gruppo opìfice | non volere è potere

non volere è potereUna raccolta di testi sulla condizione dell’uomo nella postmodernità, un flusso di immagini e meditazioni, una prova d’artefice o solamente un dubbio.

scritti Eduardo Zarelli, Davide Gianetti, Alessandra Pigliaru, Simone Olla, Claudio Ughetto, Giovanni Curreli, Kain Malcovich, Simone Belfiori, Stefano di Ludovico, Alain de Benoist, Simone Rossi, Fabrizio Bolognesi.
progetto grafico Mattia Piano
copertina Kain Malcovich
anno 2010

formato: 13×19
pagine: 104
euro: 6 | esaurito

Disponibile solo in pdf su issuu

mail : redazioneopifice@gmail.com

simone belfiori | frank zappa

Autore: Barry Miles
Titolo: Frank Zappa
Edizioni: Kowalski Editore, Milano 2006
Pagine: 592

Frank Zappa era davvero un uomo absolutely free, come Barry Miles del New York Times lascia intendere dal titolo della sua biografia? A leggere le righe di questo libro, viene fuori un Ni. Che era un genio l’ho dapprima sospettato, quando il suo nome evocava in me soltanto l’immagine di un uomo baffuto che suonava la chitarra, e come lo facesse per me era tutto da scoprire. E poi l’ho scoperto. E dire che mi stava anche un po’antipatico, perché mi dissero che aveva parlato male dei Beatles. Continue reading

simone belfiori | buenos aires troppo tardi

Autore: Paolo Maccioni
Titolo: Buenos Aires troppo tardi
Edizione: Arkadia, Cagliari 2010
Pagine: 232

Che non ci fosse solo l’Argentina del tango e di tutto ciò che di esotico ci ammalia mediaticamente da decenni lo sapevo già, per fortuna. Però c’è anche quella, come mi ha ricordato Paolo Maccioni durante la presentazione del suo “Buenos Aires troppo tardi”. Perché esiste sicuramente una bella Argentina, la cui capitale ne è paradigma, fatta di musica e passione, non solo quella della carne e non solo per modo di dire. La passione nei luoghi e nella storia, nelle sue vie e nelle sue mura. Tutto questo per stemperare l’umore plumbeo in cui ci si immerge quando si racconta di un paese dal passato duro. C’è un qualcosa per cui scopriamo una realtà sempre troppo tardi. Così è l’Argentina, e così sono tante argentine ovunque nel mondo. Un po’ per poca curiosità, un po’ perché va così e non può essere altrimenti forse. Troppo tardi per conoscere le vicende di storie politiche travagliate, di dolori patiti da popoli e comunità, se non attraverso la cronaca, se e quando c’è beninteso, ed al sensazionalismo che invece non manca mai. Continue reading

caramelle dagli sconosciuti: paolo maccioni

gruppo opìfice
presenta

caramelle dagli sconosciuti – una rassegna molto molto brillante
in collaborazione con dogon review – cucumeo – casa lettrice malicuvata

lunedì 7 febbraio 2011 h. 21.00
hancock // viale trieste 24, cagliari Continue reading

simone belfiori | manuale per oscurantisti e vecchi bacucchi

Ed è tempo finalmente di sostituire alla domanda kantiana
“come sono possibili giudizi sintetici a priori?”
un’altra domanda: perché è necessaria la fede in tali giudizi?
è tempo, cioè, di comprendere,che tali giudizi
debbono essere creduti veri allo scopo
di conservare gli esseri della nostra specie;
per cui naturalmente potrebbero essere anche falsi giudizi!
O, detto più chiaramente, duramente e definitivamente:
giudizi sintetici a priori non dovrebbero affatto “essere possibili”;
non ne abbiamo alcun diritto

Friedrich W. Nietzsche

A fare i ribelli non ci si guadagna, dicono. O si è esotici, o bastian-contrario, oppure oscurantisti, reazionari, retrogradi e – perché no? – anche vecchi bacucchi. Come in ogni epoca, la nuova generazione critica la precedente; man mano che si cresce si critica il mondo in cui si vive e i suoi modelli: era meglio quando si stava peggio, i treni arrivavano in orario e magari potevi anche lasciare la porta aperta di notte. Poi passa il tempo, e tutto si risolve, si “rinnova”, il ciclo si compie e come dicevano i Beatles in “Revolution”, non sai che andrà tutto a posto? Continue reading

Elezioni sarde tra tifosi e moralizzatori

Durante la campagna elettorale, mai come ora un culto del capo e del personaggio: tutti con gli slogan, la locandina “Meglio Soru” in automobile o come avatar sul forum o nei social networks, le bandierine in mano a bambine di 5 anni, e famiglie distinte dai papà con la maglietta a righe che al comizio di Cappellacci gli fanno da guardia bianca spintonando gli studenti “comunisti” che manifestano contro il decreto Gelmini.

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Alla musica ci pensa X-Factor

Nel mondo dell’immagine, si sa, niente immagine equivale a niente esistenza. In un epoca in cui non si vendono più dischi (o se ne vendono sempre meno) e i “cantanti” guadagnano sempre di più da partecipazioni, eventi mediatici, pubblicità e sponsors piuttosto che dai prodotti discografici, apparire è l’unica strada per diventare non principalmente cantanti, ma “figure” musicali pronte al consumo.

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Eivind Aarset – Light Extracts

Ho conosciuto Eivind Aarset all'European Jazz Expo tenutosi alla fiera campionaria di Cagliari nel novembre 2004. Nella rassegna internazionale, il nome di questo sconosciuto chitarrista norvegese spiccava come novità, assieme agli altri musicisti della scena scandinava.

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Buone notizie

Per esempio lo spot del governo sulle droghe, puro terrorismo mediatico. Un cortometraggio volto a banalizzare una questione complessa, discutibile dal punto di vista scientifico, moralista nei propositi, foriero di terrore nei colori, nel montaggio e nel messaggio. Semplificare, ridurre, distrarre e spaventare. Per ottenere consensi.

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