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Osservatorio
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Novità
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Scritto da Alain de Benoist
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martedì 07 febbraio 2012 |
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Al XX secolo sono state applicate parecchie caratterizzazioni: lo si è definito secolo dell’ingresso nell’era atomica, secolo della decolonizzazione, della liberazione sessuale, degli “estremi” (Eric Hobsbawm), della “passione del reale” (Alain Badiou), del trionfo della “metafisica della soggettività” (Heidegger), secolo della tecnoscienza, secolo della globalizzazione e via dicendo. Il XX secolo è certamente stato tutte queste cose. Ma è stato anche il secolo che ha visto l’apogeo della passione consumistica, della devastazione del pianeta e, per contraccolpo, della comparsa di una preoccupazione ecologica. |
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Appunti su indipendentismo e altro, oltre |
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Novità
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Scritto da decimo cirenaica
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martedì 24 gennaio 2012 |
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La politica sarda, oggi, è italiana nel momento in cui risponde alle indicazioni politiche – puntualmente eseguite – che arrivano da partiti italiani; quindi sempre. E questo può bastare a farci indipendentisti? Certo che sì: chiedere sovranità è immaginarla per prima cosa: una comunità, un popolo, altri popoli, altre comunità che dal basso cedono sovranità verso l’alto a un potere politico che riconoscono sovraordinato; e decidono loro – i popoli, le comunità – sia il come sia il quando sia eventualmente il perché di questa cessione di sovranità. Il pluriverso accoglie narrazioni di comunità di popoli, non di masse di individui. |
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La postmodernità liquida e le categorie politiche |
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Novità
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Scritto da Marco Tarchi e Michele de Feudis
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martedì 17 gennaio 2012 |
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La censura delle idee sgradite attraverso il silenzio ha raggiunto quasi lo stadio della perfezione, e internet non è un rimedio efficace, perché nel suo oceano sterminato tutto si disperde, se non ha il traino dei giornali, delle radio e delle televisioni che ne rilanciano i messaggi. Il controllo sull’immaginario collettivo che i governanti totalitari si sforzavano di ottenere mediante l’irreggimentazione e la repressione, oggi viene garantito dal potere seduttivo del consumismo e degli apparati comunicativi. Lo spirito del tempo detta i suoi modelli, che le classi dirigenti - intellettuali mediatizzati in testa - si incaricano di portare ad affermazione. |
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Novità
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Scritto da Arianna editrice
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mercoledì 21 dicembre 2011 |
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Ogni anno il 21 dicembre le popolazioni pagane - custodi di una visione cosmoteandrica ed emanazionistica della natura - celebravano, ognuna seguendo le proprie particolari tradizioni, il solstizio d'inverno, simbolo di morte e resurrezione. Questa ricorrenza rituale ha da sempre avuto una importanza determinante per le culture sacrali perché rappresenta la fine e l'inizio di un nuovo ciclo in cui il Sole impersonifica la forza invitta, cioè la forza che vince l'oscurità. Infatti, durante questo periodo dell'anno, il Sole dà l'impressione di morire gettando l'umanità nelle tenebre per poi invece rinascere e così facendo donando agli uomini energie rigeneranti. |
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Massmediale e spirale dell'odio |
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Novità
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Scritto da Franco Cardini
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lunedì 19 dicembre 2011 |
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Ho buoni rapporti con al redazione fiorentina de “La Repubblica”: sono sempre molto gentili, m'intervistano spesso. È vero che nemo propheta in patria, ma in fondo l'aver scritto, parlato e insegnato per lunghi decenni nella mia città ha pur voluto dir qualcosa. Ma lassù, nei quartieri alti della Direzione Megagalattica del Quotidiano dei Cittadini Laici, Democratici & Intelligenti, ci dev'essere qualcuno che non mi ama. È vero: anche da lì, talvolta, partono al mio indirizzo segnali benevoli; qualche amico ce l'ho. Ma in genere non si sprecano. Di recente, la Laterza ha pubblicato un mio libro di quasi ottocento pagine, Il Turco a Vienna, dedicato all'assedio ottomano del 1683 alla capitale del Sacro Romano Impero e che mi è costato almeno cinque anni di duro lavoro e di ricerche in mezza Europa. |
