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Quando verrai
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
martedì 22 dicembre 2009

È prima di tutto la storia di una condizione sociale marginale e difficile, di una bambina orfana di padre che vive con la madre in una roulotte e che scopre, grazie anche ad una serie di incontri molto importanti, di avere uno strano e difficile dono: vedere la morte delle persone. Le basta toccare appena qualcuno e le immagini degli ultimi istanti della vita di questa persona le si materializzano davanti.

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Lo sposalizio del tempo
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Scritto da Erwin de Greef   
lunedì 21 dicembre 2009

Siamo – noi lettori – di fronte a un’espressione dell’Uomo consapevole, matura, definitiva. L’Io narrante viaggia nelle molte dimensioni dell’Es, costruendo figure retoriche vissute attraverso il medium di una Parola fortemente simbolica. Il Poeta tende a cristallizzare le immagini nel tentativo ben riuscito di fermare nella Memoria i frammenti del quotidiano. Ecco: “talvolta / nella solitudine / davanti a me viene a sedere / una donna di sabbia / che le onde del tempo / non hanno / consumato”.

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Il Sexto
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Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 16 dicembre 2009

Il Sexto - romanzo moderno e attuale scritto nel 1961, per la prima volta pubblicato in lingua italiana, con la traduzione di Angelo Morino - come «la replica d’un blocco di loculi del vecchio cimitero di Lima», è diviso in tre piani. Al primo vagabondi e «pacchettari», al secondo stupratori, truffatori, ladri occasionali e omicidi, al terzo i detenuti politici, divisi tra comunisti e apreisti.

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Mostri per le masse
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Scritto da Enrico Pietrangeli   
martedì 15 dicembre 2009

C’è qualcuno che ha premura di recapitare un video raccapricciante e poco credibile, mentre vengono evocate anche più colte dicotomie zaratustriane annoverando, tra le altre, le irrinunciabile location di Veio, Nemi e le esoteriche vallate boschive adiacenti. Inferno apodittico più che apocalittico, nonostante le tinte di conclamato orrore, a vincere è un’irrefutabile perdizione che si personifica nel protagonista, in una sorta di monologo sviluppato sul conflitto interiore e che attraversa la trama nel contesto più tradizionale del noir.

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Non dire madre
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Scritto da Alessandra Pigliaru   
lunedì 14 dicembre 2009

Così il termine madre che risuona così potente nel monito del titolo, è una ricerca costante di quella circolarità temporale prepotentemente spazzata via dal caso. L’ineluttabilità del destino di queste anime semplici che interrogano se stesse, si scontra col ghigno dell’imprevisto. Non dire madre ma ascoltarlo dal ventre, con la crudeltà dell’istinto e la consapevolezza della carne e con gli occhi rivolti all’accadere. Dora Albanese ci racconta quello che significa sguardo femminile, parlare in lingua materna, come accoglienza e ascolto dell’alterità (che non necessita certo di capacità riproduttiva). Un amore nudo e senza orpelli, una scrittura sferzante che sfrega fin dentro le ossa e spalanca la carne, senza infingimenti e soprattutto contro un certa anacronistica adesione di pulchrum et bonum.

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La Folie Baudelaire
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Scritto da Emilia Musumeci   
domenica 13 dicembre 2009

Queste pagine, espressamente incentrate su Baudelaire, sono intervallate da altre quattro parti (Ingres il monomaniaco; Visite a Madame Azur; Il labile sentimento della Modernità; La violenza dell’infanzia) dove la presenza dell’autore delle Fleurs du mal si fa impalpabile, per dare posto all’arte; tuttavia, la sua ombra, o meglio, il suo sguardo spietato e tenero allo stesso tempo, ci accompagna nella descrizione di ogni quadro, di ogni dettaglio o sfumatura, come se Baudelaire avesse dato anche al lettore un furtivo appuntamento segreto in uno dei padiglioni del Salon de 1846, o delle gallerie del Louvre. Qui incontriamo, innanzitutto, il classicismo sensuale di Ingres con il suo Giove maestoso supplicato da una Teti conturbante (vero scandalo «erotico, cromatico, teologico» p. 116) e la Baigneuse Valpinçon poi inserita nel Bagno turco, dove il groviglio dei corpi nudi di donne, fu visto dai contemporanei come una scabrosa esaltazione della bellezza femminile da parte di Ingres.

