carlo palizzi | orfani di padre

gabbanelliAutore: Michele Gabbanelli
Titolo: Orfani di padre
Edizioni: PeQuod, Ancona 2007
Pagine: 154

Gli orfani di padre del libro di Gabbanelli sono coscienti della loro condizione; e non sono disperati. Ognuno di questi orfani ha una storia, ogni storia ha i suo personaggi e la loro funzione è quella di escludersi, diventare elementi di scena, non-protagonisti. Capita di perdersi nei salti temporali e nella costruzione del narrato, l’autore esige attenzione – e tornare indietro per recuperare un nome qualunque fa parte del gioco, è una regola non scritta. Continue reading

decimo cirenaica | i morti in guerra

Sergio Romano, in un recente articolo apparso sul Corriere della Sera, ha affermato: “Non sono antifascista perché la guerra contro i morti mi sembra un esercizio inutile.” E vaglielo a dire agli antifa militanti che v’è necessità di uno sforzo creativo… Il fascismo è la cura di tutti i mali: fascista – e tutte le derivazioni, quelle sì, fantasiose – corre in soccorso ad un limite di immaginazione: piegati ad uno stato quotidiano di dipendenza dal virtuale, i paladini della cittadinanza democratica si fanno difensori di un morto – la partecipazione democratica – contro il pericolo di un altro morto – il fascismo.
I fascisti? Su Marte! Continue reading

Quanta scena per niente

Il bambino si afferra un polso con l'altra mano e ci gioca come fosse un elastico. Poi si lancia sulla tovaglia e comincia a rotolare, ridendo.
Qualche istante dopo sono tutti seduti che si passano le cose da mangiare. Anna mangia poco come sempre. Stefano si attacca alla bottiglia: Mario ha stappato una di quelle buone, dietro ne ha altre tre, le imbottiglia un suo amico contadino. Giorgio mangia solo se imboccato. Sua madre compie il gesto con disinvoltura, come se stesse mettendo lo zucchero nel caffè. Parlano del più e del meno, soprattutto di vacanze.

Continue reading

Preambolo T: perch

E insomma, avevo poche ferie e dovevo scegliere tra andare per l’undicesimo anno a Borca o per la prima volta in Sardegna. A un festival di letteratura. In mezzo a un bosco. Organizzato da un amico che si chiama Simone pure lui, però con la maiuscola, tra l’altro io e Simone ci siamo conosciuti a Bologna parlando di una radio, pensa te le coincidenze, e allora ho deciso di venire a Passaggi per il Bosco, con l’Enrica, invece di andare a Borca. Vediamo come va.

Continue reading

una gigantesca moneta da cento lire

Il sonno dei pittori è descritto da Salvador Dalì nel suo libro 50 segreti magici per dipingere. Si tratta in effetti del Segreto numero 3: il cosiddetto “dormicchiare con una chiave”. Per dormicchiare con una chiave servono una chiave, una poltrona e un piatto fondo. Il pittore si mette comodo sulla poltrona con le braccia a penzoloni. Stringe la chiave nella mano che userà per dipingere. Sotto quella mano c’è il piatto fondo.

Continue reading

Prendi in mano quella chitarra

Visto che i musicisti (e i matematici) si trovano bene con le strutture chiuse, di solito si ragiona per ottava: dal do al do successivo, otto note. Si chiama anche scala di do maggiore, ne avrete sentito parlare. Tutti tasti bianchi. Si parla di ottava anche per lo spazio che separa il re dal re successivo (re maggiore), ma in questo caso c’è pure qualche tasto nero: in effetti, diesis e bemolle servono per riprodurre su altri tasti la rilassante facilità delle sette note messe al punto giusto.

Continue reading

Passaggi per il bosco09 :: Il progetto


Continue reading

Libri Musiche Periferie

Passaggi per il bosco :: festival di lettere in musiche da periferia

Gruppo Opìfice, Pino Cabras, Gianluca Morozzi, Vanni Santoni, Luigi Cojazzi, Gianfranco Franchi, Simone Rossi, Paolo Mascheri,  Carlo Palizzi, Gianluca Liguori, Gustavo Pratt, Andrea Coffami, Elio Turno Arthemalle, Francesca Casula, Roberta Ragona, Aventino Loi, Enrica Camporesi, Erwin de Greef, Piergiorgio Pulisci, Decimo Cirenaica, Gianni Zanata, Angelo Zabaglio, Fabio Medda, Nicola Cossu, Paolo Maccioni, Michele Ledda, Mattia Piano, Luca Congia.
CA|18-26luglio2009 Continue reading

barbara gozzi | metti una sera a Bologna

Metti un sabato sera, in via Saragozza a Bologna, alla ‘Zammù’ che definirlo locale è riduttivo (caffetteria, libreria, spazio incontri, vineria, pub).
Metti una persona appassionata, aperta, curiosa e disponibile verso ogni forma d’arte e cultura come Simone Olla (già tra i fondatori del Centro Studi Opifice, un progetto nato nel 2002 a Cagliari ancora intensamente attivo sul territorio nazionale con una mission chiara e trasparente) che attraverso l’associazione Casa lettrice Malicuvata ha organizzato a partire da Ottobre 2008 una rassegna letteraria intensa, ricca di autori, libri, progetti e confronti proprio allo Zammù.
Metti un operatore editoriale e culturale come Marco Nardini.
Ma soprattutto.
Metti un giovane autore, creativo, letterato poliedrico, controverso quanto indipendente che a Bologna viene a raccontarsi.
L’occasione, dunque, dà la possibilità di presentarlo. Continue reading

old holden, oh oh

Questo è l’incipit: “Apro gli occhi, ed ecco, sono sveglio. Mi sa che è maledettamente presto, la notte è ancora nel pieno. E’ così buio che riesco a malapena a vedere la mia maledetta mano davanti alla faccia”. Vi piace? Chissenefrega. Provate a chiedervi se piace a Salinger. “E’ come nel romanzo originale – ha raccontato Mister California al Guardian – il protagonista parte e se ne va. Ma questa volta non scappa da scuola: scappa da un ospizio a New York. Come nel romanzo originale, Mr C vaga per la città: si guarda intorno, si guarda dentro ed esamina il suo passato”.

Continue reading