Il giorno dopo la caduta del fascismo e quel 25 luglio che decise le sorti del nostro paese, si avviava in America una vicenda laterale alla nostra e tuttavia a questa strettamente legata. Il 26 luglio 1943 il governo degli Stati Uniti, in guerra con l’Italia, proclamava traditore della patria un poeta nato nell’Idaho (il 30 ottobre del 1885), ma consegnato all’Europa dal 1909. Già celebre negli ambienti letterari europei ed americani, il poeta, che si chiamava Ezra Pound, viveva sin dagli anni Venti a Rapallo. Di lì a due anni l’accusa di tradimento avrebbe condotto l’autore dei Cantos alla detenzione nella gabbia di Pisa e più tardi alla dichiarazione di infermità mentale, emessa dalla corte di Washington dopo un processo non celebrato. Continue reading
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dario falconi | io sono ancora vivo
Beijing, 23, 04, 2011 | 00:50
Riprendo.
Mi riprendo.
Questo luogo di parola muta.
Cambia, si rinnova.
Parola muta e visione sorda, frastornante come muta di cani, cieca, abba(gl)iante come questo cielo di pietra pechinese attraverso il quale s’intravede una impenetrabilità che disegna abissi oceanici e una muta, appunto,
per sprofondarvicisi. Continue reading
roberto zavaglia | inquietudini egiziane
Il più grottesco, nell’esprimere l’imbarazzo delle classi dirigenti occidentali rispetto alla situazione in Egitto, è stato Tony Blair che ha invocato un “cambiamento stabile”. L’inedito ossimoro equivale all’auspicio gattopardesco che cambi tutto affinché nulla cambi, fatto proprio dalla maggior parte dei commentatori. Dopo i primi giorni in cui i media hanno obbedito al riflesso condizionato di simpatia per ogni rivolta “in nome della libertà”, adesso sono i dubbi e le preoccupazioni a prevalere. Attenzione, si ripete, questa non è una delle tante rivoluzioni colorate con le quali si può spensieratamente solidarizzare: all’orizzonte si intravedono gravi pericoli per l’Occidente. Continue reading
m. badiale – m. bontempelli | un tramonto pericoloso
Il decennio segnato in Italia dall’egemonia politica di Berlusconi sta per concludersi con il tramonto del grottesco cesarismo berlusconiano. Eventuali successi di qualche iniziativa dello stesso Berlusconi volta a ricostituire la sua maggioranza di governo, non potranno impedire il suo tramonto, di cui, al massimo, saranno rallentati i tempi.
Una forza politica antisistemica come Alternativa deve ovviamente interrogarsi sulle prospettive che così si aprono. Questa riflessione è iniziata con gli interventi di Giulietto Chiesa e Fabrizio Tringali, che questo nostro intervento intende proseguire ed approfondire. Continue reading
Il Club Bilderberg: un’introduzione
In oltre cinquanta anni di convegni non è stato mai consentito alla stampa di assistere, non sono state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni dei partecipanti, né è stata resa pubblica un’agenda di un convegno Bilderberg. I leader del “Gruppo Bilderberg” sostengono che questa discrezione è necessaria per permettere a quanti partecipano ai dibattiti di parlare liberamente, senza che le proprie dichiarazioni siano registrate o riportate pubblicamente. Altrimenti, affermano i membri del Bilderberg, sarebbero costretti a parlare nel linguaggio di un comunicato stampa. Senza dubbio, questa discrezione consente al “Gruppo Bilderberg” di deliberare più liberamente, ma in questo modo non si risponde alla domanda fondamentale: di che cosa parlano, in questi convegni, le persone più potenti del mondo?
Siamo, tutti, sospesi a un filo
Un terremoto, in quanto tale, non ammette discussioni. Però penso che la gente farebbe bene a fidarsi di più del proprio istinto e meno della tecnica e dei suoi guru. La gente d’Abruzzo aveva sentito, intuito, che in quei "flussi sismici", dichiarati nella norma, c’era qualcosa che non andava.
carlo miccio | calcio e potere
Autore: Simon Kuper
Titolo: Calcio e Potere
Edizioni: ISBN, Milano 2008
Pagine: 328
Finalmente tradotto in Italiano, questo libro pubblicato a metà degli anni ’90 in Inghilterra (Football against the enemy,ed. Phoenix) rappresenta oramai nei paesi di lingua anglosassone un classico per comprendere gli stretti rapporti tra calcio e politica in quest’epoca di calcio globale.
Se un difetto possiamo trovare nell’edizione italiana è quello di aver atteso dodici anni per pubblicarlo, così che oggi il volume può apparire un po’ datato. Per rimediare, ISBN ha incluso in questa edizione due nuovi capitoli, uno dedicato a Jihad e calcio globale, e l’altro esplicitamente intitolato Berlusconi. Continue reading
La funzione dell’arte
Ci siamo io e Domenico Grenci seduti uno di fronte all’altro, e poi una scrittrice, che Morfeo ci concede quando la discussione fra me e il Grenci non trova sbocchi: «Andy Warhol – suggerisce la scrittrice – ha voluto ridicolizzare l’arte grafica, renderla seriale, commerciale quasi; ha preteso che la pittura scendesse dal piedistallo elitario in cui era costretta dai critici di professione. Con la musica e il cinema accade il contrario: Warhol sottrae le sue produzioni dal meccanismo del consumo di massa, rendendo le sua produzioni praticamente inaccessibili.»