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Mogli e concubine
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Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 02 dicembre 2009

Su Tong raccontando con stile asciutto, controllato ed elegante questa storia, incastonata in una Cina pre-rivoluzionaria, dai costumi medievali e tradizionali, consegna al lettore una figura di donna dal volto eroico e sacrificale di indubbio fascino.

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Vedi Cuba e poi muori
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Scritto da Erwn de Greef   
mercoledì 25 novembre 2009

L’Avana è la città della fame, dell’illegalità, dei contrabbandi, del sesso a pagamento. E questa vetrina di esseri umani negati alla legge è comunque l’isola della felicità, degli amori clandestini, delle fortune che si fanno e che si perdono, dei colori e degli odori, delle sbronze di rum, della musica caraibica e dei sigari Montecristo e Partagás.

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Tre Io
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Scritto da Grigi Bolero   
martedì 24 novembre 2009

Fuga e salvezza sono componenti caratterizzanti della narrazione: il trio protagonista del romanzo di Mario Rossi muove in direzione ignota, e il mezzo d’evasione – alcol o trip – amplifica la necessità del fuori che, se per Dante assume i contorni del disprezzo, per Sandra/Giulia diviene ricerca di sé, ritrovo. Quanto ad Andrea, fuga e salvezza sono fatti di carne da piegare e possedere: «Voglio vivere come dico io. E andassero affanculo mio padre, la fabbrica, la cassa integrazione. Se crolla tutto me ne vado in Germania o in Svizzera, che ci vuole. Io stasera voglio solo spassarmela.»

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Tecniche di basso livello
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Scritto da Antonio Tirelli   
mercoledì 18 novembre 2009

Non è un romanzo e non è un racconto: eppure sono presenti dei protagonisti, le cui esistenze non ci è concesso di vedere in un dispiegarsi lineare di avvenimenti. In realtà, avvenimenti non sembrano esserci, per cui quel che è dato di osservare è una serie di frammenti, come se l’esistenza di questi protagonisti fosse un vaso rotto di cui si possano osservare soltanto i cocci; un vaso impossibile da ricomporre e del quale non sarà mai possibile decifrare la forma originaria.

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Incantati dalla rete
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Scritto da Alberto Giovanni Biuso   
giovedì 12 novembre 2009

La cibernetica era nata anche per oltrepassare i dualismi e coniugare più strettamente intelligenza e fisicità, cultura e natura. Rimangono, quindi, più fedeli al suo programma i tentativi di superare il dualismo fra l’uomo e la macchina, fra il corpo biologico e gli enti artificiali coi quali fin dall’inizio gli esseri umani hanno ampliato le possibilità dei loro corpi. Nell’ambito dell’intelligenza artificiale, si moltiplicano, infatti, le metafore biologiche, si progettano dei biocomputer capaci di assembleare componenti elettroniche e cellule nervose, si ritiene del tutto insufficiente una caratterizzazione topologica del corpo che ne limiti i confini allo strato dell’epidermide e si ripropone – piuttosto – l’idea di Gregory Bateson del soggetto come un’unità di mente e corpo aperta senza posa sull’ambiente.

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Biondo 901
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Scritto da Fabrizio Bolognesi   
martedì 10 novembre 2009

Quattro io narranti rivisitano la vicenda sotto diversi punti di vista: Giordano, parrucchiere sognante, uomo d'altri tempi, che si innamora forse della persona sbagliata; Letvania, oggetto del suo desiderio, giovane Ucraina, arrivata in Italia per sposare il boss locale in seguito ad accordi malavitosi; la guardia del corpo del boss, curioso ibrido di spietatezza e filosofia spicciola; Fabio B, l'amico di Giordano, dispensatore di pillole di saggezza provincial-popolare.
La scrittura è veloce, ora nervosa ora suadente per dare tregua al lettore. I ritmi sono quelli del cinema e la struttura a scatole cinesi richiama evidentemente le opere recenti di Innarritu.

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Per una sinistra reazionaria
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Scritto da Giuseppe Giaccio   
giovedì 05 novembre 2009

Un lettore particolarmente severo e/o umorale potrebbe facilmente stroncare il libro, che si presenta formalmente come un costume di Arlecchino i cui vari pezzi sono cuciti con ago e filo di qualità talvolta non eccelsa, ovvero come un collage di citazioni tenute insieme in modo non sempre convincente, cosicché non poche pagine risultano essere stiracchiate, stentate. Lo stesso autore è, del resto, pienamente consapevole dei limiti del suo lavoro, e lo dice chiaramente, quasi prevedendo e anticipando le critiche che gli sono poi state da alcune parti effettivamente rivolte. Scrive infatti: «In fondo, non sono né un teorico, né uno storico; pensare la politica o il suo al di là non è il mio mestiere. Di solito racconto storie».

