claudio ughetto | un passaggio per il bosco

Il 24 giugno l’antropologo Massimo Ilardi si è preso un’intera pagina del quotidiano per elogiare il ribelle scritto con la r minuscola, eppure inequivocabilmente affine al Ribelle jungeriano, terza ma non meno importante figura insieme all’Operaio e all’Anarca. Il titolo dello scritto, Ribelle è bello. La destra lo ha capito, la sinistra no, non l’avrà deciso l’autore, ma ben riassume la sua convinzione finale, secondo cui “bisognerebbe domandarsi perché la sinistra è incapace di creare un suo immaginario. E senza immaginario, lo sanno tutti, non si fa politica vincente”. Mi verrebbe da chiedergli se davvero è convinto che basti riferirsi al Clint Eastwood di Challagan, ai film di Peckinpah e magari a John Milius (insomma a ciò che la sinistra ha recuperato negli anni 90 dopo averlo sputtanato nei 70), oppure ai trentenni maneschi, anticonsumisti (e un tantino masochisti) di Fight Club per avere, o ri-creare, un immaginario. Io non ne sono convinto, soprattutto dopo avere seguito, sebbene in ritardo, l’evoluzione di quello che era detto gramscismo di destra e auspicava nell’utilizzo della cultura, quella popolare compresa, la creazione di un immaginario differente per la costruzione di una nuova politica. Ma è anche vero che Ilardi non vuole questo. Da quello che  scrive mi sembra d’intuire che per lui il ribelle è una figura dell’immaginario, colui che “insegue la libertà al presente”, e la libertà “è materiale o non è. Il ribelle non fa rivoluzioni la cui efficacia si potrà misurare in un futuro più o meno lontano, ma rivolte che valgono di per se stesse e sono legate a una causa e una situazione contingente”. Egli ha “un rapporto diretto con la libertà contro il pensiero unico, i luoghi comuni, l’uguaglianza universale e astratta slegata da ogni elemento concreto e appiattita sull’identico, gli apparati di potere le cui fondamenta affondano sulla pretesa di possedere la rappresentanza di una società che esiste più”. Continue reading

Incursioni 2009

Una buona notizia per tutti gli appassionati di metapolitica: “Incursioni”, ottimo semestrale pubblicato dal Centro Studi Meridie, è giunto al suo quarto anno di vita.
La rivista è diretta da Giovanni Nicois (direttore responsabile) e Fabio Pagano (direttore editoriale), giovane studioso di filosofia politica. Caporedattore ne è Danilo Massa. Il comitato di redazione è composto da Ernesto Rao Limata, Francesco Fabio, Giustiniano Matteucig, Simone Olla, Fabio Lucidi Balestrieri, Giangiacomo Vale, Gianluca Capone. Ogni fascicolo, circa cento pagine, si sviluppa intorno a un focus, seguono rubriche varie (colloqui, temi, letture, profili, eccetera). Continue reading