f. william engdah | agri-business

agribusinessAutore: F. William Engdahl
Titolo: Agri-business. I Semi della Distruzione
Edizioni: Arianna, Bologna 2010
pagine: 376

Introduzione
«Deteniamo circa il 50% della ricchezza mondiale, ma abbiamo solo il 6,3% della popolazione globale. Questa disparità la si nota particolarmente, se ci confrontiamo con l’Asia. In questa situazione, non possiamo evitare di diventare oggetto di invidia e di risentimento. Il nostro vero obiettivo, nel prossimo futuro, deve essere quello di lasciare intatto questo rapporto e di mantenere inalterata tale disparità con il resto del mondo, senza correre pericoli per la nostra sicurezza nazionale. A tale scopo, dobbiamo abbandonare ogni sentimentalismo e ogni posizione utopica e concentrarci unicamente sui nostri concreti interessi nazionali, in qualunque parte del mondo si trovino. Dobbiamo capire che non possiamo permetterci il lusso dell’altruismo e della beneficenza mondiale». Continue reading

La fine della sovranit

Trovarsi in guerra senza nemmeno sapere perché. Questo ormai tocca in sorte a milioni di persone, milioni di telespettatori che prima assistevano ai salamelecchi pro Gheddafi e ora vedono le immagini dell’attacco militare occidentale, poi vedranno una guerra ancora più grande e catastrofica. Era un’altra musica nell’ottobre 2008, quando Giulio Andreotti, Nicola Latorre, Vittorio Sgarbi, Beppe Pisanu, erano al cospetto del Colonnello con la loro brava fascia verde e il cappello bipartisan in mano, grati per il fresco impegno libico che salvava la banca Unicredit dal disastro innescato dagli scricchiolii finanziari dell’Impero in crisi. La spola di politici italiani per Tripoli era continuata per anni, sotto l’occhio benevolo di Re Bunga Bunga. Ma ora hanno tutti votato per la guerra. Perché?

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Palestinan paper

Pur seguendo con una certa attenzione la questione, ammettiamo di non avere compreso se i cosiddetti colloqui di pace israelo-palestinesi siano, attualmente, in corso, se attraversino una delle tante fasi di “sospensione” o se abbiano subito un’interruzione “definitiva”. Laddove con tale  definizione si intende un’apparente rottura, fino a che Washington convince le parti a riprendere la commedia. L’ultimo negoziato di pace di cui ci ricordiamo, in era Obama, era quello annunciato dal segretario di Stato Usa con grande sicurezza. “Risolveremo entro un anno la questione palestinese”, aveva detto la Clinton. Dopo le strette di mano di rito, non c’è stato invece alcun progresso, al punto che è difficile rintracciare notizie sulla “trattativa”.

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noam chomsky | la minaccia iraniana, o la minaccia americana?

La grave minaccia dell’Iran è largamente riconosciuta come la crisi di politica estera più seria cui deve far fronte l’amministrazione Obama. Il Congresso ha appena rafforzato le sanzioni contro l’Iran, con penali ancor più severe contro le società estere. Continue reading