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L’Aleph
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Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 04 novembre 2009

L’Aleph, intrecciato col gusto della parodia, dell’inverso, della metafora e del simbolo, nella sua oscura geografia è meccanismo complesso di temi universali, legati all’unicità del destino che ogni uomo - microcosmo e anche «simbolico specchio dell’universo» - deve compiere al di fuori del tempo perché «tutto esiste infinite volte». Così questo è un libro di congetture, di discussione letteraria, di pura speculazione, una sorta di scandalo della ragione.

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Monteverde
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Scritto da Decimo Cirenaica   
venerdì 30 ottobre 2009

L'analisi in narrazione che Gianfranco Franchi esegue del tempo e dei luoghi che vive ci permette di sistemare la sua raccolta di racconti all'interno di un confine sociale, quindi politico: le cinque sezioni in cui l'autore ha ordinato il libro – Casa, Lavoro, Donne, Musica, La Roma – forniscono una sintesi adeguata di quella che è la vita di un trentenne oggi – comprensiva di sogni, recriminazioni, frustrazioni.
«Io vedo simboli e significati in tutto. Sono un giocattolo giocato da mani sempre nuove, e tutto è un mio giocattolo. Forse anche la morte.»

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Nora Daren. Il corpo, il suo supplizio
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Scritto da Enrico Pietrangeli   
giovedì 29 ottobre 2009

Libro, dunque, ermetico e persino sinistro, nondimeno mistico ed intriso del sangue del martirio, del vivere versato nella coppa dell’oblio, quella del pittore Vincent Daren, dove “la realtà plasma, devia, cambia” la ricerca della “Vera Arte”. L’“idioma cromatico” che ritorna al caos, alla sua origine. Lui è un artista divenuto cieco che non indugia ad evocare Baudelaire esortando ad “ubriacare l’anima” per tornare alla “Vera Forma”, ma resta ossessionato dai ricordi, imbrigliato in una lotta col sentimentalismo per affermare un’ostinata volontà di annichilimento del reale.

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Utopsia
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Scritto da Marco Mazzucchelli   
mercoledì 28 ottobre 2009

È solo sul finale che le nubi si diradano e arriva uno spiraglio. Tutto questo turbinio si placa e si addolcisce un poco. E anche l’autore qui sembra fermarsi a riflettere. Sembriamo tutti di fronte al compromesso per eccellenza dell’uomo. E anche colui che qualche pagina prima ha scritto “Respiro, fuori dall’acqua, perché il cielo è troppo grande e il mare, no, il mare no: non mi basta” viene intaccato dal dubbio.

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A New York si muore cantando
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Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 28 ottobre 2009

Al Lone Star Café, storico locale di New York, dove «almeno una volta, tutti quanti, dai Blues Brothers ai Rolling Stones, avevano suonato», un serial killer fa fuori uno sull’altro tre cantanti folk.

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I nomadi del mare
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Scritto da Davide Gianetti   
venerdì 23 ottobre 2009

Partendo da informazioni, studi e ricostruzioni effettuati sul campo dall’amico etnologo José Emperaire, a cui il libro è dedicato fin dal titolo, mutuato integralmente da un’omonima opera scientifica dello stesso Emperaire, edita da Gallimard nel 1955 e da allora mai più ristampata, Raspail narra l’epopea degli Alacaluf o Kaweskar (“Gli uomini”, nella loro lingua madre), arcipelago di tribù nomadi, di probabile origine mongola, che dopo un viaggio durato migliaia di anni, probabilmente dal Nord America alla Terra del Fuoco, escono dalle nebbie del paleolitico e incontrano la civiltà europea.

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Alle sett'albe
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Scritto da Antonio Tirelli   
mercoledì 21 ottobre 2009

Centamore è un autore che possiede colpi in canna; ha idee da tenere in considerazione e propone una raccolta di racconti godibili, talvolta leggeri talvolta più impegnativi, scritti con linguaggio scorrevole e non privi di humour. Dimostra di conoscere i maestri del genere e si serve intelligentemente del patrimonio da loro messo a disposizione.

