Visto che i musicisti (e i matematici) si trovano bene con le strutture chiuse, di solito si ragiona per ottava: dal do al do successivo, otto note. Si chiama anche scala di do maggiore, ne avrete sentito parlare. Tutti tasti bianchi. Si parla di ottava anche per lo spazio che separa il re dal re successivo (re maggiore), ma in questo caso c’è pure qualche tasto nero: in effetti, diesis e bemolle servono per riprodurre su altri tasti la rilassante facilità delle sette note messe al punto giusto.
Prendi in mano quella chitarra
Reply