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Novità
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Scritto da Franco Berardi Bifo
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lunedì 12 dicembre 2011 |
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L'accelerazione della produttività nell'ambito della produzione industriale equivale a intensificare il ritmo della macchina, in modo che i lavoratori si vedono obbligati ad agire con più rapidità durante la manipolazione dei materiali e durante la produzione di oggetti fisici. Quando l'attrezzo principale della produzione incomincia a essere la macchina linguistica e la principale forza produttiva è il lavoro cognitivo, allora l'accelerazione entra in un'altra fase, in un'altra dimensione. |
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Archivio
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Scritto da Enrico Piovesana
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sabato 12 novembre 2011 |
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Il bombardamento speculativo, l'ultimatum di Draghi e Trichet, l'invasione delle truppe in doppio petto di Bce e Fmi che occupano i ministeri e l'imposizione di un governo-fantoccio. |
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Archivio
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Scritto da Stefano di Ludovico
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martedì 11 ottobre 2011 |
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Uno dei tratti caratterizzanti il mondo contemporaneo, i costumi e gli stili di vita dell’uomo dei nostri tempi, rispetto a quelli delle epoche del passato è senza dubbio costituito dal fenomeno del “turismo”, ovvero la consuetudine di abbandonare, durante il tempo libero, il luogo di residenza abituale per viaggiare o spostarsi in altri posti per riposo o svago. Può sembrare, questa, una costatazione a prima vista banale e scontata, tale da non meritare attenzione o approfondimento particolari: un po’ perché il turismo, da un lato, è ormai entrato a far parte così prepotentemente delle nostre abitudini di vita che, anche volendo, quasi con difficoltà riusciamo ad individuarlo e delinearlo quale “fenomeno” a se stante della nostra generale e quotidiana esistenza; un po’ perché, dall’altro, tale fenomeno viene comunemente associato, quale sua inevitabile conseguenza, all’avvento della società del “benessere”, che contraddistingue l’età contemporanea, e quindi, in generale, visto come espressione di un “bisogno”. |
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Archivio
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Scritto da Franciscu Sedda
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lunedì 10 ottobre 2011 |
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Il tema del riconoscimento – che è stato al centro di uno dei dibattiti chiave del pensiero politico contemporaneo, che ha visto confrontarsi a metà degli anni '90 due dei maggiori pensatori sulla scena internazionale, Jürgen Habermas e Charles Taylor (Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento, Feltrinelli, 1998) – ha infatti in Sardegna delle declinazioni tutte peculiari. |
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L'avvento dell'uomo digitale |
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Archivio
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Scritto da Alain de Benoist
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lunedì 03 ottobre 2011 |
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Nessun regime politico ha cambiato la vita degli uomini tanto quanto le grandi innovazioni tecnologiche. Si pensi all'automobile, all'aereo, alla pillola contraccettiva, alla televisione. Il principio fondamentale della tecnica, diceva Friedrich Georg Junger (il fratello di Ernst Junger), è il principio di fattibilità: nel momento stesso in cui qualcosa è tecnicamente possibile, quel qualcosa sarà realizzato, lo si voglia o no. Gli uomini politici, i moralisti, i membri dei comitati di "riflessione etica" saranno, nei suoi confronti, sempre un po' in ritardo. Al di là del bene così come del male, la tecnica si impone da sé, trasformando il possibile in necessario, e persino in ineluttabile. |
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Siamo più umanitari. E meno umani |
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Archivio 2011
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Scritto da Alain de Benoist
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lunedì 26 settembre 2011 |