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Piccolo manuale del perfetto avventuriero
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Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 14 ottobre 2009

“Con la sfacchinata degli uomini d’azione – ci rammenta Mac Orlan – i sedentari si procacciano un’infinità di piccole gioie, varie e delicate, che scaldano deliziosamente il banchetto della vita”. L’eroe della storia è il cavaliere di ventura, un individuo che influenzerà la fantasia del lettore tanto più la sua vita sarà misteriosa. Il suo gergo – forza della parola – dal  jobelin di F. Villon, al soudardant del capitano Lasphrise, ai neologismi dell’argot moderno contribuiranno ad accrescerne il mistero.

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Il libro nero del mondo
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Scritto da Carlo Palizzi   
lunedì 12 ottobre 2009

Questo primo romanzo di Gabriele Dadati è un romanzo di movimento: il lettore è chiamato a rallentare il corso degli eventi perché solo all'apparenza tutto fila liscio lungo la distesa di una pianura: «Per voi il significato è solo questo, e la mia funzione è di essere voce. Nessuno ha amore più grande, ripete nell'aria un santo che è morto cinque secoli fa.»

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Qualcuno ha morso il cane
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Scritto da Giuseppe Merico   
mercoledì 07 ottobre 2009

Antonio Veneziani e Riccardo Reim, assieme per un'antologia di racconti sul doppio e sulla doppiezza. Il libro si apre con un'intervista nella quale i due autori si interrogano a vicenda: cosa ne pensano della doppia vita e se questa sia una scelta o una necessità. Dalla curiosità degli autori nasce quindi questa raccolta di racconti.

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Tre Io
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Scritto da Marco Mazzucchelli   
mercoledì 30 settembre 2009

Tre Io sembra l’ennesimo personale grido di odio contro la società e chi ci circonda (e ci ruba l’aria), il cui gusto lo conoscono un po’ tutti quelli che non fanno parte di quel enorme gregge che si muove e sceglie in massa, forte e sfrontato nell’essere una moltitudine, arrogante nella fierezza di essere solo un numero e non un individuo pensante e cosciente. Ma la critica pagina per pagina si fa ferrata, ragionata, un assalto costante, le battute sarcastiche e il linguaggio ricercato si alternano sferrando attacchi contro tutto e tutti, e godono più di ogni altra cosa nel non venire capite, espressione ultima e massima, prova inconfutabile dell’accusa che stanno lanciando.

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Vite spericolate
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Scritto da Erwin de Greef   
martedì 29 settembre 2009

Giocato tra attualità e memoria, finzione e cronaca, l’ultima fatica narrativa di Patrick Fogli, Vite spericolate, prende le mosse dal funerale di Laura, la madre della protagonista, Caterina, appena morta di mesotelioma, una malattia incurabile causata dall’amianto.

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Ammazzarsi per sopravvivere
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Scritto da Daniele Barbieri   
mercoledì 23 settembre 2009

L’autobiografia scorre veloce fra sarcasmo, schifezze, rari momenti di solidarietà e piccole illegalità. Se nel suo peregrinare Iain incontra «qualche genere di attività criminale», laicamente (o qualunquisticamente…. fate voi) dovrà decidere se entrarci, «in parte in base a quel poco di coscienza che mi resta e in parte in base alla fattibilità del piano». Ogni tanto è preso da qualche sussulto alla Robin Hood (vero o presunto). Per esempio invitando a piratare la tv-cavo, teorizza la ribellione così: «Contrariamente a quanto le pubblicità vogliono far credere, rubare il segnale è un atto di disobbedienza civile di cui Martin Luther King e Mahatma Gandhi sarebbero andati orgogliosi».

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Al muro del tempo
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Scritto da Manuela Alessio   
mercoledì 23 settembre 2009

Con una certa dose di provocatorietà ma in modo come vedremo assolutamente fondato, si può dire che questo libro di Ernst Jünger rappresenta una critica radicale nei confronti dell’economicismo e dell’utilitarismo che hanno dominato tutto il Novecento e che continuano ad informare di sé la mentalità dominante nelle società avanzate. Certo, per poter sostenere una simile interpretazione occorre dar ragione di una serie di metafore presenti nel libro, in primis quella del gioco degli scacchi, dove una serie di mosse può essere prevista e calcolata, dopodiché "la partita entra nel campo dell’incalcolabile".

