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Novità
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Novità
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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mercoledì 21 luglio 2010 |
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Tornavo che erano già un paio di giorni da Torino, in tasca avevo I cani là fuori, di Gianni Tetti, e mi portavano a vedere un concerto segreto, uno di quelli che non sai dove ti ritrovi, ed io mi son ritrovato su una terrazza a Viterbo ad ascoltare Dente, una terrazza che dominava tutta la cittadina, manco fossi Gavroche quando passeggia sui tetti. |
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Passavamo sulla terra leggeri |
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Novità
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Scritto da Giovanni Curreli
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mercoledì 14 luglio 2010 |
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30 Giugno 1409. Qua i custodi del tempo hanno preferito interrompere la storia che si è tramandata fino ai giorni nostri, il giorno in cui i Sardi hanno perso la propria libertà. Il giorno della battaglia di Sanluri in cui diciassettemila fanti Sardi, duemila cavalieri francesi e mille balestrieri genovesi si ritrovarono sotto il comando di Guglielmo III di Narbona-Bas, giudice del giudicato di Arborea, ultimo regno libero di Sardegna, a combattere contro l’esercito di Aragona, esercito meglio equipaggiato ed addestrato alla guerra e dunque vittorioso sull’ esercito Sardo in quel luogo che ancora oggi viene chiamato su Bruncu de sa batalla (il colle della battaglia).
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Novità
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Scritto da Stefano Serafini
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giovedì 03 giugno 2010 |
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Piero Pagliani è una figura insolita di filosofo matematico, analista politico, credente protestante e scalatore di montagne. Nonostante sia uno dei più brillanti esperti mondiali di algebre della logica applicate all’interpretazione di informazioni incomplete, abbia insegnato in diverse università in giro per il globo, e lavorato come senior consultant per importanti multinazionali, ama definirsi “metalmeccanico in mobilità”. |
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La corsa alla green economy |
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Novità
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Scritto da Lorenzo Mari
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mercoledì 26 maggio 2010 |
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Trainata dagli investimenti nel campo delle fonti energetiche rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomassa), certamente più redditizie del petrolio o dell’uranio, i cui mercati sono ampiamente drogati, la green economy completa la sua corsa – evocata dal titolo del brillante reportage del giornalista Antonio Cianciullo e del ricercatore Gianni Silvestrini per Edizioni Ambiente (2010) – con altri importanti passi: la riduzione delle emissioni di CO2 come forma di investimento, gli incentivi nel settore I&R, lo sviluppo di una responsabilità sociale d’impresa che non è paravento né contentino, ma parte integrante della mission aziendale, le molteplici “riconversioni verdi”… |
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Scritto da Patrizia Sergio
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mercoledì 19 maggio 2010 |
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Attraverso le coordinate cartesiane, riporta su di un grafico immaginario che coincide con la coscienza di sé, le proprie percezioni, nel tentativo di dare una forma razionale ad esperienze che fuggono, scivolano tra le dita, e che sanciscono la caducità dell’esistere umano. |
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Novità
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Scritto da Erwin de Greef
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mercoledì 12 maggio 2010 |
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Divisa in sei sezioni, con introduzione di Elena Franchetti e prefazione di Marinella Pozzi, la silloge è fatta di una scrittura autentica giocata su tante linee di confine, chiaroscuri in stabile equilibrio tra quotidiano e memoria, giorno e notte, veglia e sonno, finito e infinito, Uomo e Dio, reale e fantastico. |
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Scritto da Lorenzo Mari
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lunedì 10 maggio 2010 |
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Benché l’opera di Alborghetti si collochi a distanze siderali dalla poetica di Ceronetti – Fabio Pusterla, nella sua ottima prefazione, cita, con perizia, una linea riconoscibile di poesia civile, di inclinazione narrativa e di asciuttezza formale: Giovanni Giudici, Elio Pagliarani, Giampiero Neri e Tiziano Rossi (sull’ultimo, tuttavia, grava la stessa incertezza che si avverte nell’osservazione di Pusterla) – dal punto di vista ideologico, il registro si incastra perfettamente nelle parole sapienti e acuminate del grande torinese. |
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Scritto da Simone Olla
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mercoledì 28 aprile 2010 |
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L'abbandono ha l'odore dei piedi quando puzzano. (cit.) L'oblio invece non ha odore. Il deserto ha due tette così e non sono le gobbe del cammello: Angie e Mister Buonanotte sono distesi sullo stesso pavimento duro; staccati ma ancora vicini, ancora per poco. Caro Lubitch, a me è successa in campeggio una cosa così, una cosa simile: il cielo era d'agosto e il mare sbatteva lento sui sassi come quello ionico, ma dopo esserci lavati i denti siamo entrati in due tende diverse: lui ha dormito con un biondiccio di cui non ricordava nemmeno il nome e il mattino dopo è ripartito per Cagliari senza di me; io, prima di addormentarmi, ho mandato un messaggio a Carlo con il telefonino: non mi sentivo sporca, semplicemente staccata. |
