maria luisa ardizzone | il “traditore” pound

Il giorno dopo la caduta del fascismo e quel 25 luglio che decise le sorti del nostro paese, si avviava in America una vicenda laterale alla nostra e tuttavia a questa strettamente legata. Il 26 luglio 1943 il governo degli Stati Uniti, in guerra con l’Italia, proclamava traditore della patria un poeta nato nell’Idaho (il 30 ottobre del 1885), ma consegnato all’Europa dal 1909. Già celebre negli ambienti letterari europei ed americani, il poeta, che si chiamava Ezra Pound, viveva sin dagli anni Venti a Rapallo. Di lì a due anni l’accusa di tradimento avrebbe condotto l’autore dei Cantos alla detenzione nella gabbia di Pisa e più tardi alla dichiarazione di infermità mentale, emessa dalla corte di Washington dopo un processo non celebrato. Continue reading

Elogio dell’ascolto profondo

Occorre dirlo apertis verbis: qualunque cieca immedesimazione, foss’anche nella bontà, nella giustizia o nella bellezza orizzontali, darà inevitabilmente la stura a guai di ogni genere. Il saggio sa che è indispensabile fondarsi sull’Insegnamento perenne, il quale invita a non identificarsi, a resistere, a restare liberi come la vita stessa; ciò non equivale ad abbassarsi alla pusillanimità di quelli che rifiutano le responsabilità che lo svadharma (il dharma soggettivo) esige.

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