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Per il resto chiedete a Pennac
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Scritto da Aventino Loi   
giovedì 03 settembre 2009

Tutte le situazioni sembrano registrate in presa diretta con un’attenzione particolare all’esperienza  visiva. Talvolta colorata, altre volte in nero di seppia. Così immagino le scene della  vendemmia che l’autore tratteggia: un film in bianco e nero dalla pellicola consunta.

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Jack
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
giovedì 03 settembre 2009

La riservatissima A. M. Homes (praticamente nessuno conosce il suo vero nome) allontana qualsiasi etichetta quale autrice postmoderna o femminista e trova in questa accattivante storia il modo di raccontarci un’adolescenza della provincia americana che ancora non si scontra del tutto con il surreale cinismo dei suoi personaggi successivi, ma che ridefinisce comunque, con quel suo sguardo dissacrante e malinconico, il significato di famiglia.

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La carta del Carnaro e altri scritti su Fiume
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Scritto da Stenio Solinas   
mercoledì 02 settembre 2009

In un libro bellissimo, Le mie stagioni, Giovanni Comisso, che da giovane era arrivato a Fiume direttamente dalle trincee di una guerra finita e già diventata routine militare, riepilogherà, vent’anni dopo, alcune coordinate di quell’esperienza: «Godere dello spirito, credere nella propria individualità, essere certi che le macchine non accrescono il tempo, ma ogni attimo se profondamente vissuto è vasto come una vita, ridurre al minimo le nostre esigenze materiali, disprezzare il denaro, il lusso, generatori di stupidità». In una frase che ha l’andatura di un verso trova il modo di racchiudere il senso di un’avventura e un’esperienza: «Questa città era stupenda, la mia giovinezza era al massimo, l’estate declinava lentamente con tramonti sfolgoranti sul mare».

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Estensione del dominio della lotta
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Scritto da Davide Gianetti   
lunedì 24 agosto 2009

Trentenne programmatore informatico in una anonima cittadina,  il protagonista del romanzo conduce un’esistenza indifferente a tutto. L’amicizia, il lavoro, il sesso sono scanditi e vissuti in modo anodino, asettico, quasi fossero brandelli di non-vita eppure rigidamente compartimentali in un sistema ideologico imperniato su di un darwinismo sociale espanso agli aspetti più minuti del vivente. La lotta, anticamente per la mera sopravvivenza materiale, si è estesa a tutti i livelli dell’esistenza.

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Pervertimento del Cristianesimo
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Scritto da Stefano di Ludovico   
martedì 11 agosto 2009

La pubblicazione della Quodlibet rappresenta un ulteriore segno della rinascita dell’interesse attorno alla figura ed al pensiero di Illich, testimoniata dalla recente ripresa di pubblicazioni di suoi scritti, dopo che, chiusa la parentesi costituita dagli anni settanta e ottanta, quando le sue provocatorie ed originali posizioni circa i falsi miti della modernità avevano suscitato una vasta eco nonché accese polemiche anche nel nostro paese, il suo nome era caduto nel dimenticatoio e le sue opere, sebbene a suo tempo edite da case editrici di larga diffusione, finite tra quelle esaurite senza prospettiva alcuna di ripubblicazione.

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Ultimo parallelo
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Scritto da Simone Olla   
giovedì 25 giugno 2009

Sono gentlemen e marinai e uomini rudi che hanno qualcosa da dimenticare quelli del Pole Party: guardano l’obiettivo di una macchina fotografica, ma nella foto di gruppo non si rivedranno mai; giocano a pallone sulla barriera ghiacciata prima di levare alto il grido di conquista e partire con troppi cavalli e pochi pochissimi cani; conservano ricordi caldi intanto che il blizzard brucia in faccia e le gambe affondano e ci si perde nel bianco antartico, quello più estremo.

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Gesti indelebili
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
mercoledì 10 giugno 2009

Gesti indelebili è un’esperienza sensibile, non si muove solo il pensiero, accanto all’inchiostro scorrono sensazioni ruvide, in bilico ai bordi dell’ansia. Dodici storie dove la scrittrice scozzese cerca il suo personale linguaggio dell’amore, l’amore che non comunica, l’amore disperato, l’amore ossessivo, l’amore del rifiuto e quello dell’equilibrio.

