Durante la campagna elettorale, mai come ora un culto del capo e del personaggio: tutti con gli slogan, la locandina “Meglio Soru” in automobile o come avatar sul forum o nei social networks, le bandierine in mano a bambine di 5 anni, e famiglie distinte dai papà con la maglietta a righe che al comizio di Cappellacci gli fanno da guardia bianca spintonando gli studenti “comunisti” che manifestano contro il decreto Gelmini.
Elezioni sarde tra tifosi e moralizzatori
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