claudio ughetto | lettera a d.

gorzAutore: Andrè Gorz
Titolo: Lettera a D. – Storia di un amore
Edizioni: Sellerio, Palermo 2008
Pagine: 88

È stato attraverso Diorama Letterario e i libri di Alain De Benoist che sono venuto a conoscenza del pensiero di André Gorz, il filosofo francese suicidatosi con la moglie all’età di 84 anni lo scorso settembre. Il numero di Diorama in questione è di 10 anni fa (Lavoro e questione sociale)[1], mentre il libro è Comunità e Decrescita[2], nel quale De Benoist cita Gorz a proposito dell’“ideologia del lavoro”, considerata da entrambi “un’invenzione della modernità (che) appare in effetti solo con il capitalismo manifatturiero”. Al momento ho pensato che qualcuno avrebbe potuto trovare curiosa l’assonanza di vedute tra quello che stupidamente in troppi continuano a considerare un intellettuale di destra e colui che, subito dopo il suicidio, è stato definito dal presidente Sarkozy “grande figura intellettuale della sinistra francese europea”[3].  Di là delle facili classificazioni, degli schematismi che tanto piacciono ai poliziotti del pensiero e ai pigri di mente che preferiscono basarsi sui pettegolezzi, su voci e sentiti riguardanti presunte frequentazioni e amicizie anziché aprire i libri e leggerli, è chiaro che le persone intelligenti sanno bene che le idee non appartengono a nessuno. Le idee si evolvono in base all’analisi della realtà e talvolta riescono persino a modificare i comportamenti di persone e gruppi che possono essere indifferentemente di destra o di sinistra, o addirittura permettere di infischiarsene di tale barbara dicotomia. Continue reading

giuseppe giaccio | niente da fare – vietato uscire

Quando, nel 1934, pubblicò Journal d’un homme trompé, Pierre Drieu La Rochelle aveva da poco superato la fatidica soglia degli “anta”. Aveva, infatti, quarantuno anni, un’età in cui si può anche provare a fare un primo, provvisorio bilancio della propria vita – una vita che aveva, del resto, imboccato la dirittura finale: gli restavano solo undici anni prima di “aderire, finalmente, alle cose”. Continue reading

simone olla | icone d’oggi

Autore: Michel Maffesoli
Titolo: Icone d’oggi
Edizioni: Sellerio, Palermo 2009
Pagine: 235

Lo specifico del mito, afferma Michel Maffesoli, è saper cogliere la vita nella sua totalità: esso è parte dell’inconscio collettivo. Il mito è origine, è verità detta dai poeti (Gusdorf); il mito non è sorto dal popolo, ma al contrario ha creato per primo il popolo (Walter F. Otto).  «Un mito creato dall’uomo, o perfino un mito autentico di cui l’uomo si impadronisca per fini strumentali, cioè per fini, in ultima analisi, utilitaristici, non può mai agire veramente, poiché non manifesta più la volontà stessa dell’Essere, ma si limita a tradurre la volontà soggettiva di chi ne fa uso.» (Alain de Benoist)
Se il mito – narrazione oggettiva – si realizza in assenza di tempo, l’icona – nonostante la medesima capacità del mito di creare isterie collettive o adesioni tribali – è uno specchio del quotidiano: è qui; è ora. Continue reading