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Comunità locali e controllo mediatico
Scritto da Alain de Benoist   
mercoledì 01 febbraio 2006

Gruppo Opìfice. La riscoperta delle comunità locali, il potenziamento delle organizzazioni aventi in comune principi generali e obiettivi da perseguire, oltre a costituire antidoto alla solitudine dell'Uomo nella società occidentale, possono essere viste come un mezzo per sfuggire al controllo mediatico? Rendere collettivo un disagio individuale potrebbe scardinare l'oliata macchina di fabbricazione del consenso?

Alain de Benoist. La rinascita delle comunità locali può senza dubbio avere effetti sulle modalità di raccolta e diffusione dell’informazione. Si può agevolmente immaginare, per esempio, la creazione di giornali locali (a pagamento oppure gratuiti) che permettano di offrire un’informazione alternativa rispetto a quella dei grandi media. Tuttavia non ci si deve illudere : tali iniziative non potranno competere con il sistema mediatico ad oggi esistente, che dispone di mezzi considerevoli e può fornire informazioni sugli avvenimenti del mondo interno. Cosa potrebbe aggiungere un piccolo giornale locale, ad esempio, sulla guerra in Iraq o sulla catastrofe del Sud-Est asiatico? Ciò che è invece possibile, all’interno delle comunità locali, è risvegliare la vigilanza ed  educare al senso critico nei confronti dello stesso sistema mediatico, che si caratterizza per il suo conformismo (il suo messaggio implicito è che noi viviamo nella migliore –o nella meno peggiore- delle società possibili), la sua stretta dipendenza dalla pubblicità, la sottomissione alle potenze finanziarie ed il carattere strettamente intercambiabile delle opinioni che vi sono espresse. Non dimentichiamo le risorse alternative in materia di informazione offerte attraverso tutto ciò che oggi circola su Internet. Anche in tal caso, un’ attitudine critica è spesso necessaria, ma il fatto è che le risorse esistenti sul Web, se adeguatamente utilizzate, costituiscono oramai un complemento di informazione indispensabile, e talvolta un utile antidoto in rapporto ai media dominanti.

 
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