce durante il trasloco: ci seguiva fin dentro casa senza chiedere permesso, sedeva sullo scannixeddu, le ginocchia nere di terra, e guardava Silvia aprire un altro scatolo di libri. Danilo, il bambino tradito dalla bicicletta, aspettava le attenzioni di mia madre in forma di dono o di parola; poi se ne andava. Continue reading
racconti di periferie09 :: bologna | roma | cagliari

All'interno i racconti che Casa Lettrice Malicuvata ha selezionato per le letture pubbliche che si terranno il 21, 22 e 23 gennaio 2010 a Bologna, Roma e Cagliari.
Prendi in mano quella chitarra
Visto che i musicisti (e i matematici) si trovano bene con le strutture chiuse, di solito si ragiona per ottava: dal do al do successivo, otto note. Si chiama anche scala di do maggiore, ne avrete sentito parlare. Tutti tasti bianchi. Si parla di ottava anche per lo spazio che separa il re dal re successivo (re maggiore), ma in questo caso c’è pure qualche tasto nero: in effetti, diesis e bemolle servono per riprodurre su altri tasti la rilassante facilità delle sette note messe al punto giusto.