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Monteverde
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Scritto da Carlo Gambescia   
martedì 02 giugno 2009

Attraverso l' alter ego, Guido Orsini - protagonista del romanzo - Franchi seziona il combattuto mondo, interiore ed esteriore, di un giovane aspirante scrittore, attraverso i topoi minimalisti (non è una critica) dei liceali e universitari anni Novanta: casa (quel gusto autodifensivo per i torpori della vita privata); lavoro (le solitarie disperazioni di giovani “biagizzati” e con il vizio delle "belle lettere"); donne (la complicata ricerca di sempre fragili ponti tra Apollo e Dioniso); musica (il fascino del rock, come presa decaffeinata del Palazzo d'Inverno); lo sport ( quella strabordante passione per il calcio e in particolare per “La Roma”, o altrimenti “La Magica”).

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Le onde
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Scritto da Gianfranco Franchi   
mercoledì 27 maggio 2009

“Le onde” è il il primo “tentativo letterario” di Cèline, per dirla con le parole della curatrice. Composto durante il suo ritorno in Francia dopo l’esperienza africana, è ambientato a bordo di una nave, nel 1917. Argomento, la varia umanità europea presente a bordo e la loro visione della prima guerra mondiale.

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Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente
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Scritto da Carlo Gambescia   
mercoledì 20 maggio 2009

Barbagli si propone soprattutto, se ci si passa l’espressione, di fare le bucce a quella che da oltre un secolo è la “Bibbia Sociologica” in argomento: Le suicide: étude de sociologie di Emile Durkheim.
In particolare Barbagli si propone di dimostrare l’infondatezza delle due principali tesi durkhemiane. Quali? Quella che con “l’avanzare della storia” il divieto di togliersi la vita sarebbe divenuto “sempre più rigido”. E quella che la riprovazione del suicidio sarebbe cresciuta grazie all’affermazione di una sacralità laica della persona umana, protetta dai poteri pubblici.

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Quando torna
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Scritto da Enrico Pietrangeli   
mercoledì 06 maggio 2009

Fernando e Rossana, così diversi culturalmente e prossimi nel sentire, probabilmente non avrebbero avuto altro da eternare se non quanto lo stesso destino aveva loro riservato. Destino che ricorre nel romanzo, tanto da assumere il ruolo portante di un invisibile demiurgo a cui nulla serve opporre resistenza. Un fato che, alla soglia della terza età, continua a riservare sorprese lasciando impresse le sue orme nella comune necessità di dare un senso alla vita.

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Ero purissima
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Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
giovedì 30 aprile 2009

Eleonora Danco ha la lingua arrabbiata della periferia dell’anima, di quei luoghi fatti di grumi di sogni scaduti, precipitati, impotenti ormai. Una lingua irruenta e caustica, proscenio della stessa scena, su cui camminano lenti i personaggi; un materiale mai avvitato su se stesso, ma piuttosto aperto e sensuale che ti si attacca di angoscia e malinconia e poi brucia: il vuoto e l’incomunicabilità.

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Il sogno della Nocilla
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Scritto da Antonio Tirelli   
mercoledì 29 aprile 2009

Minuscole storie che hanno come comune denominatore la strada statale US50 e un singolare albero adornato da decine e decine di paia di scarpe.
Per ogni chilometro di strada, una storia.
Per ogni paio di scarpe, una o più esistenze.

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Il mondo secondo Monsanto
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Scritto da Redazione   
giovedì 23 aprile 2009

Oggi, mentre in Europa sta finalmente nascendo un dibattito serio sulle conseguenze sociali, sanitarie e ambientali degli organismi geneticamente modificati, arriva in Italia con un tempismo perfetto la più aggiornata edizione de Il mondo secondo Monsanto, che negli altri paesi ha già venduto centinaia di migliaia di copie. Si tratta di una lettura fondamentale per la (ri)costruzione di un mondo a misura d’uomo, e non di multinazionale.

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Educazione siberiana
Archivio
Scritto da Claudio Ughetto   
mercoledì 22 aprile 2009

Gli Urka detestavano il denaro e rifuggivano sia l’uniformazione comunista che i feticci statunitensi. “Ma come mai vanno tutti in America dicendo che cercano la libertà?” si chiedeva nonno Kuzja, parlando col piccolo Nicolai. “I nostri antenati si sono rifugiati nel bosco, in Siberia, mica sono andati in America. E poi perché fuggire dal regime sovietico per finire in quello americano? Sarebbe come se un uccello scappato dalla gabbia andasse volontariamente a vivere in un’altra gabbia”.

