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Café Librario
I cani là fuori
Novità
Scritto da Giovanni Curreli   
mercoledì 10 marzo 2010

Uno dei temi presenti ne I cani là fuori di Gianni Tetti (Neo. edizioni) è la mancanza di scelta: la maggior parte dei protagonisti, infatti, si ritrova travolto dal contesto, preda delle circostanze e incapace di essere artefice del proprio destino, rimanendo così vittima di una spirale di eventi che vanno via via peggiorando irreversibilmente la situazione.

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I racconti del pesce che piange e che ride
Novità
Scritto da Alfio Génitron   
mercoledì 03 marzo 2010

Oliviero Malaspina si nasconde, gioca con la lingua, racconta solitudini e ossessioni, provincia e città. Il riso che L'estate del Cerruti ci regala è di sale amaro; Clotilde Regina è dolce amore al termine della notte; il mago Zot cura quelli come noi, «con ragantele di sogni a soffocare il cervello e costellazioni di illusioni a craparci il cuore.»

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Pensare la politica controcorrente
Segnalazioni
Scritto da Redazione   
mercoledì 24 febbraio 2010

Diversi politologi, come Bobbio, ad esempio, hanno tentato di definire la “destra” e la “sinistra”, riuscendovi però solo parzialmente. A mettere in crisi questi tentativi vi sono soprattutto gli autori e le esperienze più anticonformiste.
Come Alain de Benoist , filosofo della politica francese il cui pensiero viene compiutamente ripercorso, analizzato e contestualizzato storicamente in questo libro. Personaggio molto dibattuto, negli ultimi quarantanni ha suscitato curiosità, entusiasmi ma anche ostilità  accese e accanimenti.
[Pensare la politica controcorrente. Alain de Benoist oltre l’opposizione destra/sinistra, il nuovo e-book di Arianna editrice]

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Il peso della farfalla
Novità
Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 03 febbraio 2010

In mezzo a questa narrazione, senza dialoghi, fatta per immagini, addirittura fotogrammi, che si inseguono e si susseguono come i tanti sentieri delle vite che si incrociano, la storia trova il suo zenit in un mattino di novembre: “Era un giorno perfetto, di nitido confine tra un tempo scaduto e uno sconosciuto”. Nella tempesta che prepara la neve dell’alta montagna, a quota duemilatrecento metri, c’è lo scontro finale tra il re dei camosci e il bracconiere, due anime solitarie, opposte e pure tanto simili.

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L'esatta sequenza dei gesti
Novità
Scritto da Giovanni Curreli   
martedì 26 gennaio 2010

Il rischio era quello di ritrovarsi invischiati nella trama di un film di Ferzan Ozpetek, nulla di personale nei confronti del regista di origini turche, ma il timore di ritrovarsi immersi nell’ennesimo dramma familiare dove tutto finisce per complicarsi a causa dell’impulsività dei vari personaggi è insito nelle prime pagine di questo romanzo. Ma Geda piace anche perché ha saputo rischiare. Minori in affidamento, servizi sociali, educatori e famiglie in scollamento: con questi dati di partenza la probabilità di scadere nel patetico era molto alta, invece il giovane scrittore torinese mostra una capacità da veterano nel mantenere la storia su avvenimenti mai scontati e senza mai dover ricorrere a moralismi dozzinali per accattivare il lettore superficiale.

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Non abbiamo potuto essere gentili
Novità
Scritto da Enrico Pietrangeli   
mercoledì 13 gennaio 2010

Marco, allora poco più che ventenne, era invece l’estremista di turno, il manifesto dissenso ai padri che, coraggiosamente, scelse posizioni estreme ma sociali, non quelle egotiche ed utilitaristiche dei giovani d’oggi, “stretti tra l’afasia critico-culturale e lo sbrodolamento personale”. Un attivismo vissuto fianco a fianco tra i ferrovieri, poi nelle borgate per le occupazioni delle case sfitte e, infine, all’università, divenendo leader politico presso la Facoltà di Lettere.

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Quando verrai
Archivio
Scritto da Marialuisa Fascì Spurio   
mercoledì 23 dicembre 2009

È prima di tutto la storia di una condizione sociale marginale e difficile, di una bambina orfana di padre che vive con la madre in una roulotte e che scopre, grazie anche ad una serie di incontri molto importanti, di avere uno strano e difficile dono: vedere la morte delle persone. Le basta toccare appena qualcuno e le immagini degli ultimi istanti della vita di questa persona le si materializzano davanti.

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Lo sposalizio del tempo
Archivio
Scritto da Erwin de Greef   
martedì 22 dicembre 2009

Siamo – noi lettori – di fronte a un’espressione dell’Uomo consapevole, matura, definitiva. L’Io narrante viaggia nelle molte dimensioni dell’Es, costruendo figure retoriche vissute attraverso il medium di una Parola fortemente simbolica. Il Poeta tende a cristallizzare le immagini nel tentativo ben riuscito di fermare nella Memoria i frammenti del quotidiano. Ecco: “talvolta / nella solitudine / davanti a me viene a sedere / una donna di sabbia / che le onde del tempo / non hanno / consumato”.

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Il Sexto
Archivio
Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 16 dicembre 2009

Il Sexto - romanzo moderno e attuale scritto nel 1961, per la prima volta pubblicato in lingua italiana, con la traduzione di Angelo Morino - come «la replica d’un blocco di loculi del vecchio cimitero di Lima», è diviso in tre piani. Al primo vagabondi e «pacchettari», al secondo stupratori, truffatori, ladri occasionali e omicidi, al terzo i detenuti politici, divisi tra comunisti e apreisti.