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Tocqueville osservava che «raramente nei secoli democratici gli uomini si sacrificano l’uno per l’altro», mentre «mostrano una generica compassione per ogni essere umano» (La democrazia in America). Osservazione giustissima, ma è incerto se tale tendenza si possa attribuire alla democrazia e alla «parificazione delle condizioni» che per Tocqueville le è connessa. Qui meglio invocare il ruolo della borghesia, il cui avvento ha emarginato sia valori aristocratici, sia valori popolari, sostituendoli con ciò che ancora Tocqueville chiamava passioni «debilitanti»: ascesa dell’egoismo, ansia di benessere, desiderio di sicurezza. |
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L’era della rassegnazione |
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Archivio 2011
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Scritto da Marco Tarchi
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lunedì 19 settembre 2011 |
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Chi ha più di trentacinque anni, e ha speso una quota del proprio tempo occupandosi del mondo che gli ruota intorno, difficilmente avrà dimenticato il clima che si diffuse negli ambienti politici ed intellettuali nei giorni e nei mesi che seguirono la caduta del muro di Berlino. Quella data dell’ottobre 1989 parve universalmente segnare un evento fatidico, un punto di svolta, e il crollo dell’impero sovietico che di lì a poco ne seguì non fece che confermare la prima impressione. |
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L’arte negra e il nostro nero più profondo |
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Archivio 2011
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Scritto da Claudio Ughetto
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giovedì 15 settembre 2011 |
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L’aneddoto sulla scoperta dell’arte negra è ormai così noto da essere diventato un luogo comune: scoperta in un bistrot parigino una scultura negra, Vlaminck l’avrebbe portata dal suo amico Derain per sistemarla su un cavalletto e dire che era quasi bella come la Venere di Milo. – No, è bella allo stesso modo – avrebbe risposto l’altro. Così i due andarono a chiedere il parere di Picasso che sentenziò: – Avete torto tutt’e due: è molto più bella! – Più probabilmente, fu Matisse a scoprire la scultura, anche se Picasso ne fu effettivamente folgorato[1]. |
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Lo sport e il feticismo del primato |
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Archivio 2011
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Scritto da Alain de Benoist
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lunedì 12 settembre 2011 |
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Non tutte le attività fisiche, le forme di «vita sana» o esercizio sono sport; non ogni sport è agonismo. La cultura europea ha sempre dato alla competizione sportiva un ruolo centrale. Dalla prima antichità, motivazione essenziale della competizione, retta dal principio agonistico, è la gloria di battere i concorrenti, indissociabile da ciò che gli Antichi chiamavano «prezzo della vittoria». In greco antico, il premio di una gara è athlon, sostantivo neutro associato al maschile athlos, «prova» (le «fatiche» d’Ercole sono dette anche athloi), da cui deriva il lessico dell’«atletismo». |
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Il denaro? Si è ricchi solo di ciò che si è donato |
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Archivio 2011
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Scritto da Alain de Benoist
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martedì 28 giugno 2011 |
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Beninteso, tutti preferiscono averne un po' di più piuttosto che un po' di meno. «Il denaro non fa la felicità, ma vi contribuisce», dice l'adagio popolare. Bisognerebbe tuttavia sapere che cos'è la felicità. Nel 1905, Max Weber scriveva: «Un uomo non desidera "per natura" guadagnare sempre più denaro: vuole semplicemente vivere come è abituato a vivere e guadagnare tanto quanto gli è necessario per farlo». |
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Archivio 2011
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Scritto da Eduardo Zarelli e MIchele de Feudis
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mercoledì 08 giugno 2011 |
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La mancata attenzione per i temi ecologici nel nostro Paese ha molteplici ragioni storiche e politiche, tra cui la fragilità dell'identità dei Verdi, che non sono mai riusciti a intercettare un consenso trasversale, vincolati elettoralmente a una scelta pregiudizialmente progressista che oggi sembra essere messa in discussione dal successo delle ben più credibili compagini europee che coerentemente si muovono oltre la discriminante destra/sinistra. Culturalmente parlando, direi che paradossalmente è l'eccesso di superficialità ambientalista e naturalista strumentalmente adoperata dai più, che ha reso debole la proposta ecologista. |
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