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Scritto da Davide Gianetti
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giovedì 22 aprile 2010 |
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Privo di una morale consolatoria, troppo facile per Schmidt, “Specchi neri” elargisce a piene mani il suo miele (o fiele, dipende dai punti di vista) esistenziale, intriso di ateismo morale - che richiama l’essere umano a un sussulto di dignità consistente nell’accettazione di quell’amor fati che però è anche libertà di trascendere i limiti predeterminati – di pessimismo cosmico a forti tinte gnostiche, di amarezza per il destino dell’uomo che quotidianamente, incessantemente, degrada se stesso a creatura informe e provvisoria. |
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Scritto da Lorenzo Mari
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mercoledì 14 aprile 2010 |
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Non è la nota comica che importa, in questi racconti – spesso, soltanto bozzetti – satirici; le perle da cercare in questo piccolo, affascinante libretto possono essere benissimo altre, dal fascino della biografia e delle opere di un anarchico boemo assai attento al crinale sul quale anche il più convinto degli anarchici si trasforma in un bieco affarista, fino allo straniamento di una serie di “Curiosità dal mondo degli animali” che la dicono lunga, invece sul mondo degli umani. |
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Scritto da Simone Olla
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mercoledì 07 aprile 2010 |
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È l'istinto a guidare il cane, nel gioco-lavoro come nell'amore: «Sono trascinati da una passione cieca e senza ragioni che li fa amare disperatamente un loro consimile e poi li lascia tramortiti, soddisfatti e ignari, felici di riprendere la loro vita quotidiana. I cani non soffrono per amore, nemmeno per quello materno. Il loro senso di perdita è riferito al padrone, all'essere umano, a cui sentono, per istinto, non per ragione, di appartenere.» |
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Scritto da Francesco Lamendola
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mercoledì 24 marzo 2010 |
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Sono sogni ad occhi aperti, emozioni, stati d’animo squisitamente tratteggiati con sensibilità tutta femminile e con quel ritroso, esigente senso di riserbo e di pudore, proprio di chi intuisce che il mistero della vita è una trama sottile di sogni, più fragile di una ragnatela, e che qualunque tentativo di circoscriverlo, definirlo o analizzarlo equivarrebbe a distruggerlo per sempre. |
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Scritto da Giuseppe Giaccio
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domenica 14 marzo 2010 |
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I giovani che, negli anni Settanta del secolo scorso, si accostarono alla politica sentendosi attratti dal suo versante destro – per ragioni che spesso non erano chiare neppure a loro e che, giudicate a posteriori, sulla scorta di una maturità faticosamente acquisita, appaiono magari risibili, pur avendo segnato, nel bene e nel male, intere esistenze – e che avevano qualche pretesa intellettuale, non accontentandosi di parole d’ordine, volantinaggi e attacchinaggi, si imbatterono, prima o poi, in due scritti di Adriano Romualdi molto famosi nell’“ambiente”, come allora si diceva, nel primo dei quali, La destra e la crisi del nazionalismo, non si esitava a denunciare, senza giri di parole, che «accenti, slogans, simboli e motivi di questa destra sono ormai qualcosa di superato, spesso di patetico e talvolta di ridicolo» |
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Scritto da Giovanni Curreli
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martedì 09 marzo 2010 |
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Uno dei temi presenti ne I cani là fuori di Gianni Tetti (Neo. edizioni) è la mancanza di scelta: la maggior parte dei protagonisti, infatti, si ritrova travolto dal contesto, preda delle circostanze e incapace di essere artefice del proprio destino, rimanendo così vittima di una spirale di eventi che vanno via via peggiorando irreversibilmente la situazione. |
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I racconti del pesce che piange e che ride |
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Scritto da Alfio Génitron
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martedì 02 marzo 2010 |
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Oliviero Malaspina si nasconde, gioca con la lingua, racconta solitudini e ossessioni, provincia e città. Il riso che L'estate del Cerruti ci regala è di sale amaro; Clotilde Regina è dolce amore al termine della notte; il mago Zot cura quelli come noi, «con ragantele di sogni a soffocare il cervello e costellazioni di illusioni a craparci il cuore.» |
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Novità
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Scritto da Erwin de Greef
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martedì 02 febbraio 2010 |
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In mezzo a questa narrazione, senza dialoghi, fatta per immagini, addirittura fotogrammi, che si inseguono e si susseguono come i tanti sentieri delle vite che si incrociano, la storia trova il suo zenit in un mattino di novembre: “Era un giorno perfetto, di nitido confine tra un tempo scaduto e uno sconosciuto”. Nella tempesta che prepara la neve dell’alta montagna, a quota duemilatrecento metri, c’è lo scontro finale tra il re dei camosci e il bracconiere, due anime solitarie, opposte e pure tanto simili.
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