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Mostri per le masse
Archivio
Scritto da Enrico Pietrangeli   
mercoledì 16 dicembre 2009

C’è qualcuno che ha premura di recapitare un video raccapricciante e poco credibile, mentre vengono evocate anche più colte dicotomie zaratustriane annoverando, tra le altre, le irrinunciabile location di Veio, Nemi e le esoteriche vallate boschive adiacenti. Inferno apodittico più che apocalittico, nonostante le tinte di conclamato orrore, a vincere è un’irrefutabile perdizione che si personifica nel protagonista, in una sorta di monologo sviluppato sul conflitto interiore e che attraversa la trama nel contesto più tradizionale del noir.

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Non dire madre
Archivio
Scritto da Alessandra Pigliaru   
martedì 15 dicembre 2009

Così il termine madre che risuona così potente nel monito del titolo, è una ricerca costante di quella circolarità temporale prepotentemente spazzata via dal caso. L’ineluttabilità del destino di queste anime semplici che interrogano se stesse, si scontra col ghigno dell’imprevisto. Non dire madre ma ascoltarlo dal ventre, con la crudeltà dell’istinto e la consapevolezza della carne e con gli occhi rivolti all’accadere. Dora Albanese ci racconta quello che significa sguardo femminile, parlare in lingua materna, come accoglienza e ascolto dell’alterità (che non necessita certo di capacità riproduttiva). Un amore nudo e senza orpelli, una scrittura sferzante che sfrega fin dentro le ossa e spalanca la carne, senza infingimenti e soprattutto contro un certa anacronistica adesione di pulchrum et bonum.

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La Folie Baudelaire
Archivio
Scritto da Emilia Musumeci   
lunedì 14 dicembre 2009

Queste pagine, espressamente incentrate su Baudelaire, sono intervallate da altre quattro parti (Ingres il monomaniaco; Visite a Madame Azur; Il labile sentimento della Modernità; La violenza dell’infanzia) dove la presenza dell’autore delle Fleurs du mal si fa impalpabile, per dare posto all’arte; tuttavia, la sua ombra, o meglio, il suo sguardo spietato e tenero allo stesso tempo, ci accompagna nella descrizione di ogni quadro, di ogni dettaglio o sfumatura, come se Baudelaire avesse dato anche al lettore un furtivo appuntamento segreto in uno dei padiglioni del Salon de 1846, o delle gallerie del Louvre. Qui incontriamo, innanzitutto, il classicismo sensuale di Ingres con il suo Giove maestoso supplicato da una Teti conturbante (vero scandalo «erotico, cromatico, teologico» p. 116) e la Baigneuse Valpinçon poi inserita nel Bagno turco, dove il groviglio dei corpi nudi di donne, fu visto dai contemporanei come una scabrosa esaltazione della bellezza femminile da parte di Ingres.

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Mogli e concubine
Archivio
Scritto da Erwin de Greef   
mercoledì 02 dicembre 2009

Su Tong raccontando con stile asciutto, controllato ed elegante questa storia, incastonata in una Cina pre-rivoluzionaria, dai costumi medievali e tradizionali, consegna al lettore una figura di donna dal volto eroico e sacrificale di indubbio fascino.

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Il Club Bilderberg
Segnalazioni
Scritto da Redazione   
giovedì 26 novembre 2009

Il 29 maggio del 1954 presso l’Hotel Bilderberg, a Oosterbeek, una piccola cittadina dei Paesi Bassi, su iniziativa del principe olandese Bernhard e di David Rockefeller, si riunirono le maggiori personalità del mondo politico, economico, industriale e militare; da quel momento, ogni anno, per un fine settimana, questa conferenza si è riunita in gran segreto con lo scopo di dettare le linee guida della globalizzazione e, secondo alcuni, instaurare il Nuovo Ordine Mondiale. Il gruppo include i dirigenti delle istituzioni, delle aziende e delle organizzazioni più influenti del mondo; ne hanno fatto parte, tra gli altri, Bill Clinton, ex Presidente americano, Jean-Claude Trichet, governatore della Banca Centrale Europea, Juan Carlos di Spagna, Filippo del Belgio, Carlo d’Inghilterra, George Soros, Henry Kissinger, i Rothschild, tanto per citarne alcuni, ma la lista include centinaia di altri nomi conosciuti tra cui diverse personalità italiane.

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Vedi Cuba e poi muori
Archivio
Scritto da Erwn de Greef   
mercoledì 25 novembre 2009

L’Avana è la città della fame, dell’illegalità, dei contrabbandi, del sesso a pagamento. E questa vetrina di esseri umani negati alla legge è comunque l’isola della felicità, degli amori clandestini, delle fortune che si fanno e che si perdono, dei colori e degli odori, delle sbronze di rum, della musica caraibica e dei sigari Montecristo e Partagás.

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Tre Io
Archivio
Scritto da Grigi Bolero   
mercoledì 25 novembre 2009

Fuga e salvezza sono componenti caratterizzanti della narrazione: il trio protagonista del romanzo di Mario Rossi muove in direzione ignota, e il mezzo d’evasione – alcol o trip – amplifica la necessità del fuori che, se per Dante assume i contorni del disprezzo, per Sandra/Giulia diviene ricerca di sé, ritrovo. Quanto ad Andrea, fuga e salvezza sono fatti di carne da piegare e possedere: «Voglio vivere come dico io. E andassero affanculo mio padre, la fabbrica, la cassa integrazione. Se crolla tutto me ne vado in Germania o in Svizzera, che ci vuole. Io stasera voglio solo spassarmela.»

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