franco cardini | europa 2011: che fare?

Europa, aprile 2011. Le elezioni finlandesi potrebbero essere la pietra tombale sull’Unione Europea. La maggioranza dei finnici non vuol sapere di portare una parte del peso che dovrebbe servir a dar una mano a quei terroni dei portoghesi. Figurarsi che cosa si pensa, nel paese di Aalto e di Sibelius, di quegli altri terroni degli spagnoli, dei greci, degli italiani, anch’essi in difficoltà. Frattanto irlandesi, islandesi e svedesi danno a loro volta sfogo al loro malumore. I tedeschi, dal canto loro, mandano a dire di non aver alcuna voglia di accollarsi una parte del peso e dei costi per i tunisini che arrivano in Italia: e ricordano, poco generosamente ma molto realisticamente, che quando furono sommersi dai kosovari dovettero cavarsela da soli. Non si parli dei francesi: Sarkozy fa la voce grossa con l’Italia e arriva a bloccare i treni di Ventimiglia un po’ perché questo è in effetti quel che pensa, un po’ perché è seccato di essersi lasciato scappar l’occasione di gestire da Parigi la crisi dell’ex-colonia tunisina (mentre è riuscito a meraviglia a bloccare la protesta algerina, soffocata difatti senza che nessuno in Europa osi parlarne), un po’ perché è tallonato da vicino e ormai di fatto nelle mani di madame Le Pen, czarina del Front National e molto più in gamba come politica di suo padre. Dire che la Le Pen è un’euroscettica sarebbe un maldestro eufemismo: ormai, siamo ben al di là. Ma anche Sarkozy è euroscettico, e la maggioranza dei francesi lo è. Continue reading