simone rossi | 28 grammi dopo

Autore: Iacopo Barison
Titolo: 28 grammi dopo
Edizioni: Voras, Alfonsine (RA) 2010
Pagine: 144

“Ho finito le sigarette. Nel senso… questa che ho fumato era l’ultima. Non è che ne avreste una da darmi?”.
Le passo una Camel con nove milligrammi di catrame, otto di condensato e mezzo di nicotina.
“Grazie”.
“Non mi devi ringraziare”.
“Perché?”.
“Ho appena incrementato la possibilità che ti venga un tumore ai polmoni”. Continue reading

gruppo opìfice | non volere è potere

non volere è potereUna raccolta di testi sulla condizione dell’uomo nella postmodernità, un flusso di immagini e meditazioni, una prova d’artefice o solamente un dubbio.

scritti Eduardo Zarelli, Davide Gianetti, Alessandra Pigliaru, Simone Olla, Claudio Ughetto, Giovanni Curreli, Kain Malcovich, Simone Belfiori, Stefano di Ludovico, Alain de Benoist, Simone Rossi, Fabrizio Bolognesi.
progetto grafico Mattia Piano
copertina Kain Malcovich
anno 2010

formato: 13×19
pagine: 104
euro: 6 | esaurito

Disponibile solo in pdf su issuu

mail : redazioneopifice@gmail.com

simone rossi | ma quelle poche le prendo tutte

Non so cosa mi faccia piangere. Una volta ero lì che guardavo Bugs Bunny e una tartarughina si è presa una mazzata in testa con una clava e mi sono venuti i brividi. I documentari dove i leoni sbranano le gazzelle: nemmeno quelli riesco a guardarli. Credo che per piangere mi basti una storia triste, anche solo Via col vento. L’avrò visto 15 volte quel film: c’è dentro tanta di quella libertà perduta che fa quasi male.
Se fossi un personaggio dei cartoni animati che personaggio sarei? Ma che domanda è? Non so, direi Bip Bip: è un grande Bip Bip, sa già dove scapperà ancora prima che il coso, il coyote, inizi a inseguirlo. Continue reading

Passaggi per il bosco 2012 | Jouer la comédie – Cagliari

carlo palizzi e simone rossi | bolero costretto

Scena
Palizzi è in piedi davanti a un leggìo di ferro nero. Sul leggìo c’è un quaderno illuminato da un abat-jour pieghevole, uno di quegli oggettini di plastica a pile che si usano per leggere a letto. Seduto per terra, alla sua destra, praticamente ai suoi piedi, Lubitch sta a gambe incrociate dietro la chitarra. Davanti ha lo xylofono e l’ukulele e i cartelli tutto il resto, una candela enorme e chissà che altro. Continue reading

Passaggi per il bosco 2011 | programma

Esiste il fine sociale?
Dal virtuale al reale per condividere un segno e trasformarlo di reciprocità.
Dalla rete al luogo per condividere le forme del fine sociale.

Passaggi per il bosco
festival di narrazioni a cura di Gruppo Opìfice
edizione terza

cagliari – aritzo
23 – 28 agosto 2011 Continue reading

luned

dopo firenze, bologna e verona, il circus delire di casa lettrice malicuvata allestirà il tendone in casteddu, all'hancock di viale trieste, lunedì 7 marzo a partire dalle ore 21. verranno letti alcuni racconti tratti dai primi due libri di malicuvata: Racconti di periferie (2010) e Attraverso passaggi – annuario (2011).
all'interno tutti i dettagli.

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simone rossi | altri sono solo delle uova

Questa cameriera sembra uscita da un film di Polanski, non trovi? Ha un bel grembiule, mi piace. No, grazie, ho smesso, ma tu fuma pure, l’odore mi piace ancora.
Quando piove a New York è come in quella battuta di Taxi Driver, Un giorno verrà giù una pioggia come si deve e laverà via tutto lo schifo da queste strade. Solo che non succede mai: piove, e basta. Tutto acquista questo aspetto lucido, brillante, come se fosse stato appena verniciato, ma non è che ti senti più pulito, quando piove. Comunque mi piace la pioggia. La uso spesso come immagine, è bello quello che succede alla gente quando piove, è come se stessero sempre a urlare Emergenza!, non riescono mai a controllarla, in un certo senso è rassicurante. C’è da dire che non porto mai ombrelli, mi sento un cretino con un ombrello in mano. Continue reading

[la ristampa di] Racconti di periferie

In tutte le edicole di Fratta Terme la ristampa di Racconti di periferie, il primo libro di casa lettrice malicuvata.

Racconti di periferie è il progetto letterario di Gruppo Opìfice legato al festival di lettere Passaggi per il bosco, svoltosi a Cagliari nel 2009. Abbandono, Oblio, Deserto. Tutto da farsi per poi ritornare, passare al bosco attraverso racconti di periferie (abbandonate e desertiche).

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