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Novità
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Scritto da Alessandra Pigliaru
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lunedì 01 febbraio 2010 |
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Si è parlato di possibili attinenze tra il cinema scandinavo (si pensi a Dreyer o al più recente Lars von Trier) e il pensiero di Kierkegaard. Da un certo punto di vista, lo si riscontra pienamente: la fede che diventa problematizzazione esistenziale, i tre "stadi" dell'esistenza umana e addirittura il concetto di angoscia. Sebbene il problema della fede sia evidente nel cinema di Bergman, la conciliazione con Dio non appaga, non affranca il singolo dall'angoscia. Dio per Bergman rimane l'assolutamente Altro, è pura trascendenza. |
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Novità
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Scritto da Davide Gianetti
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venerdì 11 dicembre 2009 |
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Glaciale e geometrico, pervaso da un’atmosfera ipnotica e “catatonica” in cui sembra nuotare, come fosse in sospensione amniotica, la protagonista, il film di Haynes - cineasta colto e raffinato, dichiaratamente manierista - anticipa l’ossessione securitaria che di lì a poco conquisterà, travolgendola, la borghesia americana, firmando un piccolo capolavoro di inquietante bellezza. Una gemma cinematografica lontana sia dalla commerciale spettacolarizzazione di un Robert Altman in “America oggi”, a cui “Safe” è stato impropriamente accostato, sia dalla ripetitività scandalistica, assai programmatica, del pur bravo Todd Solondz. |
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Videodrome e l'interfaccia del futuro |
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Archivio
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Scritto da Martina Fuscaldo
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venerdì 09 ottobre 2009 |
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La realtà è diventata ormai un’immagine fittizia soggiogata alla televisione e ai nuovi media. L’interfaccia tecnica odierna perde completamente d’importanza e diventa invisibile nonostante pervada l’ambiente. Interfacce biologiche emergono sempre più e la relazione non è più con un oggetto fisico quanto con materia vivente, a testimonianza del progressivo controllo che la tecnologia digitale sta avendo sull’ambiente che ci circonda. In Videodrome, lo sguardo di Cronenberg sarebbe da definirsi come un presagio ante litteram sul mondo mass-mediale odierno. |
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Archivio
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Scritto da Martina Fuscaldo
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mercoledì 09 settembre 2009 |
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Due anime e due identità che si duplicano in un unicum di potere e disperazione, dissolvendosi in una nera tragedia. Marco Bellocchio dirige alla perfezione questi due spiriti in un quadro fitto di flashback cinematografici e sovrapposizioni storiche all’insegna del citazionismo e del bricolage, punto di forza e segno distintivo dell’intera pellicola. La sinossi è semplice però. |
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Archivio
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Scritto da Fabrizio Bolognesi
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venerdì 10 luglio 2009 |
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Impietosa, disillusa, quasi cinica, la regia segue i suoi quattro personaggi e i loro movimenti ciclici e fastidiosi, i loro gesti compulsivi, le loro azioni sempre più sbagliate, sbattendole in faccia al suo pubblico con una durezza quasi compiaciuta e togliendo ogni possibile speranza grazie ad un finale tanto aperto quanto spezzato. |
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Archivio
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Scritto da Claudio Ughetto
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giovedì 02 luglio 2009 |
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Michael Jackson ha duettato ai limiti del kitsch con le più blasonate popstars americane, ha frequentato attrici hollywoodiane che gli hanno fatto da mamma, è stato l’eminente promotore dei nonluoghi Augeiani, dei MacDonald’s e dei parchi giochi, ha combattuto per l’Amazzonia e per la Pecunia in nome di quella che in America viene chiamata “la ricerca della felicità”. |
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Eivind Aarset - Light Extracts |
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Archivio 2008
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Scritto da Simone Belfiori
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venerdì 19 dicembre 2008 |
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Ho conosciuto Eivind Aarset all'European Jazz Expo tenutosi alla fiera campionaria di Cagliari nel novembre 2004. Nella rassegna internazionale, il nome di questo sconosciuto chitarrista norvegese spiccava come novità, assieme agli altri musicisti della scena scandinava. |
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