Le dichiarate tematiche dell’eroismo e della droga si perdono per strada, non riescono a venire rese in una maniera significativa.
Il personaggio che si supporrebbe debba veicolare l’eroicità appare invece un incosciente, un folle, per cui si ha la conseguente impressione di indecisione, sia tematica che di registro.
La dipendenza dall’adrenalina, che dovrebbe costituire il terreno comune per la metafora della droga, parte bene, ma in seguito scema, per venire ripresa in maniera del tutto didascalica, con palpabile attrito tonale, al termine.
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I sedicenti vincitori
Nei giorni scorsi l'opinione pubblica ha espressamente criticato non solo l'uccisione di Saddam Hussein, ma anche il sedicente tribunale che lo ha mandato al patibolo. Alcuni intellettuali, compreso il filosofo torinese Gianni Vattimo, hanno parlato di “giustizia dei vincitori”.
La sinistra ripensi Norimberga
L'esigenza di equità che motiva coloro che, almeno in buona fede, non si rattristano troppo della fine di Saddam, dovrebbe spingere a riflettere più a fondo sulle ragioni della «giustizia dei vincitori».
L’esecuzione di Saddam: la lunga ombra dell’impiccato
Con l’esecuzione, sembra all'alba di oggi, di Saddam Hussein, gli Stati Uniti hanno raggiunto alcuni obiettivi di tipo deterrente. Risultati, che piacciano o meno, vanno comunque presi in considerazione.
La forca democratica
L’Iraq che si dibatte nel suo nuovo medioevo democratico non è più uno Stato, ma solamente un immenso campo di battaglia infarcito di auto bomba, di eserciti occupanti, di morte e devastazione. La democrazia in Iraq parla il linguaggio dell’egoarca e conta a livello di centinaia i morti ammazzati nelle strade ogni giorno.
Saddam Hussein e la “giustizia dei vincitori”
Gli Stati uniti hanno allestito un processo contro Saddam Hussein che radicalizza la logica della stigmatizzazione e della vendetta retributiva. L'anomia giuridica, il vuoto di potere legittimo e lo scatenamento della violenza provocati dalla guerra sono tali che la condanna a morte dell'ex-dittatore iracheno si riduce ad un uso propagandistico della giustizia.
Suum cuique tribuere
Quel che rimane sullo sfondo di questa vicenda è che ad oggi esiste un Bene assoluto che agendo in ragione della propria autosufficienza, calpesta qualunque ostacolo trovi sulla sua strada. Esiste un’altra via? Se esiste ci verrà dipinta come Il Male, se non dovesse esistere ci toccherà sognarla.