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Incursioni
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Scritto da Carlo Gambescia   
mercoledì 22 aprile 2009

La rivista è diretta da Giovanni Nicois (direttore responsabile) e Fabio Pagano (direttore editoriale), giovane studioso di filosofia politica. Caporedattore ne è Danilo Massa. Il comitato di redazione è composto da Ernesto Rao Limata, Francesco Fabio, Giustiniano Matteucig, Simone Olla, Fabio Lucidi Balestrieri, Giangiacomo Vale, Gianluca Capone.

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Peril resto chiedete a Pennac
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Scritto da Giovanni Curreli   
mercoledì 15 aprile 2009

Dal vendemmiatore allo scaricatore, dal commesso in libreria al segretario didattico per finire coll’immancabile avventura dal “pollo d’allevamento” in un call center. È qui che il racconto tocca i temi più importanti. Per il resto poi, chiedete a Pennac.

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Cabaret Voltaire
Archivio
Scritto da Fiorenza Licitra   
mercoledì 08 aprile 2009

Al nostro vuoto semantico rispondono i sufi, i mistici musulmani medievali, che amano il loro unico Dio con la semplicità di chi crede, e con la sensualità, la dedizione e la dolcezza degli amanti fedeli.
Ai nostri bisogni commerciali, incontinenti e transeunti controbatte la necessità ancestrale, e imperitura, di quel popolo dalla dignità e l’onore saldi.

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Michelangelo. La grande ombra
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Scritto da Antonio Tirelli   
mercoledì 01 aprile 2009

Il viaggio che Tuena chiede ai suoi lettori di intraprendere parte da una sola domanda: perché Michelangelo, dopo aver abbandonato Firenze nel 1534, non vi ha più fatto ritorno?
Posto l’interrogativo, ci si immerge  in un flusso narrativo dinamico e non banale all’interno del quale, con un atto di umiltà letteraria, l’autore lascia che chi legge sia preso per mano dai protagonisti del libro.

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La destra in cammino
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Scritto da Giuseppe Giaccio   
lunedì 30 marzo 2009

La fine del Msi e la nascita di Alleanza nazionale, seguita dall’assorbimento di An nel Pdl, non hanno niente di sorprendente. La componente maggioritaria della destra italiana ha sempre nutrito la speranza, nemmeno troppo segreta, di essere accettata come attore politico alla pari con gli altri, di integrarsi pienamente nel sistema, malgrado i retorici proclami di rappresentarne l’alternativa.

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I frutti dimenticati
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Scritto da Teo Lorini   
martedì 24 marzo 2009

I frutti dimenticati si snoda tra i ricordi dell’infanzia paesana e le riflessioni sugli sbagli propri e altrui. Non è importante sapere la percentuale d’autobiografia delle vicende narrate: il romanzo ribolle d’una materia incandescente ma ancora troppo poco metabolizzata per non rischiare qualche slittamento nell’autoreferenzialità.

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René A. Schwaller De Lubicz
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Scritto da Stefano Serafini   
martedì 17 marzo 2009

René Schwaller de Lubicz fu senz’altro al contempo uomo e fenomeno di cultura novecentesca, all’incrocio di molteplici influssi disciplinari, preso nel gorgo di quella che in prospettiva può sembrare un’ansia nevrotica di consumo enciclopedico, sorvolante, velocizzato, di tutta la conoscenza.

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Canti
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Scritto da Enrico Pietrangeli   
martedì 17 marzo 2009

Una silloge che si avvale delle traduzioni di Vincenzo Belmonte, frutto di un’attenta ricerca e redatte con puntuali note per renderci al meglio l’originale gusto dei Kënka. Siamo nell’Ottocento, nel pieno delle vicende risorgimentali. Serembe ne è partecipe a tutti gli effetti, uno spirito trepidante e patriottico sia nei confronti dell’ospitante Italia che dell’antica madrepatria albanese.

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Aiutami
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Scritto da Giovanni Curreli   
mercoledì 11 marzo 2009

Dacché mondo è mondo, animali uccidono altri animali per cibarsi e, per quanto il veganismo offra una valida alternativa per la nostra onnivora catena alimentare, è difficile credere che tale prassi possa essere condivisa dall’intera umanità. Anche l’uomo per natura uccide altri animali per cibarsene, è intrinseco nella sua natura così come per tanti altri animali.

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